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mercoledì 10 ottobre 2012

Dalla finestra in Ottobre

Nel retro del mio giardino, spiccano con il loro rosso acceso, le foglie superiori dell'acero giapponese.

acero giapponese


Gli altri alberi, il tiglio, l'acero norvegese, il liquidambar sono ancora verdi, con rarissime eccezioni di giallo
e qualche foglia è già caduta sul prato.

Scrivevo nel 2009, sempre su questo blog, di questa stagione di mezzo che è per noi l'Autunno.


Nella Medicina Tradizionale Cinese si dice che all’estate, stagione di grande espansione dell’energia, del sole forte e della gioia, segua la stagione del richiamo, del rientro dell’energia: la stagione di mezzo, la quinta stagione (Indian summer, in Nord America).
Si dice anche che, per l’uomo, questo è il momento più critico dell’anno; ricondurre i soffi verso l’interno e verso il centro richiede
impegno e azione, richiede volontà: più naturale è, per l’uomo comune, muoversi e allargarsi, lasciarsi incantare e disperdersi
in ogni direzione.
Stagioni dalla finestra

“ I pensieri si attardano sui ricordi e, dolcemente, complice la natura, mi avvio all’interno, nel regno del mezzo e dell’azione, (medit-azione), ritrovando l’incommensurabile piacere della calma, del silenzio in quel Centro che è l’unico luogo dove non devo fare nessun sforzo per esistere, dove semplicemente sono - Uno.”

http://estateincantata.blogspot.it/2009/10/indian-summer.html

lunedì 5 ottobre 2009

Indian Summer



Nella Medicina Tradizionale Cinese si dice che all’estate, stagione di grande espansione dell’energia, del sole forte e della gioia, segua la stagione del richiamo, del rientro dell’energia: la stagione di mezzo,la quinta stagione (indian summer, in Nord America).

Si dice anche che, per l’uomo, questo è il momento più critico dell’anno; ricondurre i soffi verso l’interno e verso il centro richiede
impegno e azione, richiede volontà: più naturale é, per l’uomo comune, muoversi e allargarsi, lasciarsi incantare e disperdersi
in ogni direzione.


“ I pensieri si attardano sui ricordi e, dolcemente, complice la natura, mi avvio all’interno, nel regno del mezzo e dell’azione, (medit-azione), ritrovando l’incommensurabile piacere della calma, del silenzio in quel Centro che è l’unico luogo dove non devo fare nessun sforzo per esistere, dove semplicemente sono - Uno.”


(Da Blù Jarma)

mercoledì 1 luglio 2009

Il settimo mese: Luglio


Finito giugno, come sempre un mese un po' bizzarro con sbalzi di temperatura anche forti, arriva Luglio che, in origine, era il quinto mese del calendario romano ed era infatti chiamato Quintilis.
Il nome di Luglio fu dato successivamente, per onorare Giulio Cesare, nato in questo mese.

Gli Anglosassoni chiamarono Luglio "Moed-monad" o anche " Mead-month", dal nome dei prati che in questo mese sono in fiore - e "Aftera Lida", "il secondo mese caldo".
(Giugno veniva chiamato "il primo mese caldo").




"Per me il grido dei colombi,
l'amabile riso del grano sfiorato dal vento,
il dolce pendio del pascolo sulla collina,
l'erboso ruscello dove si ritrovano gli armamenti,
e guardano e si abbeverano a sazietà."
(Jean Ingelow)

lunedì 1 giugno 2009

Giugno


E mentre pioviggina, con la temperatura in calo, comincia un nuovo mese: Giugno.

Nell'antico calendario romano, Giugno era il quarto mese.

Ovidio afferma che a questo mese è stato dato il nome in onore di Giunone, altri collegano il nome con il consolato di Giunio Bruto.

Probabilmente c'è anche il riferimento all'agricoltura, in origine cioé indicava il mese in cui crescono e maturano le messi.

Gli Anglosassoni lo chiamavano "Il mese asciutto", ma anche "Il mese di mezza estate", per contraddistinguerlo con Luglio, il "Primo mese caldo".

In Giugno cade il Solstizio d'estate.

lunedì 24 novembre 2008

Equinozio d'Autunno

In un antico testo della Mesopotamia si legge che il Sole, dopo aver trionfato nell’estate, tra il 21 e il 23 di settembre – all’Equinozio d’Autunno - incrociando di nuovo l’equatore celeste, possa perdere progressivamente di forza e quindi cadere in un abisso da cui potrebbe non risollevarsi.

