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giovedì 13 dicembre 2012

Ancora un re-post

Dicembre e Robert Louis Stevenson



Ho sempre provato stupore, leggendo Stevenson, per la versalità dei sui romanzi, romanzi dove affronta generi letterari molto diversi.



Cito le sue opere di cui ho un ricordo chiaro:

L'isola del tesoro,
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde,
La freccia nera,
Il signore di Ballantrae,
Il ragazzo rapito ... 

Senza contare le poesie.

E proprio una poesia voglio riportare qui, forse perché si intitola "Dicembre"o  perché sono affascinata dalle brughiere, ma soprattutto perché apre la porta alla Speranza.


Una nuda casa, una spoglia brughiera,
una pozza rabbrividente davanti all'uscio
un giardino senza fiore e frutto,
con pioppi che ne segnano il confine.
Tale è il luogo ove vivo,
triste fuori e nudo dentro.

E tuttavia la tua aspra brughiera
riceverà la pompa della sera,
e si disegnerà la gloria dorata dell'alba
dietro il tremolio dei tuoi alberi.
E quando il vento di luogo in luogo
sospinge i galeoni di nubi disancorati,
il tuo giardino splenderà di nuovo
di sole ardente, di lucida pioggia.

Qui salirà la maga luna al cielo, nel finire cremisi
del declinante splendore del giorno, qui
apparirà l'armata delle stelle.

Le conche intorno, umide o secche,
la primavera colmerà di fiori,
spesso le muse del mattin vedranno
allodole levarsi di fra l'erica
e indiamantate d'ogni ragnatela
le ruote e i fili magici.

Quando le margherite se ne andranno
di brina argenterà le foglie d'erba
l'inverno. Il gelo incanterà la pozza,
e farà belli i solchi dei carretti.

Quando di neve lucente s'estenderà la brughiera,
i bimbi come batteran le mani!
Per far la Terra il nostro romitaggio,
una mutevole ed allegra spiaggia,
basta la macchina di Dio, complessa
di giorni e di stagioni luminosa.


Da qui:

lunedì 10 dicembre 2012

Aforismi in dicembre






  • Perdere la fanciullezza è perdere tutto. E' dubitare. E' vedere le cose attraverso la nebbia fuorviante dei pregiudizi e dello scetticismo.

Boris Pasternak



  • Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi. Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli.

Umberto Saba


  • Non ho mai capito perché la gente consideri la giovinezza come il tempo della libertà e della gioia. Accade probabilmente perché hanno dimenticato la propria.

Margaret Atwood

sabato 8 dicembre 2012

Sabato 8 dicembre con neve

Da ieri sera qui nevica. E' magico, come sempre. I disagi potranno venire dopo, se ghiaccia, ma intanto mi godo questo bianco che sembra pulire tutto. Rimangono estranee a tutto questo mondo bianco, le bacche dell'agrifoglio, quasi a segnalare agli uccellini che sono lì per nutrirli.

Bacche di agrifoglio

Ho riletto qualche pagina de "L'uomo e i suoi simboli" di Jung e ne riporto piccoli stralci:

"Oggi si fa un gran parlare di 'materia': ne descriviamo le sue proprietà fisiche, conduciamo esprimenti di laboratorio per dimostrarne alcuni aspetti.
Tuttavia la parola 'materia' rimane un concetto arido, disumano e puramente intellettuale, privo per noi di qualsiasi significato psichico.

Quanto diversa era l'antica immagine della materia - la Grande Madre -, capace di abbracciare e di esprimere il profondo significato emotivo della Madre Terra!
[.....]

L'uomo si sente isolato nel cosmo, poiché non è più inserito nella natura e ha perduto la sua 'identità inconscia' emotiva con i fenomeni naturali.
Questi a loro volta hanno perduto a poco a poco le loro implicazioni simboliche
Il tuono non è più la voce di una divinità irata, né il fulmine il suo dardo vendicatore.
I fiumi non sono più dimora di spiriti, né gli alberi il principio vitale dell'uomo ....

Nessuna voce giunge più all'uomo da pietre, piante o animali, nè l'uomo si rivolge ad essi sicuro di venire ascoltato.

