mercoledì 11 maggio 2011

La scuola

La scuola dovrebbe insegnare innanzitutto che le differenze sono una risorsa e non una minaccia. Il rispetto dell'altro, quindi, deve rappresentare la prima regola del vivere civile.

È utile ribadire che non c'è integrazione senza accettazione.


Tratto da "Scontri di civiltà per un nome", di  Amara Lakhous  (Scrittore algerino) pubblicato su Internazionale del 7 settembre 2007


Immagine presa dal web

martedì 10 maggio 2011

Iniziamo a ridere

Le mie ex-mogli erano ottime casalinghe.Infatti, dopo il divorzio, si sono tenute la casa.

Due vecchietti al parco: Lo sai che di AIDS si muore? -Perché' di INPS si campa?

Due pulci escono dal cinema: Andiamo a piedi o prendiamo un cane?

Perché' l'aria del mattino e' molto fredda? Perché' e' stata fuori tutta la notte!

Dottore mia moglie non ha più voglia di fare l'amore! Il Medico hem Ce l'ha, ce l'ha..

Due vecchiette: Sai mio marito ha 90 anni e ancora gode Davvero? Si gode la pensione

lunedì 9 maggio 2011

Prossimamente ... su questo blog





Una bella sorpresa, da domani e senza troppe programmazioni.


Un po' si sarà già capito, ma per chi segue Estate incantata non assiduamente, ci sarà una sorpresa che spero piaccia a tutti.

A presto!
Lara

Gli aforismi del lunedì

Lo splendore dell'amicizia non è la mano tesa né il sorriso gentile né la gioia della compagnia: è l'ispirazione spirituale quando scopriamo che qualcuno crede in noi ed è disposto a fidarsi di noi. 
(R. W. Emerson)

Ciò che è necessario per continuare a fornire buona cura alla natura è completamente caduto nell'ignoranza durante l'era del materialismo. 
(Rudolf Steiner)

Le idee, non le battaglie, segnano il progresso dell'umanità. Gli individui, non le masse, formano la cultura della razza.
(Ron Hubbard)


Un padre è meglio di cento insegnanti. (George Herbert)

sabato 7 maggio 2011

Madri e figlie

Una figlia è un nuovo inizio.

Una figlia è una sorprendente riedizione di come tu ti comportavi a quattordici anni.

Una figlia vuol dire scoprire il significato del verbo preoccuparsi.

Una figlia è la persona cui appartiene tutto il ciarpame rimasto per vent'anni in soffitta.

Una figlia è la tua scusa per costruire una casa per le bambole.

Una figlia scandisce la fine della monotonia.

Una figlia è colei che si costruisce il nuovo nido con le penne del tuo nido vecchio.

Una figlia è colei per cui credi che smetterai di preoccuparti quando compierà ventun'anni. Ma che ti farà preoccupare a morte a quarantacinque.

Una figlia farà parte di te per sempre.

(Pam Brown, 1928)

giovedì 5 maggio 2011

Domani: festa in giardino

Domani sarà il grande giorno in cui tutta la famiglia radunata butterà all'aria il giardino con tanto di vanghe, motozappa e attrezzi vari.
Abbiamo deciso di rimettere a nuovo il prato e al posto dello stropicciato e ormai inesistente prato "all'inglese", semineremo la dichondra repens, meno pretenziosa ma più pratica. Almeno è quello che speriamo.
Mi auguro che ci sia il sole, mi sembra così bello tornare a giocare con la terra...


 

Ho letto su un libriccino di Pia Pera intitolato Giardino & Orto Terapia (Salani Editore) le parole che seguono:


 
"Non è più tempo di venerare le forze della natura immaginando siano divinità, o di sfruttarle biecamente calpestando e distruggendo la bellezza del creato. Il nostro tempo ci chiede altro: di sentirci parte del tutto, entrare nella corrente.
C'è chi teorizza wild zones consapevolmente create, zone dove bambini e ragazzi possono fare libera esperienza di una natura per quanto possibile selvatica. Arrampicarsi sugli alberi. porcarsi le mani. Costruire capanne di salici. Correre, inseguirsi, nascondersi. Giocare a guardie e ladri.
Esercitare, in poche parole, i diritti dei bambini. Come accade in Venti giorni con Julian, delizioso libretto che ogni amante della vita all'aria aperta dobrebbe leggere...
Qui Nathaniel Hawthorne racconta le giornate estive trascorse col figlioletto durante un'assenza della moglie Sophia. 


