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domenica 23 dicembre 2012

John Lennon - Happy Christmas War Is Over





Nell'attesa, questa bella canzone di John Lennon, sperando che sia gradita


Per motivi di tempo,  per qualche giorno userò la moderazione dei commenti.

Ancora un abbraccio e un grande augurio di Pace e Amore almeno per questo Natale.

Natale è simbolo di Rinascita. 
Dopo le tenebre, arriva gradualmente la Luce.

mercoledì 19 dicembre 2012

E così, vicini al Natale

E così, vicini al Natale, terrò il blog in pausa qualche giorno.
Con la speranza di riuscire a venire a salutare  gli amici e amiche personalmente.

Ma già da ora auguro a chi mi legge e a tutti i compagni di avventure di blogger un


sereno e caldo Natale





Lara

Da "Sogno di Natale"



Presepe


Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori... 

E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

- Buon Natale - e sparivo...


Da Sogno di Natale di Luigi Pirandello 


Immagine presa dal web 
 

mercoledì 5 dicembre 2012

Un tragicomico racconto



Ho trovato questo tragicomico racconto delle feste di Natale, leggendo Il Cambiamento e, nonostante tutto, ho riso.

Ecco perché lo condivido.

E’ di Stefano Benni, da Repubblica, 29 novembre 2012

"Perché chiediamo un Monti bis quando ce l'abbiamo già? Il nostro premier è già doppio, un giorno dice una cosa e il giorno dopo il contrario, passa da catastrofista a ottimista, annuncia sventure e salvezze. A Dubai spiega in perfetto inglese che la catastrofe è evitata e gli investitori stranieri stanno tornando, sull'aereo si toglie il vestito blu, indossa una tuta di cuoio sadomaso.

E dice che la recessione continua, il servizio sanitario è a rischio e bisognerà tassare ancora. Un giorno l’Unione europea è solida come l’Impero di Carlo Magno e il giorno dopo è la Regione Lazio. Ocse e Bankitalia dicono il contrario del premier, e lui si guarda bene dallo smentirli. Quale è il motivo di questi voltafaccia? Suggeriamone tre.

Uno: Monti e i suoi soci fanno i furbi: come tutti gli economisti sanno che più confondono le acque, più i cittadini si disorientano e più gli specialisti possono continuare i loro affari.

Due: Monti ha capito che se Silvio è riuscito a governare vent’anni sparando cifre false e balle incoerenti forse può riuscirci anche lui.

Tre, siamo governati a nostra insaputa da due gemelli: Mario Monti, e Piermario Monti. Li puoi distinguere solo da un particolare: uno quando dice la parola “tasse” piange, l’altro ride, ma poi decidono le stesse cose. Solo Montezemolo riesce a distinguerli dall’odore del dopobarba.

L’ultima trasformazione di Monti Bis è sul Natale. Prima ha detto che gli italiani potranno tornare a spendere. Poi si è messo le mutande di cuoio e insieme alla sezione Maya dell’Istat ha annunciato che sarà un Natale miserabile. Già sono state pubblicate le statistiche, le nere previsioni, le vendite in calo, i torroni invenduti. Negozianti e clienti si guardano con odio. Non possediamo più l’arte di arrangiarci, l’abbiamo sostituita con l’arte di lamentarci. Cerchiamo di capire come sarà questo Natale di crisi.
dipinto di Giorgione
L’albero di Natale. Ci sarà una tassa sugli ornamenti. Quindi addio agli alberi di Natale carichi di palle colorate e festoni argentei. Non possiamo neanche tornare ai vecchi alberi decorati con dolciumi e candeline, i dolciumi saranno il necessario pasto, le candeline serviranno se ci tagliano la bolletta. E se non siamo capaci di fregare un abete da un bosco, anche l’albero è un lusso. Si dovrà fare il ficus di Natale, o il cactus di Natale, o il nonno di Natale avvolgendolo di luci intermittenti quando si addormenta.
Qualcuno potrebbe riciclare quei terribili pupazzi – abete che roteano gli occhi e cantano White Christmas con la voce della Cancellieri. Ma risulta che l’ottanta per cento di queste orrende creature sia stata eliminata a bastonate, oppure sbranata dai cani. In quando alla letterina a Babbo Natale, i bambini stiano attenti a chiedere troppo: copia delle letterine dovrà essere consegnata a Equitalia che vedrà se c’è coerenza tra le richieste del pargolo e il reddito familiare. Una frase come “vorrei un costume da Zorro” potrebbe anche provocare un incursione con lancio di lacrimogeni.