Nelle raffigurazioni del dio solare Mitra, nell’atto di uccidere il Toro Primordiale, da cui nacquero ogni pianta e animale utili all’uomo, ai due lati sono posti due dodofori, Caute e Cautopate:

il primo indica l’Equinozio di Primavera ed ha una fiaccola luminosa rivolta verso l’alto, il secondo indica quello dell’Autunno ed ha una fiaccola quasi spenta rivolta verso il basso.

Nel mondo antico in questo periodo dell’anno si celebravano i Grandi Misteri Eleusini, che erano la investitura finale di un percorso iniziatico che ciascun adepto aveva svolto nelle varie scuole del mondo allora conosciuto, e che qui riceveva l’ultima definitiva investitura.

Ai Misteri che si celebravano in Autunno ad Eleusi nella Grecia antica, partecipavano individui provenienti da ogni parte del mondo a quei tempi conosciuto.

Lo stesso Cicerone si fece iniziare ai Misteri di Eleusi e nel De Legibus ne parla come “ Il beneficio migliore che Atene abbia portato agli uomini.

Attraverso i Misteri abbiamo imparato a conoscere i principi della Vita e attraverso questi, il mezzo non solo di vivere nella gioia, ma anche di morire con una speranza migliore.”

Il messaggio più importante di questi Grandi Misteri è che, come la vita agreste si prepara al lungo lavoro notturno di rigenerazione della vita, anche l’iniziando ai Misteri deve rinascere dalle proprie ceneri come una Fenice, più splendente di prima.

L’intero ciclo che comunque ricordo, era una fase finale, in quanto il candidato doveva aver già appreso i primi insegnamenti presso altre scuole, durava cinque anni.

Questo per chiarire le cose sul fatto che ogni seria iniziazione ha bisogno di tempo. La Pietra deve maturare, la Luce deve accrescersi secondo i ritmi della Natura che sono scanditi da Equinozi e Solstizi.

L'amore di una madre: la ciclicità delle stagioni.


Demetra, dea del grano, delle messi - sprofonda in un dolore lacerante - per la sparizione improvvisa di sua figlia Kore, misteriosamente inghiottita dal terreno mentre stava raccogliendo fiori insieme alle figlie di Oceano in un campo.



La madre ancora non lo sa, ma è stato Ade a rapirla. La fanciulla si è ribellata, ha urlato la sua disperazione, ma invano: il dio degli Inferi l'ha trascinata giù, nelle profonde viscere della terra, per farne la sua sposa.

La verginità di Kore ("fanciulla") è tramontata: da ora in poi la giovane Dea sarà chiamata Persefone, "colei che conduce verso la morte".

Non potrà essere più la stessa dopo avere assimilato le ombre e conosciuto le vorticose, torbide labbra di Ade.

Demetra per il dolore erra per nove giorni alla ricerca della sua amata Kore: non mangia, non beve, non si lava.

Celeo, il re di Eleusi, nella cui casa Demetra si ferma sotto le sembianze di una vecchia - le costruirà il tempio che la Dea esige, così come esige che tutto il popolo eleusino le renda onore.

Lì , in questo tempio, la Madre Cosmica si siede in solitudine, chiudendosi al resto del mondo e trasformando la propria amarezza in desolazione, morte, siccità, distruzione.

Tutta la natura è sconvolta ed ogni coltivazione diventa impossibile.

Zeus, preoccupato per la dilagante carestia, manda messaggeri a Eleusi per convincere la Dea a tornare sui suoi passi, ma Demetra annuncia che mai più tornerà sull'Olimpo né farà germogliare il terreno, se prima non le verrà resa la figlia.



Ade deve acconsentire che la sposa torni dalla Madre, ma prima - furtivamente - le fa ingoiare un chicco di melagrana che assoggetterà Persefone ad una esistenza alternata: potrà restare con la Madre per due terzi dell'anno, ma dovrà trascorrere l'altro terzo presso Ade:
tornerà sulla Terra ogni primavera, insieme al rifiorire della Natura.

Delusa per questa condizione, ma felice per il ritorno della figlia, Demetra rientra finalmente nell'Olimpo e mentre sale verso il Cielo i frutti cominciano di nuovo a germinare e ovunque sbocciano fiori.

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