Leggo nel libro "Le ferite dell’anima" di Carlo Lorenzo Cazzullo e Cesare Peccarisi - edito da Frassinelli (2003) un capitolo dedicato a La vergogna e la depressione
Il più precoce dei sentimenti legati alla depressione è la vergogna.
Come ben racconta la regista Alina Marazzi Hoepli sul Corriere della Sera del 18 dicembre 2002, è stata proprio la vergogna che la sua famiglia natale nutriva per sua madre Liseli Hoepli (morta suicida nel 1973 a soli trentatré anni) a spingerla a realizzare un film - documento trasmesso per la prima volta la sera dell’intervista e costruito a partire da alcuni filmini amatoriali eseguiti (e tenuti nascosti per vent’anni) dal nonno Ulrico Hoepli, il famoso editore del dopoguerra.
Il film racconta la vita di una donna che soffriva di una malattia oggi normalmente chiamata depressione, ma che solo trent’anni fa, nella famiglia “perbene” Hoepli, veniva indicata vergognosamente con il termine di “bizzarrie umorali”, a testimoniare il riserbo e l’imbarazzo che aleggiava intorno alla malattia della tristezza che, per una famiglia alto-borghese come quella in cui cresceva Alina, rappresentava una grande vergogna.
Il più precoce dei sentimenti legati alla depressione è la vergogna.
Come ben racconta la regista Alina Marazzi Hoepli sul Corriere della Sera del 18 dicembre 2002, è stata proprio la vergogna che la sua famiglia natale nutriva per sua madre Liseli Hoepli (morta suicida nel 1973 a soli trentatré anni) a spingerla a realizzare un film - documento trasmesso per la prima volta la sera dell’intervista e costruito a partire da alcuni filmini amatoriali eseguiti (e tenuti nascosti per vent’anni) dal nonno Ulrico Hoepli, il famoso editore del dopoguerra.
Il film racconta la vita di una donna che soffriva di una malattia oggi normalmente chiamata depressione, ma che solo trent’anni fa, nella famiglia “perbene” Hoepli, veniva indicata vergognosamente con il termine di “bizzarrie umorali”, a testimoniare il riserbo e l’imbarazzo che aleggiava intorno alla malattia della tristezza che, per una famiglia alto-borghese come quella in cui cresceva Alina, rappresentava una grande vergogna.
Quello che segue è preso da qui:
http://erewhon.ticonuno.it/2003/storie/unorasola/alina.htm
http://erewhon.ticonuno.it/2003/storie/unorasola/alina.htm