Babbo Natale. Se qualcuno cammina sui tetti con la barba lunga non illudetevi: non è Santa Claus, è un pensionato che dà la caccia ai gatti per cucinarli. In quanto ai giocattoli, ne arrivano milioni dalla Cina, e la Finanza li sequestra perché sono tossici e pericolosi. Non conosciamo analoghi interventi su merendine americane, bibite semi alcoliche per dodicenni e applicazioni per telefonino.

Il presepe. Tutto sarà regolamentato. Il Vaticano non vuol pagare tasse sugli alberghi di lusso. Però la capanna non è un cinque stelle, ma ha una stella sola, anche se cometa. Equitalia ha chiesto tempo per decidere quale tassa applicare. Grandi cambiamenti nell’arredamento. Il Papa ha detto che il bue e l’asinello quella notte non c’erano. Non si sa chi glie l’ha detto, se lo Spirito Santo o un Corvo. Senza bue e asinello la capanna non sarà riscaldata, ma è meglio che il bambinello nasca al freddo, così quando arriverà a scuola sarà abituato. In ogni presepe sono concesse cinque statuine, e cinque pecorelle. Un numero maggiore di presenze, specialmente con musica celestiale, verrà considerato rave party e quindi proibito. I re magi, in tempo di crisi, porteranno come doni un dattero in tre.

Regali. Anzitutto riduciamo il materiale scolastico, perché tagliare i fondi alla scuola è da sempre la priorità di ogni governo. Addio confezioni di ventiquattro matite colorate. Addio astucci rigonfi, gomme morbide e temperini sfavillanti. Dovrà bastare una sola biro. E dovrete comprarla perché quest’anno le banche non regaleranno strenne né penne. Anzi, quando entrate in una filiale, attenti a lasciare la borsa negli armadietti. Il regalo scolastico più utile è certamente il quaderno di carta igienica riciclabile, perché il governo italiano non può dissanguarsi per le manie di pulizia degli scolari. Quindi prima scrivete il tema, poi usate la carta del tema per i vostri bisogni. È sconsigliato invertire le due operazioni.

Abbigliamento. Tagli del cinquanta per cento. Comprate solo la metà inferiore dei pantaloni, quella che sporge dal cappotto, come nei film di Totò. Il costoso chinchilla non è più di moda, torna molto chic la nutria, abbiamo visto le sorelle Fendi a caccia nel Tevere. Gli stilisti useranno modelle di un metro e quaranta.

Libri. Tutti ripetono che costano troppo. Quindi per risparmiare comprate un tablet da settecento euro con cui potrete scaricare tutti i volumi che volete. Poi giocateci ai videogame, guardate le puntate televisive registrate, chattate da treno a treno, twittate, usatelo come vibratore per i piedi e finalmente leggete dieci righe di libro, ma soprattutto usate le applicazioni, scoprite quante volte Tolstoj usa la parola “sebbene” e leggete il testo del Pulcino Pio in urdu. Naturalmente il tablet andrò cambiato ogni anno, non potete farvi vedere in giro con un modello vecchio. Sarà un bel risparmio.

Il cibo. Nel tempo in cui un’ora su due in televisione è dedicata alla cucina, e presto verrà servita l’amatriciana nei dibattiti, forse solo il cibo non subirà flessioni di vendita. Però, per risparmiare, ecco alcune ricette povere.

lunedì 26 dicembre 2011

Una fiaba di Natale per il terzo millennio




Natale è appena passato, ma il senso di gioia o di oppressione, di spiritualità o di decadenza, aleggia ancora nelle case di milioni di italiani. Vi proponiamo quindi una fiaba che inizia così: "C'era una volta il Natale"... E adesso?


Sono nato negli anni Cinquanta. Non molto tempo fa, tutto sommato, ma mi sembra un'era geologica dal punto di vista dell'umanità che abita il pianeta.


Riflettendo sul “Natale oggi”, mi sono affiorate alle mente immagini di parecchi Natali fa, quando ero un bimbo e alcuni miei amici indossavano pantaloni corti anche quel giorno.


Dopo un'attesa estenuante e carica di aspettative, era finalmente arrivata la mattina di Natale in cui alcuni giochi, dolciumi e frutta facevano il loro figurone sul tavolo della sala da pranzo.