Costretto a pressoché totale inattività, l'attenzione tutta presa dall'ometto, lo scrittore partecipa al gioco della guerra con cardi selvatici e tassi barbassi, impara a vedere il mondo in un pezzo di muschio, si incanta di fronte alla rugiada versata dalle fate con le loro piccole brocche.
 
Insieme padre e figlio hanno la sensazione di cogliere, sia pure soltanto con la coda dell'occhio, di sfuggita, per un impalpabile istante, e prima che abbia tempo di cambiare aspetto, la Natura colta alla sprovvista, in quei momenti in cui, immersi nella serietà del gioco, pare quasi che gli alberi stiano bisbigliando tra loro."

mercoledì 4 maggio 2011

Mario Quintana: Quem Ama Inventa

Non ho mai conosciuto Mario Quintana prima di qualche giorno fa e attraverso la rete/web. Anzi per l'esattezza ne ho letto su Google buzz dove ne era stata riportata una citazione da Novalis del blog Appunti Novalis
Incuriosita, ho fatto ricerche sempre attraverso internet. Le notizie che riguardano questo poeta sono poche, ma questa poesia, che riporterò ora, a me piace moltissimo.

Chi ama inventa le cose che ama…

Forse sei giunta quando io ti sognavo.

E improvvisamente s’è accesa la fiamma!

Era la brace sopita che si svegliava…

Un nuovo volo sopra le macerie,

Nell’aria sorpresa rintoccavano campane,

Suonate da quegli angeli speciali

che hanno il dono di far resurrezioni…

Un ritmo divino? Oh! semplicemente

Il palpitare dei nostri cuori

Che battevano uniti e a festa,

O solitari, con un ritmo triste…

Oh! Mio povero, mio grande amor lontano,

Nemmeno sai tu quanto bene fa alla gente

Aver sognato… e aver vissuto il sogno!



Mario Quintana - Poesia - Liberodiscrivere® edizioni - Genova
ISBN     ISBN 978–88–7388–196–4
traduzione di Pierino Bonifazio
Qui il sito della casa editrice

martedì 3 maggio 2011

Citazione da un libro soltanto aperto

Premetto di non avere letto questo libro, perché non ne ero attratta.
Però ho fatto in tempo a scarabocchiare velocemente questa citazione, trovata esattamente in una pagina aperta a caso.


Quando si avverte un modestissimo segno di indifferenza o di mancanza di entusiasmo nei confronti di un proprio simile, bisogna stare allerta! 
Esiste una sola forma di prevenzione contro questa malattia:
capire che l'anima soffre - e soffre tremendamente allorché la costringiamo a vivere in maniera superficiale.
Paulo CoelhoIl vincitore è solo - Ed. Bompiani

Margini di Francis Brooks



I primi palpiti dell'amore sono i migliori,
quando è ancora un ospite nuovo e discreto;
il primo fugace contatto fra le dita,
la prima tenera pressione sule labbra.

Troppo spesso, nel bel mezzo del suo pieno
possesso
ha inizio un rapido regresso.

Brooks Francesco, Margini; Collected Poems (Chicago: Searle & Gorton, 1896)

lunedì 2 maggio 2011

Ma gli aforismi poi che cosa sono?

Per precisare cosa siano gli aforismi, copio da Wikipedia quanto segue:
 
"Un aforisma o aforismo (dal greco ἁπφορισμός, definizione) è una breve frase che condensa - similmente alle antiche locuzioni latine - un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale.

 
Quanto al contenuto, Karl Kraus affermava che "L'aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezza" e "Un aforisma non ha bisogno di esser vero, ma deve scavalcare la verità. Con un passo solo deve saltarla" (Detti e Contraddetti, Adelphi Editore).

 
Aforismi del lunedì

 
Attraverso le vesti stracciate si mostrano i vizi minori: gli abiti da cerimonia e le pellicce li nascondono tutti. 

(William Shakespeare)
 
Anche i migliori di noi talvolta dovrebbero rimangiarsi le parole.

 
Sono le nostre scelte che ci mostrano chi siamo veramente, molto più delle nostre abilità.

 
Bisogna essere cauti nell'esprimere desideri, perché potrebbero avverarsi.

 
Se vuoi sapere com'è un uomo, guarda bene come tratta i suoi inferiori, non i suoi pari.

