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lunedì 12 dicembre 2011

In Norvegia ci sarà un Natale senza burro.

In Norvegia ci sarà un Natale senza burro. Tutti i perché di una guerra che è anche europea - Il Sole 24 ORE:

Sembra davvero una fiaba...

""C'è un libro per l'infanzia "La battaglia del burro" dello scrittore americano Theodor Seuss Geisel che narra la follia della guerra tra gli Zaghi e gli Zighi, impegnati a difendere, con tutte le armi immaginabili, ciascuno la propria tradizione gastronomica: gli uni imburrano il pane di sopra, gli altri di sotto. Oltre ad essere un classico della letteratura per l'infanzia, da consigliare come strenna natalizia, il libro illustrato racconta anche molto dei vertici europei di questi giorni.


Il no all'euro di molti Paesi e il dissenso inglese ricorda la posizione inflessibile delle comunità di ... (prosegue sotto, cliccando sul link)
di Luisanna Benfatto - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/LrHny



Se ne parla anche qui

(AGI) - Oslo, 11 dic. - La moda di una nuova dieta apparentemente insalubre, che prevede il consumo massiccio di grassi e di pochi carboidrati, ha investito i Paesi del nord e ha portato all'esaurimento delle scorte di burro in Norvegia, mentre la vicina Svezia e' riuscita a contenere i danni.


Le vendite sono aumentate di colpo del 20% a ottobre e del 30% a Novembre fino a ridurre le scorte, limitate anche da un'estate piovosa, che ha ridotto la qualità del fieno con cui sono state nutrite le mucche e, alla fine della filiera, ha tagliato del 25% la produzione di latte Questo ha fatto iniziare un'attività di contrabbando di burro dalla vicina Svezia e ha portato il valore sul mercato di un panetto di burro da 250 grammi a circa 10 euro, quattro volte la norma.




A complicare il tutto il fatto che l'orgogliosa Norvegia 
non ha mai voluto dare parte dell'Unione europea. 





Infatti, poco oltre uno stretto braccio di mare, si trova la Danimarca, il principale produttore di burro in Europa. 
Ma per Oslo rivolgersi a Copenhagen senza un accordo commerciale, si rivelerebbe estremamente costoso.
Il problema e' che il Natale si avvicina e la tradizione norvegese prevede ricette tradizionale zeppe di burro e quindi qualcuno dovra' prendere delle decisioni drastiche. A partire, forse, dal verificare il livello di trigliceridi nel sangue dei norvegesi. (AG

sabato 13 dicembre 2008

La Norvegia di Liv Ullman

Sempre dal libro "Cambiare" - ricordi e sensazioni di Liv Ullman.

"In che paese vivo! Montagne incappucciate di neve e l'odore caratteristico dell'erica e delle paludi. Un soffio di aria fresca che giunge da acque purissime o da fiordi che si insinuano nei luoghi più strani e nascosti. Dove d'estate il sole non cala mai, sfiora con un bacio l'orizzonte prima di levarsi di nuovo e riprendere il suo viaggio attraverso il cielo.

La gente che rivela spontaneamente ciò che sente, che parla con voci cantanti e vivaci come se non potesse contenere la gioia che prova per essere uscita dall'eterna oscurità dell'inverno.

La Norvegia del Nord, quando il termometro sale a più di trenta gradi e io resto nuda sul letto, senza coperte, con la luce che batte sul vetro della finestra tutta la notte.

Ho viaggiato in ogni parte del mondo, ma sono proprio certa che non ho mai avuto sensazioni più forti di quelle che provo ora.

I contrasti qui sono enormi. Il mare senza fondo .... Le montagne torreggianti da ogni parte, selvagge e nude, più vicine al cielo di quanto non avessi mai creduto che le montagne potessero arrivare.
Sentire il vento e il sole sul volto - e, nello stesso tempo la fragranza degli alberi e delle rocce e della terra sulla quale cammino che mi entrano nella pelle - questo fa parte di ciò che cambia la mia vita"

Un Natale in Norvegia


Liv Ullmann nasce a Tokyo nel 1939 da genitori norvegesi. Ha ricevuto la propria formazione d’arte drammatica a Londra, grazie alla madre che acconsentì ad assecondare la vocazione della figlia.

La sua prima apparizione sul palcoscenico fu al Rogaland theatre di Stavanger in Norvegia, quando interpretò “Il diario di Anna Frank”, nel ruolo di protagonista.

Il suo debutto cinematografico risale al 1959, in “The wayward girl” di Edith Carlmar, al quale seguirono altre apparizioni in film svedesi e norvegesi.