Giochi attesi per mesi, scelti “dal vero” con estrema gioia e non svogliatamente su di un catalogo o un sito Internet come accade oggi.


Sì, perché la fiaba ci narra che il confronto tra i due mondi, del passato e del presente, è veramente appassionante e commovente. E suscita tantissime considerazioni.


A quel tempo avevo tantissimi amici. Vivevo in un quartiere di case popolari e ogni famiglia aveva almeno tre o quattro figli. A volte anche sei o otto. Partite di calcio, palla prigioniera e ruba bandiera erano all'ordine del giorno. Gli amici si andavano a "chiamare" a casa. E a volte ci si fermava lì ad aspettare che finissero di mangiare o di fare i compiti, partecipando a un pezzo della loro vita familiare prima di precipitarsi fuori a giocare.


Per strada non c'erano pericoli. Si poteva circolare liberamente da soli (a scuola, a comprare il pane, a trovare un amico). Le auto nel quartiere andavano a passo d'uomo per evitare la palla (si giocava in mezzo alla via e sui marciapiedi!) e non ti prendevano di mira come birilli da bowling. E la tv iniziava nel tardo pomeriggio. Se proprio non sapevi cosa fare.


I nostri genitori ci vedevano tornare la sera senza averci mai dovuto chiamare al cellulare che del resto... non esisteva. Potevano contare sul nostro senso di responsabilità e su quello dei ragazzi più grandi. E un adulto che ti dava una mano l'avresti sempre trovato. Non una mano sul sedere...


E poi arrivava Natale. Il mattino presto mio padre ed io ci vestivamo a festa. Si andava infatti di casa in casa ad augurare il buon Natale ai vicini, ai parenti e agli amici. Si stava da ognuno di loro una quindicina di minuti, a volte di più, ed essi ti offrivano da bere, dolciumi o anche una mancia o un regalino. Questa pratica di augurio era molto diffusa tra la gente e parecchi la ripetevano anche il primo dell'anno.


La città era addobbata a festa. La pubblicità era in crescita già allora. Ma lo sfarzo non era ancora vertiginoso e sprecone. Le strade e le case, alla mattina di Natale, erano silenziose, spesso innevate. Mi ricordo un senso di pace diffuso, di sacralità. Eppure i miei erano comunisti da più generazioni e non era certo il senso bigotto del sacro quello di cui ero indottrinato. Ma ricordo quest'aria di religiosità, anche nelle persone, nelle parole, nei discorsi.

domenica 25 dicembre 2011

Mattina di Natale





"..... Il Natale è uno dei miei ricordi migliori. Seduta nella cattedrale con le note dell'organo che penetrano in tutti gli angoli del grande edificio. Al ritorno percorrevamo tutte intirizzite la Munkegaten, che allora era ancora acciottolata. C'erano altre famiglie al nostro fianco animate dalla stessa felicità che provavamo noi.


Poi a casa. E l'odore del maiale arrosto e dei crauti. L'attesa nella stanza buia - dove mia sorella e io sedevamo per terra trepidanti perché sapevamo che nel salotto stavano dando gli ultimi tocchi all'albero per la festa. Il fruscio della carta e passi rapidi che annunciavano chissà quali segreti.


E quando, finalmente, la porta si apriva e noi, le bambine, vedevamo l'albero di Natale per la prima volta, in mezzo alla stanza, tutto luccicante di candeline quasi svenivamo dalla gioia.


La mamma sedeva al piano: Lei che era molto più giovane di quanto non capissi. Piena di desideri che soltanto oggi riconosco, quando è troppo tardi per poterli condividere.


Favole raccontate sulla sponda del letto. Cioccolata calda, pane e burro con le banane e la gelatina di mele. Una donna seduta, china su un libro, la testa di corti capelli castani voltata un poco dall'altra parte. Ogni tanto la alza e mi sorride.


Quella era felicità."


(Liv Ullman)


Alla figlia - Linn - Liv Ullman dedicò un suo libro : "Cambiare " edito in Italia da Arnoldo Mondadori S.p.A.  anno 1977.




Immagini dal web

mercoledì 21 dicembre 2011

E' quasi Natale



Auguri a tutti coloro che mi seguono e che capitano qui

Felice Natale!

martedì 20 dicembre 2011

La Stella di Betlemme



stella-di-Betlemme.jpg



C'era l'inverno
Soffiava il vento dalla steppa.
E freddo aveva il neonato nella tana
sul pendio del colle.
L'alito del bue lo riscaldava.