 
Sono tutti (a parte il primo) di J.K. Rowling (l'autrice di Harry Potter)

sabato 30 aprile 2011

Domani è il: Primo giorno di Maggio



Dal Blog di Maresco  

Scrive Maresco Martini:

VIGILIA DEL PRIMO MAGGIO: MEMORIE
A sud di Castelfiorentino ci sono delle collinette spoglie di Argilla, su queste colline emergevano tre in modo particolare per come erano appuntite, ben visibili dal paese. Ebbene su questi cucuzzoli: il poggio del Coccolo,il poggio della ginestra e il poggio di Montacuto- montauto per i locali-, Immancabilmente i Primi Maggi nel ventennio fascista apparivano come di incanto al mattino le bandiere rosse! Per diversi anni dal 1945 in poi in omaggio a questo fatto, il corteo del Primo Maggio si scioglieva in queste colline. Di recente sono passato in quel luogo, non si riconosce più niente, i cucuzzoli sono spariti sotto arature profonde, non ci sono più i papaveri e la sulla spariti sotto i colpi dei diserbanti, le bandiere rosse sparite e dimenticate. Il Primo Maggio resta ancora li a ricordare e festeggiare chi ha lavorato e chi lavora. VIVA IL PRIMO MAGGIO! "


Chiedo di leggere anche i post seguenti.




Non rottamate il Primo Maggio

BLOG DI CIPIRI: Primo maggio

venerdì 29 aprile 2011

Riti popolari per Beltane o Calendimaggio

Il 30 aprile si festeggia il May Day o Beltane o Calendimaggio.
E' una festa molto antica, tra le più celebrate in ogni tempo e luogo.
Segna l'inizio dell'Estate Esoterica.
Avendone già scritto negli anni scorsi su questo blog, oggi mi riferisco ai riti popolari.

 
La maggior parte di questi riti aveva un valore propiziatorio nei confronti dei prodotti della terra, ma conteneva anche un grande messaggio di riconciliazione delle forze - la ricerca di un inserimento in un contesto più generale.

 
L'usanza più diffusa era quella di portare un Albero nella piazza del Villaggio e di adornarlo di nastri o di frutti della terra: nel contempo si bruciava l'Albero dell'anno precedente alla cui cenere si attribuivano proprietà apotropaiche (di esorcismo) e fertilizzanti, per cui veniva sparsa per i campi.


Oltre all'usanza dell'Albero - che poteva assumere  varie forme: Albero intero, sfrondato e adornato o semplicemente un palo, l'asse del mondo, era molto diffusa anche quella del Re e della Regina di Maggio.
Venivano scelti due giovani, che venivano incoronati come il Re e la Regina di Maggio, la festa prevedeva spesso corse all'Albero, Alberi della cuccagna, oppure corse a cavallo, processioni con l'Albero di Maggio attraverso i campi per renderli più fecondi.

 
In alcune di queste feste seguiva una vera ierogamia, una coniunctio reale tra Re e Regina, che in certe zone della Cina sfociava in orgia collettiva, così come succedeva durante i Floralia, che erano le feste delle Calende di maggio dell'antica Roma, dedicate a Flora e all'abbondanza.

 
Nel Gloria Mundi (Musaeum Hermeticum, 1678) si  indica al cercatore il modo per aprire il Giardino e vedere la "moltiplicazione" delle Rose d'Oro (la rosa è il tipico fiore di maggio).  


Dietro di tutto però in Beltane si dovrebbe vedere il senso più universale della "congiunzione", così come la si vedeva nelle antiche usanze, nella quale era forte la consapevolezza che la vegetazione, la Natura, incarna una realtà vitale che si rigenera e si rinnova.
 
Toccare un albero per riceverne pace e serenità implica una precisa concezione del mondo e dell'Albero infinito che si estende per ogni dimensione e angolo dell'Universo.

giovedì 28 aprile 2011

Turning toward the morning

Oh, mia Joannie, non sapevi
che le stelle dondolano
e i mari ondeggiano
proprio come tanto tempo fa.
Se avessi qualcosa da darti,
ti direi ancora una volta
che il mondo continua sempre
a girare verso il mattino.

(Gordon Bok)



mercoledì 27 aprile 2011

Non è mai troppo tardi

Anni '60
Il Maestro Alberto Manzi è stato una delle personalità più originali della pedagogia italiana contemporanea, insignito di premi e riconoscimenti internazionali, noto al grande pubblico per aver saputo utilizzare, per primo, il medium televisivo a fini didattici per le fasce sociali più deboli grazie alla trasmissione "Non è mai troppo tardi" che, come poche altre iniziative degli anni ’60, ha contribuito all’alfabetizzazione del Paese alla soglia del boom economico.