Il suo contatto con la natura è perduto, e con esso è venuta meno quella profonda energia emotiva che questo contatto simbolico sprigionava.

animali attraverano una strada innevata


L'uomo è oggigiorno dolorosamente consapevole del fatto che né le grandi religioni, nè le diverse filosofie risultano in grado di fornirgli quelle potenti idee animatrici che sole potrebbero dargli la sicurezza di cui ha attualmente bisogno per fronteggiare le condisioni del mondo contemporaneo."

Da: L'uomo e i suoi simboli di Carl Gustav Jung - Ed. TEA


sabato 1 dicembre 2012

Domenica di dicembre , Biblioteche e copyright


Per recuperare tutti i giorni passati lontani dal blog, posto ora, una moltitudine di parole, benché sappia quanto sia scoraggiante trovarsi davanti una specie di poema…. :)
Sono comunque parole tratte da un libro di Robert Darnton, citato in fondo.


"Quello attuale è un periodo di transizione, nel quale la modalità a stampa e quella digitale coesistono e le nuove tecnologie diventano presto obsolete. Stiamo già assistendo alla scomparsa di molti oggetti familiari: la macchina per scrivere, ormai relegata nei negozi di antiquariato; la cartolina postale, una curiosità; la lettera scritta a mano, un compito superiore alle capacità della maggior parte dei ragazzi, che non sanno più scrivere in corsivo; il giornale quotidiano, estinto in molte città; la piccola libreria, sostituita dalle grandi catene di distribuzione, a loro volta minacciate dai distributori online, come Amazon. E la biblioteca?

Sembrerebbe l'istituzione più arcaica di tutte. E tuttavia il suo passato fa ben sperare per il suo futuro, perché le biblioteche non sono mai state magazzini di libri. Sono sempre state e sempre saranno centri di studi e di cultura. La loro posizione centrale nel mondo del sapere le rende idealmente adatte a mediare tra le due modalità di comunicazione, a stampa e digitale. Anche i libri possono accoglierle entrambe. Siano stampati su carta o immagazzinati su un server, i libri costituiscono il corpo del sapere e la loro autorevolezza deriva da elementi che trascendono la tecnologia usata per produrli. 


Essa è dovuta in parte agli autori, benché i libri fossero oggetto di reverenza ben prima che nel Settecento prendesse forma il culto dell'autore. Come sottolineano gli storici del libro, gli autori scrivono il testo, ma il libro è materialmente fatto da professionisti specializzati, e questi ultimi esercitano funzioni che vanno ben oltre la manifattura e la diffusione di un prodotto. Gli editori sono come dei guardaportone, che controllano il flusso della conoscenza. Tra l'illimitata varietà di materiale suscettibile di essere reso pubblico, essi, sulla base della loro competenza professionale e delle loro personali convinzioni, selezionano ciò che a loro avviso si venderà o merita di essere venduto. I giudizi degli editori, informati a una lunga esperienza nel mercato delle idee, condizionano ciò che raggiungerà i lettori, e i lettori, in quest'epoca di sovraccarico di informazioni, hanno più che mai bisogno di affidarsi ad essi. Selezionando i testi, revisionandoli, impaginandoli in modo che siano leggibili e portandoli all'attenzione dei lettori, i professionisti del libro forniscono servizi che sopravvivranno a ogni cambiamento tecnologico. [...]
 Ma perlopiù noi bibliotecari tenderemmo a sottoscrivere i princìpi scolpiti in bella vista nelle nostre biblioteche pubbliche. "Aperta a tutti" si legge sopra l'ingresso principale della Public Library di Boston; e sulla parete della sala del Consiglio di amministrazione della Public Library di New York sono incise in oro queste parole di Thomas Jefferson: "Considero la diffusione dei lumi e dell'istruzione la risorsa più sicura per migliorare la condizione umana, promuovere la virtù e favorire la felicità dell'uomo". Eccoci tornati all'illuminismo

Boston - Public Library


La Repubblica degli Stati Uniti fu fondata sulla fede nel principio cardine della Repubblica delle Lettere del Settecento: la diffusione dei lumi. Secondo Jefferson, l'illuminismo si realizzava per il tramite degli scrittori e dei lettori, dei libri e delle biblioteche – specialmente delle biblioteche: quella della sua residenza di Monticello, quella dell'Università della Virginia e la Biblioteca del Congresso. 

Tale fede è incorporata nella Costituzione degli Stati Uniti. L'articolo 1, comma 8, istituisce il copyright e i brevetti soltanto "per un periodo limitato" e fatto salvo il fine superiore della promozione del "progresso della scienza e delle arti utili". 
I Padri fondatori riconobbero il diritto degli autori a un equo ritorno economico per la loro fatica intellettuale, ma posero il bene pubblico al di sopra del profitto privato.