Animali domestici stavano nella grotta.
sulla culla vagava un tiepido vapore.
dalle rupi guardavano
assonnati i pastori gli spazi della mezzanotte.
Lontano era il campo della neve e il cimitero,
i recinti, le pietre tombali,
le stanghe di carri confitte nella neve,
e il cielo sul camposanto, pieno di stelle.


E li accanto, sconosciuta prima di allora,
più modesta di un lucignolo
nella finestrella del capanno,
tremava una stella sulla strada di Betlemme.

                          Boris Pasternak

martedì 13 dicembre 2011

Natale, depressione e solitudine


Leggo qui su MedicinaLive alcune frasi che si allineano con alcuni post che leggo in blog altrui e con la realtà di persone che conosco non solo virtualmente.


"Natale non è sempre sinonimo di felicità. Per alcune persone le festività natalizie rischiano di essere un veicolo inarrestabile di malinconia e soprattutto depressione.


Scrive il dott. Erik Nelson dell’Università della California a Clifton, ricercatore, professore di psichiatria e neuroscienze comportamentali, specializzato nei disturbi dell’umore e depressione presso il dipartimento di Salute Psichiatrica:


"Questo è il periodo dell’anno in cui le giornate sono brevi e l’assenza di luce nel tardo pomeriggio può davvero influenzare alcune persone che provano un abbassamento acuto del loro stato d’animo Inoltre, le festività possono svolgere un ruolo nella depressione. Alcune persone potrebbero avere ricordi dolorosi legati alla perdita di persone care o di un’infanzia triste."
(...)
"Ci sono moltissimi fattori che possono influenzare l’umore di una persona in questo periodo dell’anno, ed è utile per valutare la causa che potrebbe determinare il miglior corso di trattamento come la luce terapeutica, i farmaci, la psicoterapia o le terapie comportamentali che possono essere condotti."


C'è poi anche il discorso sul sentirsi soli


"Non è il numero di persone che conosciamo o che fisicamente ci circondano, anche in un ufficio o in uno stabilimento, a determinare il senso di solitudine. Anzi, proprio per questo, chi ne soffre a volte subisce un acutizzarsi dei sintomi nei periodi delle feste comandante, quando tutti gli altri sem­brano riunirsi, divertirsi in compagnia. mentre io resto solo.


'Nessun essere umano è un’iso­la', dice per esempio il profes­sor Nicholas Christakis, che in­segna “sociologia medica”  a Harvard. 


"Così anche un’emo­zione personale, privata, come il senso di solitudine, può avere un’esistenza collettiva e influenzare altre persone".


 Senza arrivare alla patologia della depressione clinica, della quale la solitudine cronica è comunque cugina, e può es­serne la porta, anche il sentirsi soli ha naturalmente effetti fisici, in particolare sulle femmine della nostra specie che più dei maschi tendono a vedere il mondo come una ragna­tela di relazioni interpersonali e a contagiare più facilmente altre femmine con le quali entrano in contatto, se ne soffrono.


C’è chi nega e contesta le conclusioni di questo lavoro pub­blicato dalla rivista americana di psicologia, perché non esiste ricerca al mondo che non abbia detrattori e scettici: ma l’idea che il proprio comportamento, i propri umori e le pro­prie emozioni possano contagiare altri essere umani, in ne­gativo o in positivo, è scritta da sempre nella cultura popo­lare, anche senza attendere i fondi pubblici per la ricerca e le sussiegose università.


 "Ridi e il mondo riderà con te", avverte un proverbio. "Piangi e piangerai da solo". 

mercoledì 22 dicembre 2010

Bambino


Felice giorno di Natale, quando i piccoli con le
gambine che si agitano per l'impazienza, e gli occhi accesi, spiano
davanti alle porte chiuse, dietro alle quali si preparano luminose e
fragranti meraviglie, e stanno a guardare coi visi intenti la mamma
che cuoce il pesce per la cena!
 

Con vecchie canzoni sulle
fresche labbra, trotterellano verso la nonna,
che sogna nell'alta poltrona
davanti al fuoco, per baciarle le mani piene di rughe. Poi arriva anche il
babbo.