 :Da qui

Anno 2011
E' ormai notizia diffusa, ne riprendo comunque un breve stralcio dal quotidiano Il Mattino del 12 aprile scorso

 
ROMA - Il Pdl critica i testi scolastici, specie quelli di storia, colpevoli di "gettare fango su Berlusconi" e chiede quindi una commissione d'inchiesta.

Sono 19 i deputati del Pdl, guidati da Gabriella Carlucci, secondo cui nei libri vi sarebbero frasi da vero e proprio "indottrinamento" per "plagiare" le giovani generazioni a fini elettorali. A loro giudizio i testi danno una visione della storia, specie quella attuale, asservita al centrosinistra.


Vorrei fare un parallelo con quanto accadeva in passato nel nostro paese.

La riforma Gentile (1923) 
Il Ministro della Pubblica Istruzione del primo governo Mussolini è il filosofo Giovanni Gentile. Rimane in carica dal 31 ottobre 1922 al primo luglio 1924: in questi venti mesi trasforma radicalmente tutta la scuola italiana. Per descrivere la riforma scolastica di Gentile si usa l’espressione "sistema scolastico a canne d’organo", scuole parallele separate tra loro con indirizzi separati, di lunghezza diversa, non comunicanti tra loro, con una tendenziale corrispondenza tra indirizzo di scuola e un certo ceto sociale.
 
La riforma fu varata con la legge n. 3126 del 31 dicembre 1923.

L’insieme della riforma privilegia il liceo classico:  ma non il liceo ottocentesco di tipo classico letterario, quello di Gentile è un liceo storico e filosofico con una forte svalutazione degli indirizzi scientifici. 
Un liceo in cui si insegnano la storia e la filosofia e in cui si formano i figli della classe dirigente del paese. Soltanto il classico dà infatti  libero accesso a tutte le facoltà universitarie, mentre i diplomati del liceo scientifico sono esclusi da Lettere e Filosofia e Giurisprudenza e l’istituto magistrale dà accesso solo a Magistero (scuola superiore ancora non del tutto universitaria). Vengono anche istituiti due canali scolastici senza sbocco: la scuola complementare, destinata ai modesti cittadini, e il liceo femminile, destinato a ragazze senza particolari ambizioni. 
.... La riforma Gentile prevede anche l'obbligo a 14 anni di età, sancito soprattutto per aderire ad una convenzione internazionale firmata dall’Italia qualche anno prima, ma in realtà rimase lettera morta per la maggioranza degli italiani fino al 1962-63 quando fu istituita la scuola media unica.

Nel 1928 il ministro Giuseppe Belluzzo con il Testo Unico n. 577 istituisce la Scuola di avviamento professionale al posto dei corsi post-elementari e la scuola complementare.


Il libro unico per le scuole elementari (1928)
Una tappa importante nel percorso di “fascistizzazione” dello Stato italiano è l’imposizione del "libro unico" per l’insegnamento elementare; approvato dal governo il primo novembre del 1928, a partire dall’anno scolastico 1930-31, diviene obbligatorio anche nelle scuole private.


Lo scopo del libro unico deve essere l’indottrinamento fin dalla più tenera  età del fanciullo, frequentante una scuola in cui la competenza del Ministero dell’Educazione Nazionale (questo il nuovo nome del ministero della Pubblica Istruzione) si intreccia con quello dell’Opera Nazionale Balilla, l’ente preposto all’educazione fascista della gioventù.


Diamo qualche esempio. 

Il libro di lettura per la terza elementare, Patria, scritto da Adele e Maria Zanetti, offre questa spiegazione della guerra d’Africa: 
"In Africa c’era un vasto impero, con una popolazione ancora barbara, dominata da un imperatore incapace e cattivo: l’Abissinia. E gli Abissini ci molestavano: danneggiavano, invadevano le nostre colonie e i nostri possedimenti. Questo era troppo. Fu così che il Duce decise la guerra... l’Italia è tutta con Mussolini... ferro, carta, oro, tutto dona alla Patria. La Regina, esempio a tutte le spose, offre prima il suo anello nuziale".