Come si misura l'importanza relativa di questi due valori? Come ben sapevano gli estensori della Costituzione, il copyright fu creato in Gran Bretagna nel 1710 dallo Statuto di Anna Stuart allo scopo di mettere un freno alle pratiche monopolistiche della London Stationers' Company, la corporazione dei librai editori londinesi, e anche, come proclamava il suo titolo, "per la promozione del sapere". All'epoca, il Parlamento stabilì la durata del diritto d'autore in quattordici anni, rinnovabili una sola volta. I librai editori cercarono di difendere il proprio monopolio reclamando la durata perpetua del copyright in una lunga serie di cause giudiziarie. Ma persero la guerra con la sentenza definitiva del caso Donaldson contro Beckett, nel 1774.

giovedì 15 dicembre 2011

15 dicembre



Le ore, i giorni, gli anni, sono come granelli di sabbia che sfuggono da un pugno chiuso per riunirsi con un’infinita spiaggia…”

 Da “Frammenti” di Emy Blesio (Gayatri Devi)


orme sulla sabbia.jpg

martedì 6 dicembre 2011

Ieri, 5 dicembre 2011




Certo che ieri è sta una giornata poco sonnolenta.
Tra Monti e il conseguente girare alla ricerca delle ultime notizie in rete, tra l'inconsueto ma non raro "bisticciare"  qua in casa, con il cane che invece voleva a tutti i costi uscire e io avevo freddo ma mi sentivo in colpa, e chissà cos'altro che ho dimenticato, mi ero decisa di andare a dormire con il mio consueto libro-compagno.
Qualcosa invece, penso l'orario, erano quasi le 16, mi ha portato di nuovo davanti al computer e senza troppa convinzione clicco su Estate incantata.


Con un vuoto emozionale e razionale incredibili, leggo queste righe:


"Il blog è stato rimosso Google non si assume la responsabilità ..."  il resto ora mi sfugge.


Vado nella stanza adibita a studio di mio marito e gli chiedo se per favore può cercare il mio blog.


Utilizziamo browser diversi e speravo che la questione fosse questa.


Ma no, anche lui mi guarda incredulo e mi dice:
"Ti hanno rimosso il blog!"


E io rispondo che sarà il nuovo governo o il Vaticano che mi hanno fatto chiudere.


Ma naturalmente mio marito mi risponde: "Figurati se di tanti blog, vanno a vedere proprio il tuo"


Vero, accetto l'implicita critica, però mi rimane il sospetto di nemici più o meno immaginari.


Tutto questo in uno stato di leggero shock.


L'unica cosa che faccio è cercare nell'assistenza e scrivo quanto successo.


Dopo poco mi arriva la notifica di cambiare password ed altri elementi per la sicurezza.
Eseguo il tutto e come per incanto, il blog si ripresenta

Come dire, i miracoli di Natale si stanno già verificando o anche "Tutto è bene, ciò che finisce bene"

venerdì 2 dicembre 2011

Dicembre


Dicembre è arrivato quasi in punta di piedi quest'anno, almeno dove abito io.
Il rito del pettirosso che arriva puntuale a novembre si è ripetuto e fortunatamente in giardino ci sono molte bacche. Sono arrivate anche le cinciallegre.



Ho trovato una poesia sul web che non conoscevo ma che mi si adatta in questi giorni.
E' di una poetessa, M.Gisella Catuogno e si intitola per l'appunto

Dicembre

Già lo intuimmo dal freddo pungente

di mattinate ansiose;

dal profumo di muschi

appena spuntati

dal terriccio umido;

dal desiderio trepido

di scrollarsi di dosso

il torpore paralizzante

dell’autunno

-come la cicala il guscio

nell’ultima belletta di novembre-

per tentare

diagrammi inediti

di luce e di speranza.

Tutto congiura contro

negli arcani misteri

che distillano i giorni;

eppure l’aspettiamo

-dicembre-

come una promessa intatta

come una fiammella accesa

nel buio inquietante della notte.

Ne annusiamo il candore

anche senza neve e

ne intrecciamo ghirlande

di sorprese taciute

di parole sospese

di pensieri di vento

nella volta stellata.

