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martedì 13 novembre 2012

Cinque difficoltà per chi scrive la verità


Chi ai nostri giorni voglia combattere la menzogna e l'ignoranza e scrivere la verità, deve superare almeno cinque difficoltà.

Deve avere il coraggio di scrivere la verità, benché essa venga ovunque soffocata; 
l'accortezza di riconoscerla, benché venga ovunque travisata, 
l'arte di renderla maneggevole come un'arma;
l'avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace; 
l'astuzia di divulgarla fra questi ultimi. 

Tali difficoltà sono grandi per coloro che scrivono sotto il fascismo, ma esistono anche per coloro che sono stati cacciati o sono fuggiti, anzi addirittura per coloro che scrivono nei paesi della libertà borghese.

Bertold Brect
Bertold Brect


Riepilogo.

La grande verità della nostra epoca (che non è sufficiente limitarsi a riconoscere, ma senza la quale non è possibile scoprire nessun'altra verità importante) è questa: 

il nostro continente sta sprofondando nella barbarie perché i rapporti di proprietà dei mezzi di produzione vengono mantenuti con la violenza. 

A che cosa servirebbe uno scritto coraggioso dal quale risulti la barbarie delle condizioni nelle quali stiamo per cadere (il che in sé è verissimo), se poi non risultasse chiara la ragione per cui veniamo a trovarci in queste condizioni? 
Dobbiamo dire che degli uomini vengono torturati perché i rapporti di proprietà rimangano immutati. Certo, se lo diciamo, perderemo molti amici che sono contrari alla tortura perché credono che i rapporti di proprietà si possano mantenere anche senza di essa (il che non è vero).

Dobbiamo dire la verità in merito alle barbare condizioni del nostro paese, dobbiamo dire che è possibile fare ciò che è sufficiente a farle sparire, e cioè qualcosa che modifichi i rapporti di proprietà.

Dobbiamo dirla inoltre a coloro che di questi rapporti di proprietà soffrono più di tutti, che hanno il maggiore interesse a cambiarli, ai lavoratori e a coloro che possiamo trasformare in loro alleati perché in realtà non partecipano nemmeno loro alla proprietà dei mezzi di produzione, anche se partecipano ai guadagni.

E per quinta cosa dobbiamo procedere con astuzia.

E queste cinque difficoltà dobbiamo risolverle tutte contemporaneamente perché non possiamo ricercare la verità sulla barbarie di certe condizioni senza pensare a coloro che soffrono di questo stato di cose; e mentre - combattendo costantemente ogni impulso di viltà - cerchiamo di scoprire le vere connessioni, mirando a coloro che sono pronti a utilizzare la loro conoscenza, dobbiamo anche pensare a porger loro la verità in modo tale che divenga un'arma nelle loro mani e al tempo stesso con tanta astuzia che il nemico non si accorga che gliela porgiamo e non possa impedirlo.

Tutto ciò viene richiesto allo scrittore, quando gli si chiede di scrivere la verità.

1935.

Da “Scritti sulla letteratura e sull'arte” – Bertold Brecht, a cura di Cesare Cases, Einaudi, Torino 1973

sabato 11 giugno 2011

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico

Egli non sente, non parla, né s’interessa 
degli avvenimenti politici.       

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
     
(Bertolt Brecht)        

venerdì 18 marzo 2011

Le ricchezze d'ogni momento

Questo che segue è un brano tratto da Celebrazione del quotidiano di Colette Nys-Mazure, scrittrice, poetessa belga

"Celebrare il quotidiano, nessun problema, pensavo, visto che mi piace. Ne apprezzo l'appoggio modesto, immancabile. Attenta ai mille dettagli d'ogni giorno, non lo trovo mai ripetitivo. 

Sotto la superficie uniforme, monotona, scopro ciò che muta, quasi di ora in ora. In filigrana, nell'espressione composta di volti noti o sconosciuti, riesco a discernere la trama intessuta. Gli avvenimenti banali celano un significato profondo. Arrivare al cuore.

Se fossimo presenti a noi stessi, se non ci perdessimo in rimpianti o desideri, dilateremmo la nostra esistenza, non sciuperemmo alcun frammento di vita. Non ci stupiamo abbastanza, ci meravigliamo solo saltuariamente. Storia d'esser desti e questione di logorio. Allora, per me ... ho iniziato la celebrazione di un quotidiano svalutato, ignorato, trascurato.

A dire il vero, ho sempre provato una diffidenza istintiva verso ciò che è fuori dal normale e potrebbe apparire pretenzioso, pacchiano, imposto. ...

Provo tenerezza nei confronti di ciò che ritorna con commovente fedeltà. Lo straordinario brilla con tutti i suoi fuochi - fuochi d'artificio spesso spenti - mentre le brace del quotidiano rosseggia lealmente.


giovedì 19 febbraio 2009

Piaceri


Il primo sguardo dalla finestra al mattino,
il vecchio libro ritrovato volti entusiasti neve,
il mutare delle stagioni,
il giornale, il cane,
la dialettica,
fare la doccia,
nuotare,
musica antica,
scarpe comode,
capire musica moderna,
scrivere,
piantare,
viaggiare,
cantare, essere gentili.

(Bertolt Brecht)

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