mercoledì 29 giugno 2011

Attenzione, attacco informatico!

Warning

Cliccando qua e là mi son trovata l'articolo di  Michele SpallettaDelibera Agcom, la Rete si mobilita contro la censura In estrema sintesi:

Il popolo della Rete si mobilita per respingere il provvedimento dell’Agcom (l’Autorità garante per le Comunicazioni) che, se approvata, permette di rimuovere i contenuti pubblicati sul web che violano il copyright semplicemente per via amministrativa, attraverso gli Isp (Internet Service Provider).  leggi tutto l'articolo
 
Morale ci vogliono fregare!!!!!
Ennesima porcata!!!!
Io non ci sto
no censura

no bavagli

invito tutti i blogger
a pubblicare
un post contro la censura

martedì 28 giugno 2011

Individualità e solitudine

"La solitudine intesa come esercizio, come addestramento all'individualità, non si identifica necessariamente con il disinteresse per il mondo, ma con la volontà di non lasciarsi costringere e imprigionare dal mondano ....
Infatti, come scriveva il filosofo Enzo Paci (1963-74) il vero esercizio della solitudine e del silenzio è un addestrarsi allo stile della propria soggettività"

Non si tratta dunque di un desiderio di solitudine come via di fuga dalla tensione della vita quotidiana e come strumento di rigenerazione, insomma della solitudine 
che possiamo conquistare con una vacanza in qualche paradiso esotico.

Piuttosto si tratta della solitudine che nasce dalla consapevolezza che ciò che definisce e conferma la nostra identità non è certo quell'insieme anonimo di convenzioni sociali e di compiti stereotipati che possono servire tutt'al più a etichettarci e catalogarci, ma  qualcosa di assai più profondo e vitale con cui dobbiamo trovare un contatto, sintonizzandoci, per così dire, sulla sua lunghezza d'onda e filtrando l'incessante brusio di fondo fino a isolarci, se e finché sarà necessario.
Perché in quel silenzio potremo finalmente aprire il dialogo con la nostra anima."

Aldo Carotenuto - Vivere la distanza - Studi Bompani -

lunedì 27 giugno 2011

brunocorino: Made in Italy




Oggi, data la situazione italiana, abbandono gli aforismi per questo post di Bruno Corino, che ringrazio per le sue sempre lucide e importanti riflessioni. 
 

domenica 26 giugno 2011

Il tempo delle due lune

Ho una grande ammirazione per la civiltà degli Indiani d'America, in particolare per il popolo Lakota.
Qui riporto qualche riga del romanzo Il tempo delle due Lune di Priscilla Cogan  dove Winona, sciamana indiana ultrasettantenne si rivolge ad un'altra protagonista del romanzo, la psicologa (bianca) Meggie O'Connor


'Winona disse: "Tutt'intorno a te c'è vita, Meggie. Mio nipote e io guardavamo la televisione ieri sera. A New York tutto sta cadendo a pezzi - le tubature dell'acqua, i ponti, le strade. La gente gemeva e si lamentava chiedendosi come potesse succedere una cosa simile, dimenticando che sotto tutti quegli alti edifici, sotto le macchine, sotto le strade e i ponti c'è la  Grande Madre Terra.
Le hanno mai chiesto come si sente con tanto peso addosso?
Si fermano un attimo a ringraziarla per aver permesso loro di scavare vene sotterranee dentro di lei o per aver sfregiato il suo corpo con le loro autostrade?
Potrà sopportare fino a un certo punto e poi ..." '

Il tempo delle due lune - Priscilla Cogan - Edizione Frassinelli



sabato 25 giugno 2011

Mietitura


Non si sentiva oltre al bosco altro suono che uno,
la mia lunga falce che frusciava al suolo.
Che cosa sussurrava? Non lo sapevo io stesso;
era forse qualcosa sul calore del sole,
qualcosa, forse, sull'assenza di suono
Per questo sussurrava e non parlava

Non era sogno del dono d'ore vuote,
o facile oro profuso da fata o da elfo:
qualunque cosa in più della verità sarebbe apparsa
debole al fermo amore che ordinò il prato in solchi,
non senza delicate lanceole di fiori
(orchidee pallide), e un fulgido verde serpente fugò.
Il fatto è il sogno più dolce che la fatica conosca.
La mia lunga falce frusciava, lasciava il fieno ammucchiarsi.


Robert Frost -"Conoscenza della notte e altre poesie"- Mondadori

giovedì 23 giugno 2011

Buon compleanno, Alice!




23 giugno. E' il compleanno di mia figlia Alice. 

 Nata nei giorni dei convolvoli, della malva, delle spighe dorate del grano.

Sii felice, figlia mia!


