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mercoledì 25 marzo 2009

Violette, primule, lavanda


La Viola del Pensiero è uno dei fiori preferiti dalle Fate: una violetta posta nell'occhiello della giacca o un mazzolino tenuto in casa oppure offerto alla persona del cuore, propizia l'amore ...

A molti altri fiori comunque sono attribuiti gli stessi meravigliosi poteri attribuiti alle Fate: la Primula, per esempio e il Myosotis.

In Scozia ed in Inghilterra le virtù protettive della Primula sono paragonate alla magica Lavanda e mazzetti o sacchetti di questi fiori occupano punti strategici della casa o i cassetti della biancheria, a scopo protettivo.

In Irlanda si usa addirittura spargere di primule anche la soglia e il pavimento dell'ingresso delle abitazioni, per allontanarne gli spiriti malvagi.

Vi sono però alcune piante sulle quali le Fate estendono il loro assoluto dominio e che, quindi, non possono essere nemmeno sfiorate da un comune mortale.

E' il caso del Loglio e della Datura, quest'ultima decisamente pericolosa:
all'interno dei suoi attraenti e lunari fiori a calice (chiamati normalmente Trombe degli angeli) le Fate amano sognare.

Nel Somerset si evita accuratamente di cogliere i Giacinti di bosco, nonché i Tulipani dei giardini, sui quali le Fate vegliano gelosamente.

La giusta morale della favola consiglia di astenersi dal cogliere fiori e piante - soprattutto se nati nel loro ambiente naturale.

domenica 14 dicembre 2008

Le fate dei fiori

Le fate sono state e forse ancora oggi sono considerate gli spiriti guardiani dei boschi e dei giardini.

Da bambina amavo molto i libri con le fate, fiabe - quasi sempre illustrate - dove la fata con la sua bacchetta magica, riportava il lieto fine, ripristinando il valore della Giustizia.
Ad ogni tipo di fiore è assegnata una fata guardiana.


Per esempio, la fata della rosa è graziosa, fragile e aureolata di una dolce luce: si può invocare per realizzare i desideri d'amore e gli affetti.

La fata del ciclamino è di carattere dolce e riservato e può essere chiamata per propiziare benessere, energia, meditazione, sicurezza.

La fata della margherita è invece solare, cordiale e amabile: dona amore, vitalità, gioia di vivere; a differenza di quella del giglio, altera e taciturna, alla quale tuttavia si può chiedere sostegno nello studio, nella carriera, nel lavoro, nella volontà.


La fata del tulipano è vanitosa e poco socievole, ma può essere utile per i più ambiziosi.

La fata dell'orchidea, bellissima, sensibile e poetica, propizia il talento e la riuscita di artisti, scrittori, poeti.

Romantica e svolazzante, ma non frivola, è la fata del papavero, che protegge la casa e le persone.

Nobile e generosa, quella del geranio che difende dall'invidia.

Orgogliosa, passionale, volitiva e selvaggia è la fata della lavanda che allontana gli spiriti maligni e protegge da streghe e sortilegi.


Le fate dei fiori si dedicano dunque interamente al mondo vegetale, a tutte le specie di erbe, piante, fiori - che rivitalizzano costantemente grazie alla loro energia eterica e spirituale. Esse aiutano a trasmutare gli elementi chimici e catalizzano l'energia dell'atmosfera, affinché i fiori possano assimilarla.

Cicely Mary Barker




Cicely Mary Barker è nata nel 1895 a Croydon, a sud di Londra, figlia di Walter Barker e Mary Eleanor Oswald. A causa dei suoi problemi di salute (epilessia) venne educata in casa e imparò da sola a disegnare e dipingere.

La sua famiglia la sostenne molto e venne ammessa fra i membri della Croydon Art Society.

Il primo lavoro di Cicely pubblicato fu una serie di cartoline, quando aveva solo sedici anni.

Fu fortemente influenzata dai Preraffaelliti e, come loro, cominciò a credere nella "verità della natura".