(M.Gisella Catuogno)

Da questo sito

lunedì 20 dicembre 2010

21 dicembre, solstizio d'inverno

Domani, 21 dicembre, oltre a segnare  il solstizio d'inverno, avrà luogo anche un'eclissi totale di Luna, che si muoverà nell'ombra della Terra alle 6.32 del mattino, concludendosi intorno alle 10:00.

Tutte le feste popolari che celebriamo in questo periodo dell'anno, avevano le loro radici più di quattro mila anni fa in Egitto.

Tutto è iniziato come un grande evento di festa per celebrare la rinascita del dio sole, Horus.

Questo fu l'inizio del nuovo anno solare, che in seguito divenne noto come il solstizio d'inverno o Yule.

Solstizio d'inverno è il giorno dell'anno in cui il sole raggiunge il punto più basso nel cielo e la luce del giorno è più breve.



Per gli Egiziani ed altri antichi popoli  si festeggiavano unicamente il sole e il fuoco per luce e calore.

Con il Solstizio d'Inverno  i giorni  iniziano ad allungarsi e la terra duventa più calda. Il ritorno del sole è stata celebrata con fuochi, festa e gioia...



Questo periodo di festa in seguito divenne noto come i dodici giorni di Natale o la stagione di Yule.

L'Egitto era molto centrale per la civiltà in questo tempo e questo rituale in onore del sole si diffuse rapidamente nelle terre circostanti della Mesopotamia, Babilonia, Persia, Grecia e l'impero romano.

Presso i Romani fu notevolmente ampliata per includere i festeggiamenti in onore alcune altre divinità, in particolare Saturno.

Il loro dio Saturno veniva celebrato per essere la fonte di conoscenza per l'agricoltura e la vita pacifica.
La festa antica dei romani divenne noto come Saturnalia.



Quando il cristianesimo sorse in questa zona vi fu molta fatica a convertire la gente a questa nuova religione. Nel tentativo di rendere la transizione al cristianesimo più facile e più accettabile, nel quarto secolo la data per il Natale fu fissato il 25 dicembre, al centro della celebrazione tradizionale festa.

sabato 18 dicembre 2010

Sole e neve a dicembre

 



"Il peggiore errore che l'uomo possa commettere è tentare di oltrepassare la gradualità e l'evoluzione della natura, cercando di realizzare oggi quello che la natura ha scritto per domani."

Così scrive Alvaro de Campos eteronimo di Fernando Pessoa

lunedì 6 dicembre 2010

Un lunedì piovoso con ricordi

Per associazioni di idee mi sono trovata davanti  questo ricordo, risalente ad alcuni anni fa:
Ero in ufficio, il telefono suonava e nessuno rispondeva. Presi io la telefonata. Era mia madre che con la sua voce calorosa, leggermente preoccupata, mi chiedeva:

- "Ti piace più lo stile impero o quello inglese?"
- "Ma mamma, dove sei? Che domande fai? comunque preferisco lo stile inglese..."

Non ricavando  altro che soddisfacesse la mia curiosità ci salutammo ed io ripresi il mio lavoro.
Fu solo qualche settimana dopo, il giorno del mio compleanno, che capii.
Mia madre arrivò a casa mia con vassoio, teiera, caffettiera, zuccheriera, brocca per il latte, cucchiaini, ecc...tutto d'argento e... in stile inglese.
Un regalo bellissimo, purtroppo mai utilizzato. Chi  lo trovava il tempo di preparare il caffè nella moka e di travasarlo nella caffettiera d'argento? Si andava così di fretta per arrivare al lavoro nei tempi limite, che proprio non era possibile.
Forse di sabato e di domenica avremmo potuto farlo, ma - non so perché non è stato mai fatto.
Anzi io sono passata direttamente al Nescafe liofilizzato (eticamente reprensibile, lo so) mentre mio marito si gode il caffè che scende direttamente dalla macchina espresso Gaggia dentro un bicchierino di vetro...

Eppure il regalo l'avevo gradito molto ed ogni volta che passo davanti alla vetrinetta che lo contiene, una specie di rammarico mi pervade. 


giovedì 2 dicembre 2010

Dicembre e Robert Louis Stevenson


Ho sempre provato stupore, leggendo Stevenson, per la versalità dei sui romanzi, romanzi dove affronta generi letterari molto diversi.
Cito le sue opere di cui ho un ricordo chiaro:
L'isola del tesoro,
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde,
La freccia nera,
Il signore di Ballantrae,
Il ragazzo rapito ...
 