Vincenzo Meletti nel suo Libro fascista del Balilla, adottato nel 1934 in tutte le scuole elementari della penisola, spiega chi è Mussolini: "Mussolini, che tutti chiamano Duce e che tu puoi chiamare babbo, è un figlio del popolo, venuto dalla miseria. E’ l’uomo più grande e più buono del mondo. Egli in un decennio ha fatto diventare l’Italia la prima nazione del mondo. Con la Marcia su Roma il governo fu tolto agli uomini paurosi e fu inaugurato il Regime Fascista che durerà più di un secolo." Gli scolari erano sottoposti a questo martellamento di cui sarebbe possibile fare altre mille altre citazioni.

 
Nel 1935 quando diviene Ministro dell'Educazione Nazionale Cesare Maria De Vecchi viene introdotta una nuova materia, obbligatoria in tutte le scuole secondarie, inferiori e superiori: la "cultura militare". Trenta ore di insegnamento all’anno, impartite da ufficiali della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, per forgiare lo spirito guerriero.

Fra il 36 e il 38 vengono pubblicati da Mondadori "Il primo e il secondo libro del fascista" : un vero e proprio catechismo politico per le scuole elementari e medie. Il primo elenca tutto ciò che un bambino deve sapere sulla storia e le istituzioni del regime. Il secondo si concentra sull'ordinamento razzista. Sullo schema dei formulari del catechismo cattolico, una comunicazione semplice e autoritaria organizza il consenso popolare di massa secondo un modello fideistico-dogmatico. Alla domanda "Perché il Duce è il fondatore dell'impero?" il giovane balilla rispondeva: "Perché condusse e vinse, contro il divieto di una coalizione di cinquantadue Stati, la più grande guerra coloniale che la storia ricordi, che Egli intuì, volle e diresse per il prestigio, la grandezza, la vita della Patria fascista".

 
Più oltre, nella sezione dedicata alla famiglia e alla razza, alla domanda se fosse ammesso, per il fascista, rimanere celibe, si rispondeva: "la legge fascista colpisce moralmente e materialmente il celibato ingiustificato con una tassa sui celibi e una serie di disposizioni, per le quali i celibi non possono ricoprire cariche pubbliche".

.............

La Carta della scuola (1939)
La riforma Gentile non fu comunque particolarmente amata dai fascisti per il suo carattere fortemente selettivo ed elitario che escludeva la media e la piccola borghesia. E soprattutto perchè ritenevano che fosse una riforma di matrice liberale e che quindi avrebbe rallentato il processo di "fascistizzazione" della società e dello Stato.

Intanto le leggi razziali del 1938 hanno allontanato dalla scuola tutti gli studenti di origine ebraica e inasprito i controlli sui libri di testo.

È Giuseppe Bottai l'autore di una riforma della scuola davvero fascista. 


Nel 1939, quando era Ministro da già due anni Giovanni Bottai presenta a Mussolini e al Gran consiglio del fascismo la Carta della Scuola, un vero e proprio piano regolatore del sistema scolastico. Insieme alla "Carta del lavoro" e alla "Carta della Razza" doveva essere uno dei documenti fondamentali su cui si doveva fondare il modello sociale fascista. 
Le principali novità rispetto al sistema gentiliano è l’introduzione di nuove scuole. Al biennio superiore della scuola elementare viene cambiato nome in “Scuola del lavoro”. La scuola media invece prevede tre filoni:1) la scuola professionale per chi era destinato ad essere inserito nel ceto impiegatizio; 2) la scuola artigiana per gli alunni dagli 11 ai 14 anni, destinata ai bambini provenienti dalle classi operaia e contadina, e 3) l’istituzione della scuola media con l’insegnamento del latino, per chi doveva essere avviato agli studi superiori.  
 " La scuola fascista , per virtù dello studio concepito come formazione di maturità attua il principio di una cultura del popolo ispirata agli eterni valori della razza italiana”.

Anche a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i principi espressi nella Carta rimasero largamente inattuati, ad eccezione della legge del 1940 che creava la Scuola media, triennale, unificando i corsi inferiori dei Licei, degli Istituti Tecnici e degli Istituti Magistrali, ma lasciando permanere un secondo canale costituito dalla Scuola di Avviamento professionale.

Il secondo dopoguerra
Negli anni tra il 1943 e il 1945 non esiste sul territorio italiano una sola autorità per il sistema scolastico: abbiamo il Regno d’Italia al Centro Sud, con il suo ministro dell’istruzione ma anche la Commissione Alleata di Controllo del colonnello Washburne; al Nord coesiste la Repubblica Sociale Italiana che ha il suo ministro dell’Educazione Nazionale.
 