Ma a segnare l’inizio di una folgorante carriera fu il suo incontro con Ingmar Bergman nel 1966, anno in cui, insieme a Bibi Anderson, interpretò uno dei capolavori del regista svedese, ovvero “Persona”. In quell’occasione non nacque solo una collaborazione artistica ma una relazione dalla quale nacque una figlia.

Alla figlia - Linn - Liv Ullman dedicò un suo libro : "Cambiare " edito in Italia da Arnoldo Mondadori S.p.A. anno 1977.

..... Il Natale è uno dei miei ricordi migliori. Seduta nella cattedrale con le note dell'organo che penetrano in tutti gli angoli del grande edificio. Al ritorno percorrevamo tutte intirizzite la Munkegaten, che allora era ancora acciottolata. C'erano altre famiglie al nostro fianco animate dalla stessa felicità che provavamo noi.

Poi a casa. E l'odore del maiale arrosto e dei crauti. L'attesa nella stanza buia - dove mia sorella e io sedevamo per terra trepidanti perché sapevamo che nel salotto stavano dando gli ultimi tocchi all'albero per la festa. Il fruscio della carta e passi rapidi che annunciavano chissà quali segreti.

E quando, finalmente, la porta si apriva e noi, le bambine, vedevamo l'albero di Natale per la prima volta, in mezzo alla stanza, tutto luccicante di candeline quasi svenivamo dalla gioia.

La mamma sedeva al piano: Lei che era molto più giovane di quanto non capissi. Piena di desideri che soltanto oggi riconosco, quando è troppo tardi per poterli condividere.

Favole raccontate sulla sponda del letto. Cioccolata calda, pane e burro con le banane e la gelatina di mele. Una donna seduta, china su un libro, la testa di corti capelli castani voltata un poco dall'altra parte. Ogni tanto la alza e mi sorride.

Quella era felicità.

venerdì 28 novembre 2008


Nel 1867 Ibsen pubblica Peer Gynt, dramma in cinque atti.

E' una fantasia su temi popolari norvegesi, da cui Ibsen sperava il riconoscimento come poeta nazionale.

Peer Gynt è un giovanotto spaccone che passa da una avventura all'altra.

Non si cura delle virtù quotidiane e dei semplici doni della vita, segue solo l'imperativo "Sii te stesso"

Ma questa aspirazione lo porta a vivere in un mondo dove fantasia e realtà finiscono per confondersi: Peer per molti anni sembra solo illudere sé stesso e gli altri.

Solo la madre Aase, figura dominante della sua vita, riesce a seguirlo nel suo mondo fantasioso.

Gli episodi principali del dramma tracciano un quadro simbolico dell'esistenza di Peer:


Peer che, adulto, gioca con la madre come un bambino; Peer che rapisce Ingrid alla vigilia delle nozze e l'abbandona subito; Peer che fugge dal villaggio natìo e si imbatte nella figlia del Vecchio di Dovre, il re dei troll (o trold) cioè gli spiriti delle foreste.

La principessa vuole sposare Peer e lo porta nel mondo dei troll dove Peer, allettato dal potere dagli onori e dalle ricchezze, sta per accettare di diventare un troll.

Ma ci ripensa e riesce a fuggire. La madre muore tra le sue braccia, e Peer inizia a vagabondare per tutta la terra, rifiutando anche l'amore sincero che gli offre la dolce Solvejg.

I suoi viaggi lo portano nei paesi più lontani, affronta le più diverse esperienze, incontra personaggi misteriosi e dal significato simbolico, come «il fonditore di bottoni» (cioè il moralista che lo condanna).

Alla fine Peer ritorna in patria, giunto all'ultima parte della sua vita.

Il Vecchio di Dovre gli dice che ha vissuto da troll, non da essere umano.

Peer ha un rifugio: Solvejg ormai vecchia, lo ama ancora e lo ha sempre atteso, fedele. Accanto a lei, che lo culla teneramente e gli canta una dolcissima nenia, Peer muore sereno.

mercoledì 26 novembre 2008

Lanterna magica

A Uppsala, nasce il 14 Luglio 1918, Ingmar Bergman.

Figlio di un pastore protestante, con cui si troverà spesso a confrontarsi e che ricorrerà di frequente nel corso della sua opera, percorsa di continuo da riferimenti autobiografici.