"Nella protetta semplicità dei primi giorni di vita di un bambino, riappare il magico circolo chiuso, il senso miracoloso di due persone che esistono soltanto l'una per l'altra."

(Anne Morrow Lindbergh)

mercoledì 22 giugno 2011

Mormorio del bosco

"In effetti perché tutte questi grande pretese? Che cosa ci si guadagna? ...
Ma non vediamo ogni giorno il mondo, non sentiamo il mormorio del bosco? Non c'è meraviglia pari al mormorio del bosco.
C'era profumo di gelsomini in un bosco di lillà, e qualcuno che conosco fremeva di gioia, non per i gelsomini, ma per tutto, per una finestra illuminata, per un ricordo, per una vita intera.

E se poi l'hanno chiamato e l'hanno fatto uscire dal bosco di lillà, è stato già pagato in anticipo per quell'incomodo..."

Da "Un vagabondo suona in sordina" di Knut Hamsun- ed. Iperborea

martedì 21 giugno 2011

Inizia l'estate


Ripropongo i post che avevo scritto ben due anni fa su questa ricorrenza affascinante che è il solstizio d'estate, momento seguito a ruota dalla festività di San Giovanni Battista che ricorre il 24 giugno.

Solstizio d'estate 

Fin dai tempi più antichi i solstizi erano considerati "porte" per accedere al mondo divino; su di esse vegliava Giano, il dio Bifronte, che aveva - vicino al Foro Romano - un tempio e una fonte gelida che, si narra, divenne infuocata per impedire ai Sabini di entrare in Roma (Ovidio, Metamorfosi).

Acque e Fuochi rigeneratori e purificatori, erbe dalle magiche virtù, riti, usanze, tradizioni millenarie si accompagnano al giorno del solstizio d'estate.

E' la Festa di Mezza Estate, uno dei giorni più esoterici dell'Anno. Di essa si ha traccia in ogni popolo e in ogni cultura.



Seconda solo ad Hallowen come notorietà popolare, ne hanno parlato poeti e scrittori (Pensiamo al "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare); in ogni calendario una Festività importante è sempre ricorsa il 24 giugno, affinché il simbolismo del Solstizio d'Estate fosse tramandato e celebrato.

Il 24 giugno è il giorno dedicato a Giovanni Battista: acque, rugiada miracolosa e falò sono l'aspetto esterno di questo altissimo evento esoterico.

Dal punto di vista astrologico, la situazione è opposta rispetto al Solstizio d'Inverno: siamo al passaggio tra il domicilio della Luna (Cancro) e quella del Sole (Leone).

I Filosofi mostravano questo evento con due Alberi, uno dai preziosi Frutti d'Argento e uno ancora più prezioso dai Frutti d'Oro.
Siamo entrati cioè in quel giardino sorvegliato, vincendo il Serpente che sbarrava la strada, abbiamo ben coltivato il nostro spirito ed ora siamo in procinto di cogliere i Frutti più preziosi che uomo possa mai immaginare.

Questo simbolismo descrive un processo interiore, una maturazione che avviene dentro di noi.

La tradizione vuole che il Fiore, detto di San Giovanni, sia un fiore candido e luminoso, capace di diffondere una" luce intensa" che avvolge tutto ciò che lo circonda e che dona poteri occulti e grandi conoscenze a colui che ha la buona sorte di vederlo sbocciare.



Per vedere il Fiore, secondo la leggenda, il novizio deve recarsi in un bosco prima della mezzanotte, sedersi presso una felce, tracciare un cerchio attorno a sé ed alla felce e quindi mettersi in paziente attesa, senza distrarsi e senza prestare ascolto a chi vuole distoglierlo dal proprio intento.

Il Fiore sboccia all'improvviso e il suo splendore dura un solo istante e bisogna essere pronti o l'occasione è persa fino al prossimo anno.

Ovviamente si tratta di un'allegoria, la Felce non fa fiori (appartiene alle crittogame e si riproduce per spore), ma la Felce è una pianta primitiva che sta ad indicare come la conoscenza vada cercata risalendo alle radici del tempo.

Il Fiore, già di per sé simbolo della fugacità delle cose, è descritto ancora più evanescente, basta un attimo di distrazione, per non cogliere il momento "magico".


Per quanto riguarda la festa di S. Giovanni, questo è il link:


domenica 19 giugno 2011

Gli aforismi di lunedì 20 giugno 2011

Felice colui che ha trovato il suo lavoro. Non chieda altra felicità. (Thomas Carlyle)

E' spiacevole e tormentoso quando il corpo vive e si dà importanza per conto suo, senza alcun legame con lo spirito. (Thomas Mann)


Gli abiti hanno fatto di noi degli uomini, c'è ora il serio pericolo che facciano di noi degli attaccapanni.  (Thomas Carlyle)

Canto d'amore


Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.

Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?


Rainer Maria Rilke.
“I sonetti a Orfeo”
Milano – Garzanti 2000

sabato 18 giugno 2011

PuntoLineaSuperficie: ll Vernacoliere (giugno)




Da leggere. Era tanto che non mi capitava sott'occhio "Il Vernacoliere".
Mi accorgo che è imbattibile.
(Solo per adulti)

venerdì 17 giugno 2011

Naumburg, 7 aprile 1866

Naumburg, 7 aprile 1866

Di tanto in tanto spuntano ore di tranquilla contemplazione in cui fra la tristezza e la gioia noi crediamo di dominare dall'alto della nostra vita, ore che fan pensare a quei bei giorni d'estate così ben dipinti da Emerson * che possono adagiarsi mollemente sulle colline.

"In quelle giornate - egli dice - la natura e noi diventiamo perfetti, e la nostra anima, liberata dal giogo della volontà sempre desta, è soltanto un puro sguardo che contempla senza partecipare."


* Ralph Waldo Emerson


Il brano di Nietzsche sopra riportato è riportato in " Da  Epistolario 1850-1869", a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari,-  tr. di Maria Ludovica Pampaloni Fama -  Adelphi, Milano 1977

giovedì 16 giugno 2011

Enjoy - In principio era la gioia

Dalla introduzione di Vito Mancuso:

Erich Fromm scrisse: "Coloro la cui speranza è debole si accontentano della comodità o della violenza".

La comodità del consumismo e la violenza del militarismo che dominano il nostro tempo suggeriscono che siamo quasi senza speranza. L’abbiamo perduta del tutto, o la stiamo perdendo rapidamente?


Una ragione di questo pessimismo che porta al cinismo e alla mancanza di interesse è il paradigma religioso di caduta e redenzione che fa iniziare la propria teologia con il peccato originale.
Con questa dottrina come punto di partenza, si invecchia
prima ancora di venire al mondo.

Insegnare il peccato originale e non insegnare la benedizione originale crea pessimismo e cinismo.

.......

La tradizione che mette al centro il creato non è ottimista, perché è troppo a contatto con il dolore e la tragedia dell’esistenza per esserlo, ma è colma di speranza ed è cosmicamente appassionata della benedizione in cui la vita consiste.

Giuliana di Norwich chiama "sciocchi" coloro che rimuginano sul peccato.

La mistica che mette al centro il creato ha in realtà inventato il verbo enjoy nella lingua inglese.


La gioia senza misura fa parte dell’esperienza potenziale di ciascuno.

È parte del ritrovare Dio come eros che gioca, prova piacere, fa venire alla luce, fa festa e prova passioni. L’eros e la passione sono parte delle benedizioni dell’esistenza.
............

............ 

Sul suo letto di morte, il grande psicologo e amico dell’umanità
Erich Fromm si volse verso il suo amico Robert Fox e
gli chiese: 

"Com’è, Bob, che gli esseri umani sono più necrofili che biofili?".  

mercoledì 15 giugno 2011

ODORE D’ERBA


ODORE D’ERBA

L’allodola ritorna verso il sole
con l’ali di rugiada;

ci si sveglia
coll’antico dolore
che l’uomo porta nella carne.

Eppure quando il sole
invade i vicoli
e le vecchie tornano a sorridere
come se la vita fosse appena cominciata,
si scioglie il nodo alla gola
e si sente nel petto
un’aria d’erba e di ginestre.


Nicola Iacobacci   "Di/Spero (Parole al muro)
Campobasso: L'Airone, 1985.

martedì 14 giugno 2011

Palle e giocolieri

Una palla rimbalza, ma sempre meno.
Non è una cosa dal cuore leggero, risente della propria elasticità.
Cadere è ciò che più ama e la terra cade così nei nostri cuori dallo splendore,                                       
si sistema e viene dimenticata.
Ci vuole un giocoliere colore blu cielo con cinque palle rosse

per scuotere la nostra gravità

(Richard Wilbur)

lunedì 13 giugno 2011

Quorum raggiunto, Vittoria!





Ce l'abbiamo fatta!!!!

Gli aforismi di lunedì 13 giugno

Oggi, sto aspettando con troppa ansia i risultati del referendum e propongo un solo aforisma.

Il fatto che tu non abbia la scimmia sulla schiena non significa che il circo abbia lasciato la città.
(George Carlin)

Immagine presa dal web

sabato 11 giugno 2011

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico

Egli non sente, non parla, né s’interessa 
degli avvenimenti politici.       

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
     
(Bertolt Brecht)        

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