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mercoledì 11 luglio 2012

Un'ondata di caldo

E' un pomeriggio d'inizio maggio. Pauline sta guardando dalla finestra del suo studio a Woròd's End.


Non il verde intenso del campo che si staglia contro il freddo azzurro del cielo, ma Teresa, che è in piedi fuori dal cottage con in braccio Luke e fissa il viottolo in direzione della strada.
Pauline coglie  una doppia immagine di Teresa.

Vede la figlia, che tiene in braccio il suo bambino e attende l'arrivo del marito.
Ma vede anche una figura archetipica: una ragazza con un bimbo, una donna con un figlio.

Quell'immagine è piena di rimandi, pensa Pauline.
La ragazza, il bambino, la distesa del campo di grano, i lunghi solchi del viottolo accidentato che portano altrove.

Vista da una certa prospettiva, Teresa è un'eroina alla Thomas Hardy, una figura tragica, senza ombra di dubbio.

Da un'altra, invece, è un'immagine lirica di giovinezza e rigenerazione.

E Pauline vede anche riflettersi una sequenza di rimandi personali, altre versioni di Teresa che riportano entrambe ad altri momenti e ad altri luoghi.

E' un giorno di maggio a World's End, ma è anche lo sviluppo di due vite, anzi tre, se si conta Luke, che ha solo quindici mesi.

Da "Un'ondata di caldo" di Penelope Lively - ed. Tea

Immagine presa in rete

martedì 28 febbraio 2012

Perplessità

Ultimamente mi sono invaghita di una scrittrice scoperta così per caso in libreria l'anno scorso:
Penelope Lively . Credo di avere letto ormai tutti i libri che ha scritto finora.


Me ne rimane purtroppo solo uno, ormai  oltre la metà.
Si intitola "Amori imprevisti di un rispettabile biografo" - Ed. Guanda.






Ecco che a pagina 132, mi imbatto in queste parole:

"... Mark rimase fermo per un attimo, la mente inondata da riflessioni concomitanti: il piacere che si ricava da un paesaggio deriva da quel che si vede? I bambini trovano che il mondo sia bello prima che gli adulti dicano loro che lo è o soltanto dopo?

E' mai possibile guardare una qualsiasi cosa, superati i quattro anni, senza che le proprie nozioni interferiscano con quel che si osserva?..."


E non so cosa rispondere a me stessa, a mia volta catapultata in questo pensiero.


Lascio quindi qui questa domanda, in attesa che qualche blogger gentile  possa illuminarmi.


Immagine presa dal web 



mercoledì 22 febbraio 2012

Ancora a proposito del Tempo




Da una pagina letta di recente su un libro di Penelope Lively:


"Non è il fatto di invecchiare, nè le passioni che si smorzano..." 


Ma l'età e invecchiare producono un'enorme confusione, rifletteva Stella. Una situazione anarchica, un mondo alla Lewis Carroll in cui, come Alice, non hai la minima idea di dove sei nè di chi sei.
(...)
La realtà è misteriosamente affine all'infanzia, che è un continuo presente. Si scivola da un giorno nell'altro, ma ci si porta appresso un carico di riferimenti che ci fa volare in ogni direzione, liberi nel tempo e nello spazio, allora e altrove e contemporaneamente ora e qui ..."


Appunti per uno studio del cuore umano di Penelope Lively - ed. Guanda.


E cosa ne pensa Charlies Schulz 




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