« In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà »

Bergman trascorse la prima infanzia seguendo gli spostamenti del padre nelle case parrocchiali di vari paesini e fu educato secondo i concetti luterani di " peccato, punizione, perdono e grazia, temi che saranno poi ricorrenti nei suoi film. Il padre, cappellano all'ospedale di Uppsala, poi parroco alla Hedvig-Eleonora di Stoccolma e infine prelato presso la Corte, pur essendo un eccellente predicatore aveva un temperamento, come scriverà Bergman nella sua biografia, irritabile:
"Non potevamo fischiare, non potevamo camminare con le mani in tasca. Improvvisamente decideva di provarci una lezione e chi s'impappinava veniva punito. Soffriva molto per il suo udito eccessivamente sensibile, i rumori lo esasperavano"
Egli impartì al figlio una educazione molto severa le cui tracce si riscontreranno spesso nei suoi film; la figura del padre sarà portata sullo schermo in tre film, Fanny e Alexander (1982), Con le migliori intenzioni (1992) e Conversazioni Private (1996).
La madre aveva un eccessivo carico di lavoro , era tesissima, non riusciva a dormire, faceva uso di forti sedativi che avevano effetti collaterali quali l'irrequietezza e l'ansia.
Ingmar, aveva un fratello maggiore di quattro anni che tenterà più tardi il suicidio e che si trasferirà a Uppsala, e una sorella minore di quattro anni.

"La famiglia aveva una benefattrice arciricca di nome zia Anna. Ci invitava a feste per bambini con giochi di prestigio e altri divertimenti, a Natale faceva sempre regali costosi e intensamente desiderati e ogni primavera ci portava alla prima del circo Schumann, al Djurgarden. L'avvenimento mi metteva in uno stato di febbrile eccitazione: Il tragitto in automobile con l'autista in uniforme della zia Anna, l'ingresso nell'norme edificio di legno splendidamente illuminato, i profumi misteriosi, l'ampio cappello della zia, l'orchestra fragorosa, la magia dei preparativi, il ruggito delle belve dietro le tende rosse da cui uscivano i cavallerizzi." ..

I brani autobiografici riportati sono contenuti nel libro "La Lanterna magica" - autobiografia di Ingmar Bergman - Edizione CDE spa -Milano su licenza della Garzanti Editore

La Norvegia e la penisola scandinava

Da Oslo, ai maestosi paesaggi dei fiordi, all'isola di Runde. Dal superamento del circolo polare artico, all'isola di Rost coi suoi molteplici uccelli, alle Lofoten, poi alle bellissime Vesteralen, fino ad Andenes, dove il sole di mezzanotte dà magnifica espressione di sè, assieme alla visione in mare di maestosi capodogli.

Il viaggio continua sulla grande rotta automobilistica E6 verso i graffiti di Alta, fino a Capo Nord, tra maestosi paesaggi e cambiamenti repentini di tempo.
Ultima conquista: il Varanger, quella parte estrema verso la Lapponia, dove il turismo si arresta e l'ambiente, selvaggio ed estremo, accoglie grandi colonie di uccelli. Alcuni preziosi posti da non perdere per la loro bellezza: il paesaggio lunare di Hammingberg e l' isola di Hornoya così ricca di avifauna.
Rientro attraverso i grandi spazi verdi della Finlandia e visita alle cascate di Kiutakongas, all'interno del parco di Oulanka.

Infine due grandi capitali del nord, Stoccolma, in Svezia, e Copenaghen, in Danimarca, chiudono ufficialmente il viaggio. Tutto ciò che segue è solo tanta autostrada che, attraverso la Germania, riconduce in Italia. (Estate 1998)
Dal sito di Andrea Vellani, ricco di fotografie stupende.

La Scandinavia (che ha origine dal nome della Dea Nordica Skadi anticamente considerata la protettrice dell'inverno, della neve e della caccia) è la regione del nord Europa che comprende la Penisola Scandinava, quella dello Jutland e le isole circostanti.

È composta, pertanto, da Norvegia, Svezia e Danimarca: questi tre paesi si riconoscono reciprocamente come paesi scandinavi, e il termine viene usato per identificare i forti legami storici, culturali, linguistici che li legano.

A 90km a nord di Stoccolma, Uppsala : è la quarta maggiore città svedese con circa 200mila abitanti. Vi troviamo la più grande chiesa della Scandinavia (capacità di duemila persone), la cattedrale gotica Domkzrkan, inaugurata nel 1435, che con le sue torri alte 118 metri.

Di fronte alla chiesa c'è il Gustavianum Museum dove il medico Rudbeck effettuava le dissezioni nel teatro anatomico.

Il museo è attualmente diviso in tre sezioni, una dedicata alla storia egizia, una a quella mediterranea ed una alla storia medioevale svedese. All'epoca venne costruito con funzioni di arcivescovado, in seguito venne adibito ad università.
Facendo il giro di questo edificio ci si trova nel parco dell'università dove si trovano altre pietre runiche.