Senza contare le poesie.
E proprio una poesia voglio riportare qui, forse perché si intitola "Dicembre"o  perché sono affascinata dalle brughiere, ma soprattutto perché apre la porta alla Speranza.


Una nuda casa, una spoglia brughiera,
una pozza rabbrividente davanti all'uscio
un giardino senza fiore e frutto,
con pioppi che ne segnano il confine.
Tale è il luogo ove vivo,
triste fuori e nudo dentro.

E tuttavia la tua aspra brughiera
riceverà la pompa della sera,
e si disegnerà la gloria dorata dell'alba
dietro il tremolio dei tuoi alberi.
E quando il vento di luogo in luogo
sospinge i galeoni di nubi disancorati,
il tuo giardino splenderà di nuovo
di sole ardente, di lucida pioggia.

Qui salirà la maga luna al cielo, nel finire cremisi
del declinante splendore del giorno, qui
apparirà l'armata delle stelle.

Le conche intorno, umide o secche,
la primavera colmerà di fiori,
spesso le muse del mattin vedranno
allodole levarsi di fra l'erica
e indiamantate d'ogni ragnatela
le ruote e i fili magici.

Quando le margherite se ne andranno
di brina argenterà le foglie d'erba
l'inverno. Il gelo incanterà la pozza,
e farà belli i solchi dei carretti.

Quando di neve lucente s'estenderà la brughiera,
i bimbi come batteran le mani!
Per far la Terra il nostro romitaggio,
una mutevole ed allegra spiaggia,
basta la macchina di Dio, complessa
di giorni e di stagioni luminosa.

mercoledì 1 dicembre 2010

Dicembre e ... qualche ricordo

Siamo arrivati al primo giorno di dicembre, lo sanno tutti suppongo, io però me ne sono ricordata stamattina e solo perché una cara amica me l'ha fatto notare nel suo solito modo affettuoso.

A me dicembre piace, è un mese che sa di infanzia, di pacchetti colorati, di scambio doni, di abeti decorati, di piccole luci la sera. Tanti giardini sono pieni di bacche di colore diverso, essenzialmente rosse, blu scuro e bianche.
Sono già arrivati i pettirossi, e le cince.


Quando ero bambina e tornavo da scuola, prima delle vacanze di Natale, trascorrevo i pomeriggi assieme ai miei nonni. Mio nonno cominciava proprio in questo mese ad andare quasi tutti i giorni a comprare arance o clementine che allora mi piacevano tanto.
E mia nonna quasi ogni giorno mi diceva:            

"In dicembre altro non hai da fare
se non stare al caldo e riposare".

Che bella frase!
Dolci parole, le ricordo bene anche ora, assieme a tutte le storie che lei mi raccontava.

lunedì 8 dicembre 2008

Un lunedì di dicembre


Oggi, come ieri, è stata una giornata luminosa e limpida; fredda ma soleggiata.

Nella casa di fronte alla mia hanno illuminato quasi a giorno i davanzali e i contorni delle finestre.
E' bello.

Ma guardare il cielo in queste serate è ancora più bello: è un cielo limpido, pieno di stelle, con la luna crescente. Il mattino ci si sveglia e si vedono grandi brinate sulle siepi, sui prati e sulle auto parcheggiate.

Ancora aspetto che arrivi il pettirosso, è sempre arrivato puntuale in novembre.

Però ci sono le cinciallegre che amano i dolci, i merli che si ostinano a cercare nel prato qualcosa di ... commestibile. Credo anche di avere visto, per la prima volta da quando abito qui, uno scricciolo, un uccellino piccolo che fa tenerezza.

Ho letto da qualche parte che alle cincie piace molto la noce di cocco e vorrei comprarla presto.

E' già una settimana esatta che la Kitty ci ha lasciato. Sarà uno strano Natale.

martedì 2 dicembre 2008

Dicembre


E dopo di lui veniva il gelato Dicembre,
e tuttavia coi suoi allegri festini
e falò accesi, non ricordava il freddo,
tanto la nascita del Redentore la sua mente allietava.

Una capra dalla barba ispida cavalcava, la stessa,
dicono del dio Giove bambino
e in mano reggeva una coppa larga e fonda
dalla quale beveva alla salute di tutti i suoi pari.

(Spenser)

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