Per creare i libri delle Fate dei Fiori dipingeva dal vero quando poteva, a volte facendosi addirittura aiutare dal personale di Kew Gardens per trovare e identificare gli esemplari delle piante.

Anche per ritrarre le fate si ispirò alla realtà: i modelli erano i bambini che frequentavano la scuola materna della sorella.

Cicely creò i costumi delle fate da far indossare ai piccoli e costruì ali in miniatura con ramoscelli e garze.
Terminati i disegni, componeva le poesie.

Sono stati i suoi libri Le fate dei Fiori che portarono a Cicely Mary Barker una vera adorazione da parte del pubblico.

I suoi accurati disegni botanici nell'amato stile del movimento preraffaelita e i "bambini-fate", ispirati dai bambini che conosceva, portarono alla nascita delle Fate dei Fiori, che tutti apprezziamo ed amiamo.
Cicely morì pacificamente il 16 Febbraio 1973, all'età di 77 anni.

martedì 9 dicembre 2008

Le fate


"Nella dimensione dei sogni e delle chimere -scrive H. Durville - sotto varie forme poetiche e affascinanti, le fate arricchiscono di mistero la vita ...

Ai giorni nostri la voce carezzevole delle foreste, la calma di un lago, sembrano far rivivere il profumo delicato delle antiche leggende che immortalano questi esseri amati e prestigiosi, le fate."


In Francia, la fata Avril vegliava sulle praterie, era amica di giumente, greggi, fanciulli e pastori, dei quali era considerata una sorta di beniamina.

In Provenza, le donne che non riuscivano ad avere figli si rivolgevano alla fata Esterelle.

Il popolo credeva inoltre all'esistenza di una fata singolare, una donna serpente chiamata Vouivre, caratterizzata da una preziosa gemma luminosissima incastonata nella fronte.

Nei Vosgi si tramanda l'antico ricordo di misteriose Dame Verdi,una specie di fate-sirene assai temute per il loro potere ammaliatore e particolarmente note presso il lago di Longemer.

La loro specialità consisteva nell'attirare con voce incantatrice chiunque si avventurasse di notte nelle loro vicinanze e una volta ghermito, l'incauto prescelto era posto al centro delle loro danze e diveniva oggetto degli scherzi e dei divertimenti più sfrenati, fino a quando, stanche del loro stesso gioco, scomparivano ridendo nelle profondità cupe del lago ...

Le fate si trovano presso tutti i popoli del Nord ed era antica opinione che la grandine e le tempeste non guastassero per niente i frutti della terra nei luoghi da esse abitati.

Le fate venivano la sera, al lume della luna e si trasportavano da un luogo all'altro con la velocità del pensiero, a cavallo di un grifone, di un gatto di Spagna o sopra una nuvola.

Si pensava che per un capriccio del loro destino, le fate erano cieche in casa loro, mentre disponevano di cento occhi in ogni altro luogo.

In Svezia - poi- si dice che se ne vedessero moltissime.

"Esse dimorano in oscure grotte e nelle parti più remote delle foreste, mostrandosi talvolta, parlando a coloro che vanno a consultarle e scomparendo in un baleno".

Le Fate, sempre secondo l'ermetista francese H. Douville, sono esseri fantastici nei quali sembrano perpetuarsi antichissimi ricordi di carattere magico e mitologico: dèe-madri, ninfe, druidesse, streghe.

Tutti questi appellativi con i quali furono designate in passato, sono un curioso monumento dell'antica divinizzazione degli oggetti fisici che ispirarono all'uomo la meraviglia oil terrore.

La credenza nelle fate, al di là delle successive metamorfosi, fu originariamente, e ancora rimane, una delle espressioni più gentili, naturali della nostra poesia.

Tra il buono e il malvagio, l'angelo e il demone, la leggenda scopre un altro essere: la Fata.

Tra il cielo e l'inferno, la leggenda crea un mondo - abitato dalle fate.

Tra la luce e le tenebre, la leggenda dà vita al crepuscolo, l'atmosfera fatata.

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