Da visitare:

la biblioteca Carolina Rediviva (che mantiene il nome italiano a sottolineare un senso di rinascita). Ospita la biblioteca dell'Università, ricca di oltre 5 milioni di volumi e di 3500 metri di manoscritti.
Una curiosità, la biblioteca custodisce il Codex Argenteus del sesto secolo, scritto con inchiostro d'argento su pergamena color porpora. Subito sopra la biblioteca troviamo il castello;

il Castello di Uppsala, edificato per volontà di re Gustav Vasa nella metà del 1500 ha subito diverse trasformazioni, assumendo la connotazione attuale nel 1757. E’ sede del governatore ed ospita l'Uppsala Art Museum, la collezione d'arte dell'Università;

il Linnaeus Garden and Museum, giardino e museo dove il grande botanico Linneo ha iniziato la classificazione della flora e dei fiori del mondo.
“Gamla Uppsala” (vecchia Uppsala), a 4 km a nord della città, ci si arriva con il bus (si tratta appunto della vecchia città, centro religioso e politico dei vichinghi. Qui si possono ammirare tumuli funerari dei sovrani di quel popolo. Ci sono in particolare tre grandi tumuli funebri ed àè molto interessante leggere la storia delle divinità nordiche. Si dice che in antichità a Gamla Uppsala ci fosse un tempio pagano dove si compivano sacrifici animali e umani a Wotan (Odino), Thor (Thor) e Frikko (Frey), ma è probabile che sia stata solo un'invenzione per accellerare la cristianizzazione;

Il Castello di Wik, una delle strutture medievali meglio conservate in Svezia. Costruito nel XV secolo, subì in seguito numerosi lavori di modernizzazione interna. Il tetto e l'interno barocco della Sala dei Cavalieri sono dovuti a F. V. Scholander che li realizzò nel 1860

Curiosità: i film sia in TV che al cinema sono sempre in lingua originale con sottotitoli in svedese (tranne casi particolari in cui vengono doppiati, per esempio cartoni ed altri film per bambini).

Gli sport nazionali sono il football, l'hockey su ghiaccio, il tennis, lo sci e il golf.

Il diritto di accesso alla natura è molto ampio: è possibile attraversare il terreno di altre persone (se non coltivato) e persino installarvi una tenda per una notte (per più notti è obbligatorio il permesso).

Ilulissat, la baia degli icebergs



Ilulissat è il regno degli iceberg, immensi e di varia forma che si spezzano in mare, navigano, si capovolgono nel fiordo che produce piú iceberg al mondo, é uno spettacolo della natura unico al mondo.
Lungo la costa si trovano vari villaggi, ognuno con le sue caratteristiche:

Ilulissat, il villaggio degli iceberg, Uummannaq, il villaggio del cuore, la bella cittadina di Sisimiut con le vecchie casette.
Balene e foche possono spesso essere avvistate, non solo dal mare ma addirittura anche dalla terra ferma.

Groelandia occidentale
La Baia di Disko
L’attrattiva principale di un viaggio invernale in Groenlandia è costituita dai meravigliosi Icebergs, e la destinazione giusta per poter ammirare questi immensi blocchi di ghiaccio galleggianti è senza dubbio Ilulissat.

La permanenza a Ilulissat consente anche di seguire le orme dei cacciatori, trasportati sulle slitte trainate dai poderosi cani husky alla volta dell’isolato villaggio di Rodebay.
A Kangerlussuaq, è possibile entrare in contatto con il vero mondo artico e con la calotta polare.


Ilulissat,la Baia degli icebergs

è una scenografica baia del ghiaccio galleggiante (Ilulissat, patrimonio UNESCO), con la meraviglia dell’aurora boreale e dell’artico più selvaggio (Kangerlussuaq)

Chi ha effettuato una crociera tra i ghiacci ha potuto avvicinare le enormi sculture naturali di ghiaccio galleggiante (Icebergs) che hanno reso famosa Ilulissat, e la meravigliosa baia di Disko.

Il bue muschiato, le renne, l’aurora boreale, la pesca sul ghiaccio sono le meraviglie del lungo inverno boreale in Groenlandia.

Abbandonare il mondo “civile” per entrare in quello meraviglioso dell’artico, dei fiordi ammantati di ghiaccio dove gli icebergs diventano immense sculture naturali; è come viaggiare indietro nel tempo e provare le emozioni degli antichi esploratori polari.

L’unico rumore che si avverte è il suono della slitta che scivola sicura sulla neve e gli incitamenti che la guida urla per controllare il lavoro dei suoi cani meravigliosi , i cani da slitta Husky.

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