Nella seconda metà degli anni Quaranta, con una serie di provvedimenti rimasero in vita la legislazione gentiliana e quella di Bottai e si venne a delineare un’architettura scolastica ibrida. La scuola elementare tornava ad essere secondo il modello strutturale di Gentile ma con programmi dettati dalla Commissione Alleata di Washburne, che rimasero in vigore dal 1945 al 1955.

..................
Nel 1951, l’analfabetismo in Italia è ancora un grave problema a quota 13%, contro il 4% della Francia e il 2% della Gran Bretagna, l’1% della Germania. Nel 1955 la scuola elementare viene dotata di nuovo programmi maggiormente ispirati al cattolicesimo. L’educazione religiosa diventa fondamento e coronamento di tutta l’istruzione elementare. Per la maggior parte degli alunni l’orario scolastico inizia e finisce con una preghiera. ...............

martedì 26 aprile 2011

Gli aforismi del lunedì

Eh, lo so: oggi è martedì, ma per chi lavora è comunque il primo giorno lavorativo della settimana.
E allora, via agli aforismi...

Arriva il giorno che, per chi ci ha perseguitato, proviamo soltanto indifferenza, stanchezza della sua stupidità. Allora perdoniamo.
Cesare Pavese  

Dio non ha scritto il suo messaggio solo nella Bibbia.
Lo ha fatto anche sugli alberi, sui fiori, tra le nuvole e le stelle.
 
Martin Lutero

L'uomo è l'unico animale che arrossisce. O che ha bisogno di farlo.
 
Mark Twain

lunedì 25 aprile 2011

Leone Ginzburg, uno fra tanti

Di famiglia ebrea di origine russa ma naturalizzato italiano, Leone aveva frequentato tra il 1914 e il 1919 le scuole elementari a Viareggio, località di vacanza dei Ginzburg. 

I primi anni delle secondarie li aveva però seguiti in una scuola russa di Berlino, dove la famiglia si era trasferita, per continuare poi al Liceo d'Azeglio, quando i Ginzburg si stabilirono a Torino. 

Leone frequenta ancora il Liceo quando comincia a scrivere lunghi racconti, traduce da Gogol Taras Bul'ba, scrive un saggio su Anna Karenina. 

Non sorprende, quindi, che dopo essersi iscritto alla Facoltà di Legge, l'abbia abbandonata l'anno dopo per Lettere. 

Non sorprende nemmeno se le frequentazioni con Norberto Bobbio, Augusto Monti e altri intellettuali torinesi (a Parigi, dove si era recato per completare la tesi di laurea, aveva anche avuto modo di incontrare, Croce, Carlo Rosselli, Salvemini), hanno in qualche modo influenzato i suoi orientamenti politici. 

È così che Leone Ginzburg, che dopo la laurea in lettere moderne aveva subito ottenuto la libera docenza e che con Giulio Einaudi aveva appena costituito l'omonima Casa editrice, viene estromesso dall'Università: l'8 gennaio del 1934, infatti, rifiuta di prestare giuramento di fedeltà al regime fascista. 

Non solo: intensifica l'attività clandestina nel movimento "Giustizia e Libertà" e poche settimane dopo viene arrestato con Carlo Levi, Augusto Monti ed altri. 

Il Tribunale speciale condanna Ginzburg a quattro anni di reclusione. Un'amnistia glie ne risparmia due, e lui esce dal carcere di Civitavecchia il 13 marzo del 1936. 

Come sorvegliato speciale non può svolgere attività pubblicistica, così svolge, con Cesare Pavese, un intenso lavoro all'Einaudi. 

Si sposa nel '38 con Natalia - scrittrice - e lo stesso anno, a causa delle leggi razziali, perde la cittadinanza italiana.

Quando, nel 1940, l'Italia entra nel conflitto, Ginzburg è arrestato e confinato, come "internato civile di guerra" in Abruzzo, a Pizzoli.

Con la caduta del fascismo, il giovane intellettuale ritorna a Roma ed è tra gli organizzatori del Partito d'Azione e poi delle formazioni partigiane di "Giustizia e Libertà". 

Lavora alla sede romana dell'Einaudi e, durante l'occupazione, adotta il nome di copertura di Leonida Gianturco. Dirige Italia Libera, giornale del Partito d'Azione, sino a che viene sorpreso nella tipografia clandestina. 

