Visualizzazione post con etichetta Eizenstein. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eizenstein. Mostra tutti i post

domenica 15 maggio 2011

The Kid e il Grande Dittatore (a proposito di Charlie Chaplin)

"Solo i bambini possono essere felici, e oltretutto, non per molto" dice l'eroina di Gor'kij, la saggia Vassa Zeleznova.
Non per molto, perché il severo "E' proibito" degli educatori e delle regole di comportamento future, inizia a segnare con la sua impronta negativa i desideri sfrenati della prima infanzia.

Chi non saprà sottomettersi abbastanza presto a queste costrizioni e non saprà metterle al proprio servizio: chi, diventato adulto, continuerà a rimanere bambino, si troverà sempre e ovunque in una situazione ridicola, provocando riso e sarcasmo.
.....
Il dramma del "piccolo uomo" nelle condizioni di vita della società contemporanea.
Quale che sia la lettura che lo stesso Chaplin fa del suo proprio finale, è chiaro che, per il "piccolo uomo" nella società contemporanea, non c'è nessun posto in cui andare.
Così come è impossibile per il bambino rimanere indefinitamente tale.

Mentre i tempi nuovi del fascismo vengono a sostituire i Tempi moderni di Chaplin, si constata nell'opera di quest'ultimo un notevole mutamento.
Ed è evidentemente proprio lui, Chaplin, che doveva creare il Dittatore.
Egli non poteva non immortalare questa figura delirante che si era messa alla testa di uno Stato cieco e di un paese che aveva perduto la testa.

Prima Chaplin recitava sempre il ruolo di coloro che soffrono; interpretava solo il barbiere del ghetto, che è il suo secondo ruolo nel Grande Dittatore. Qui, interpreta entrambi i ruoli. Sono i due poli estremi dell'infantilismo: il vincitore e il vinto.
... In questo film, Chaplin parla per la prima volta con la sua vera voce.
Perché per la prima volta, non è lui a dipendere dal suo metodo e dal suo sguardo, sono il metodo e la volontà di essere testimone a carico a trovarsi tra le sue mani di adulto.

E questo perché qui, risuona per la prima volta fino in fondo, distintamente, la voce del coraggio, la voce intelligibile di un cittadino non solo adulto, ma di un Grande Uomo, con la maiuscola.

In una intervista su Tempi moderni, Chaplin aveva detto:

martedì 3 marzo 2009

Eizenstein scrive su Walt Disney

Eizenstein nacque a Riga in Russia nel 1898. E' stato un grande registra cinematografico e uno dei grandi teorici del film.

A 26 anni girò La corazzata Potemkin, la storia di un ammutinamento avvenuto nel 1905 su una nave da guerra.
Quest'opera esercitò una grande influenza sul realismo cinematografico ed è considerata fra i più bei film della storia del cinema.

La fama di Eizenstein crebbe con Ottobre, girato nel 1927-28 e La linea generale

Andò a Hollywood, ma lì i suoi lavori furono respinti.

Conobbe Walt Disney.
Le parole che seguono qui, sono prese da un libro, pubblicato da SE nel 2004 scritto da Eizenstein con il titolo "Walt Disney"

Comincia così:

"Alma-Ata, 16/11/1941

L'opera di questo maestro è un apporto immenso degli americani alla cultura del mondo.


Giovane, con un paio di baffetti. Molto elegante. Direi una eleganza da damerino. Una somiglianza irresistibile con il suo eroe. In Topolino si ritrova la stessa raffinatezza, l'eleganza, una certa libertà del gesto. Non c'è da stupirsi!

Sembra sia il metodo a richiederlo. Lo stesso Disney recita "la parte", "il ruolo" di Topolino per questo o quel film.

Intorno a lui una decina o forse più, di disegnatori colgono al volo gli sketc comici del loro capo, mentre posa e recita.

E così questi disegni preparatori, infinitamente vivi, pieni di vitalità e in grado di comunicare attraverso l'enfatizzazione del tratto per il solo fatto di essere stati copiati da un uomo in carne ed ossa ... eccoli pronti per un film d'animazione.


Anche il cane Pluto, compagno turbolento del raffinato Topolino, non a caso è così pieno di vitalità: suo modello è un cugino di Walt, da cui si distingue per un modo di fare piuttosto maldestro, rozzo e goffo.

..... Il modesto studio di Disney, talmente lontano, in quegli anni, dal centro città hollywoodiano, dalla sua animazione e dalle sue complicazioni!

La modestia della sistemazione stupisce, se confrontata alla portata colossale della produzione: cinquantadue Topolino Silly Symphonies (tra le quali bisogna includere la Danza Macabra, di inimitabile comicità, con gli scheletri che suonano lo xilofono sulle proprie costole!) ...

Meraviglia anche che la sonorizzazione si effettui a New York, dove vengono spedite le partiture precisissime di musiche definite con esattezza in rapporto ai filmati dei disegni.

.... Sembra che quest'uomo non conosca solo la magia di ogni mezzo tecnico, ma sappia agire anche sulle corde più segrete dei pensieri, delle immagini mentali e dei sentimenti umani.

Egli crea in una zona dell'intimo più profondo e primitivo.

Là dove tutti siamo figli della natura. Crea a livello di rappresentazione dell'uomo non ancora incatenato dalla logica, dalla ragione, dalla esperienza.

E' così che le farfalle creano il loro volo, che i fiori crescono, che i ruscelli si stupiscono essi stessi del loro corso ..."


(Sergej Michallovic Eizenstein - Walt Disney - Edizioni SE)

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Visualizzazioni totali