È il 20 novembre del 1943. A Regina Coeli i fascisti scoprono presto chi è davvero Leonida Gianturco e il 9 dicembre Leone Ginzburg viene trasferito nel "braccio" controllato dai tedeschi. Interrogatori, torture, una mascella fratturata. Nel gennaio del 1944 il prigioniero è trasferito, quasi incosciente, nell'infermeria del carcere. 

Un mese dopo, mentre i suoi compagni stanno organizzando un'improbabile evasione, Leone Ginzburg viene trovato morto.
anpi.it/donne-e-uomini/leone-ginzburganpi.it/donne-e-uomini/leone-ginzburg

Natalia continuò con successo l'attività di scrittrice.  Scelse  di portare sempre il cognome del marito scomparso,  con il quale firmò tutte le sue opere.

"Il primo significato di libertà che assume la scelta resistenziale è implicito nel suo essere un atto di disobbedienza... Per la prima volta nella storia dell'Italia unita gli italiani vissero in forme varie un'esperienza di disobbedienza di massa".
(Claudio Pavone)


"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".
(Pier Paolo Pasolini)


"Furono anni in cui molti diventarono diversi da ciò che erano stati prima... Diversi e migliori ognuno sentiva di dover dare il meglio di sé. Questo spandeva intorno uno straordinario benessere, e quando ricordiamo quegli anni, ricordiamo il benessere insieme ai disagi, al freddo, alla fame e alla paura, che in quelle giornate non ci lasciavano mai".
(Natalia Ginzburg)


http://digilander.libero.it/primularossa_43/tradizioni/under/table/poesie/14.htm

sabato 23 aprile 2011

Felice Paqua!


Auguro a tutti una Buona Rinascita!

Importanza rituale del Venerdì Santo e il Sabato Santo

Su un testo scritto da H. Durville - curato dalle Edizioni Rebis, trovo  scritta l'importanza rituale del Venerdì Santo.

"Vi fu un tempo in cui l'anno liturgico non esisteva: i cristiani, appena costituiti in Chiesa, conservavano ancora, in maggior parte, i costumi dello giudaismo, cui appartenevano quasi tutti.
La Cena Eucaristica fu il primo centro, il primo nocciolo liturgico cristiano.

..Natale e Pasqua furono come i due poli dell'anno liturgico intorno a cui gravitarono le altre feste.
 
Importanza rituale del Venerdì Santo..


"Per dare al Venerdì Santo l' importanza che gli conviene, bisogna leggere un giornale di viaggio, redatto verso l'anno 380, da una Occidentale che andò, in quell'epoca a visitare l'Egitto ed i Luoghi Santi di Palestina alfine di scoprire i ricordi biblici.
Il nome di questa viaggiatrice è Egeria, la sua patria è la Galizia.

Ciò che interessa ne suo racconto è l'importanza che attribuisce agli uffici del Venerdì Santo celebrati nei luoghi stessi dove si svolse la Passione di Gesù.

"... Siamo nel Venerdì Santo, il giorno per eccellenza della Passione del Salvatore. Sarà pieno di servizi liturgici".

Seguono i dettagli di una cerimonia minuziosamente regolata dove figuravano l'adorazione della Croce e la venerazione di altre reliquie: una era l'anello di Salomone, l'altra la fiala contenente l'olio con cui i re d'Israele erano unti.
 
I Luoghi Santi di Gerusalemme e le cerimonie che vi si celebravano in gran pompa, - la Natività, la tomba di Cristo, il Cenacolo, - e gli altri luoghi crerono altrettante feste il cui insieme costituì il ciclo liturgico.


Da:  Preghiere e Segreti di Alta Magia - H. Durville - A. Julio. Ed. Rebis


Il Sabato Santo

Il Sabato Santo invece si trova tra due giorni  carichi di eventi come il venerdì santo e la domenica di Pasqua, ed è un giorno di passaggio: l’antica tradizione della Chiesa, sulla base di alcuni passi della Scrittura contempla in questo giorno la discesa di Cristo agli inferi. 

Risorgendo, infatti egli non passa direttamente dalla croce al cielo, ma  deposto dalla croce nel sepolcro, e di lì discese ancora, agli inferi, luogo della morte, del peccato, della sofferenza, luogo in cui l’uomo è umiliato e annientato. È in questo luogo che, secondo la tradizione patristica, Cristo scende prima di risorgere.

venerdì 22 aprile 2011

Earth Day, Madre Terra

Oggi è la giornata dedicata alla Terra, per l'esattezza la  quarantunesima  edizione della Giornata mondiale della Terra. Era il 22 aprile del 1970 quando il senatore statunitense Gaylord Nelson, scosso dal disastro petrolifero di Santa Barbara, riuscì a unire 20 milioni di cittadini americani in un vigoroso appello per la salvezza del pianeta. Da quel giorno ogni 22 aprile si celebra in 174 Paesi l’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra, per sensibilizzare cittadini e governi sui temi ambientali. 
Il resto lo potete trovare qui:  http://magazine.quotidiano.net/ecquo/ecquo/2011/04/18/giornata-della-terra-onu-il-22-aprile-ricostruire-i-polmoni-verdi-perduti/


Per conto mio, in onore di questa ricorrenza, ricorro anche oggi ad un brano dal libro Anni d'infanzia:

" ... all'improvviso cominciò quella meravigliosa stagione, che non sempre  giunge così impetuosa, in cui la natura, risvegliandosi dal suo sonno, riprende a vivere una vita piena, giovane e prorompente, in cui tutto diventa fremito, movimento, suono, colore, aroma. ..."
........

"Ma è forse possibile mettersi a leggere o a scrivere quando cominciano a fiorire i ciliegi odorosi, quando si schiudono i germogli delle betulle, quando i neri cespugli di  ribes si rivestono della lanugine biancastra delle foglioline rugose che si stanno aprendo, quando i pendii delle montagne si ricoprono di crochi lilla, azzurri, gialli e bianchi che spuntano sotto la neve e che vengono chiamati sogno, ... quando le allodole dalla mattina alla sera si librano nell'aria proprio sopra il cortile  diffondendo i loro canti sommessi e uniformi che svaniscono nel cielo, canti che allora toccavano le corde del mio cuore e che non mi stancavo di ascoltare, commosso fino alle lacrime; quando le coccinelle e tutti i piccoli insetti escono alla luce di Dio, le farfalle bianche e gialle cominciano a baluginare e i bombi e le api a ronzare; quando c'è movimento nell'acqua, rumore sulla terra, fremito nell'aria ..."

Da "Anni d'infanzia" di Sergej T. Aksakov - Arcana Editrice

giovedì 21 aprile 2011

Anni d' infanzia

Ci sono alcuni momenti  in cui l'infanzia continua ad apparirmi come una poesia continua (forse l'unica vera poesia) che riesce a cancellare i tanti orrori del mondo.Ecco che allora vado a frugare nelle vite altrui. In questo caso "Anni d'infanzia" di Sergej T. Aksakov. Quale titolo più adatto?   
 
"Ricordi frammentati

 
I primissimi oggetti che si sono conservati nel vecchio quadro del mio remoto passato, quadro in alcuni punti fortemente sbiadito a causa del tempo e degli avvenimenti dell'ultimo decennio, oggetti e immagini che ancora resistono nella mia memoria sono la nutrice, la mia sorellina e mia madre ....




La nutrice mi appare all'inizio  una sorta di essere misterioso, quasi invisibile.
Mi rivedo piangere disperatamente sdraiato di notte nel mio lettino o in braccio alla mamma: tra i singhiozzi e le urla ripetevo sempre la stessa parola, invocavo qualcuno, che appariva nella penombra della stanza debolmente illuminata, mi prendeva in braccio, mi appoggiava al suo seno ... e io provavo una sensazione di benessere.
 
Poi ricordo che la mamma, stringendomi  al petto e canticchiando sempre le stesse parole di una rassicurante canzone, camminava veloce avanti e indietro per la camera, finché non mi addormentavo.

 
La nutrice, che mi  era molto affezionata, ricompare qualche altra volta nei miei ricordi mentre se ne sta in disparte e mi osserva di nascosto dietro altre persone...
La mia nutrice era una contadina e viveva a trenta verste di distanza; partiva a piedi dal villaggio il sabato sera e arrivava a Ufa la domenica di buon'ora ...
....
La presenza costante di mia madre è legata a ogni mio ricordo. La sua immagine si fonde indissolubilmente con la mia esistenza e perciò molto spesso non risalta nei quadri frammentari della mia prima infanzia, benché ne faccia parte costantemente."

 
Da Anni d'infanzia di Sergej Aksakov - Arcana Editrice

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