Racconta di Gesù Bambino:
che gli è venuto incontro con i
capelli che sembrano d'oro e le mani piene di meravigliose cose
variopinte.
 

Fuori urla la bufera, una slitta si ode tintinnare lontano e
tutto ciò cosi pieno di mistero e cosi grande e cosi giocondo che
non lo si può mai dimenticare.


(Rainer Maria Rilke)


lunedì 20 dicembre 2010

21 dicembre, solstizio d'inverno

Domani, 21 dicembre, oltre a segnare  il solstizio d'inverno, avrà luogo anche un'eclissi totale di Luna, che si muoverà nell'ombra della Terra alle 6.32 del mattino, concludendosi intorno alle 10:00.

Tutte le feste popolari che celebriamo in questo periodo dell'anno, avevano le loro radici più di quattro mila anni fa in Egitto.

Tutto è iniziato come un grande evento di festa per celebrare la rinascita del dio sole, Horus.

Questo fu l'inizio del nuovo anno solare, che in seguito divenne noto come il solstizio d'inverno o Yule.

Solstizio d'inverno è il giorno dell'anno in cui il sole raggiunge il punto più basso nel cielo e la luce del giorno è più breve.



Per gli Egiziani ed altri antichi popoli  si festeggiavano unicamente il sole e il fuoco per luce e calore.

Con il Solstizio d'Inverno  i giorni  iniziano ad allungarsi e la terra duventa più calda. Il ritorno del sole è stata celebrata con fuochi, festa e gioia...



Questo periodo di festa in seguito divenne noto come i dodici giorni di Natale o la stagione di Yule.

L'Egitto era molto centrale per la civiltà in questo tempo e questo rituale in onore del sole si diffuse rapidamente nelle terre circostanti della Mesopotamia, Babilonia, Persia, Grecia e l'impero romano.

Presso i Romani fu notevolmente ampliata per includere i festeggiamenti in onore alcune altre divinità, in particolare Saturno.

Il loro dio Saturno veniva celebrato per essere la fonte di conoscenza per l'agricoltura e la vita pacifica.
La festa antica dei romani divenne noto come Saturnalia.



Quando il cristianesimo sorse in questa zona vi fu molta fatica a convertire la gente a questa nuova religione. Nel tentativo di rendere la transizione al cristianesimo più facile e più accettabile, nel quarto secolo la data per il Natale fu fissato il 25 dicembre, al centro della celebrazione tradizionale festa.

domenica 19 dicembre 2010

Mo' vene Natale (anno 1956)

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.


Mamma, mamma e damme 'na mano
aroppedimane fernisce a semmana
e nun saccio che fa'
e nun saccio che fa'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.


E vatte 'a cucca'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.


E vatte 'a cucca'.

Mamma, mamma 'e damme 'na mano
aroppedimane fernisce a semmana
e nun saccio che fa'
e nun saccio che fa'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.


E vatte 'a cucca'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.


E vatte 'a cucca'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.


E vatte 'a cucca'.

Mamma, mamma 'e damme 'na mano
aroppedimane fernisce a semmana
e nun saccio che fa'
e nun saccio che fa'.

Mo' vene Natale
nun tengo denare
me leggio 'o giurnale
e me vado 'a cucca'.


E vatte 'a cucca'.
E me vado 'a cucca'.
E vatte 'a cucca'.
E me vado 'a cucca'.


(Testo di Renato Carosone - 1956 - da un' antica filastrocca napoletana) - Proprietà riservata all'autore. 

La  immagine è tratta dal film "Giorni e nuvole"

giovedì 24 dicembre 2009

Buone Feste a tutti noi



A tutti voi, con cui ho condiviso quasi un anno di blog, auguro un Sereno Natale.




E che il prossimo anno, ormai così vicino, sia un anno diverso sotto tanti aspetti, diverso e decisamente migliore.
Un abbraccio a tutti, con grande affetto.



mercoledì 24 dicembre 2008

La vita che desideri



E se non puoi la vita che desideri, cerca almeno questo,
per quanto sta in te non sciuparla nel troppo commercio con la gente,
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro in balìa
del quotidiano gioco balordo degli incontri e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea.

Costantinos Kavafis

Buon Natale a tutti!

lunedì 22 dicembre 2008

Un risveglio ... poetico


....
Ognuno è sorto dal suo giaciglio,
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua sulla siepe:
sembra la terra prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa:
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,
che non ancora si accende il fuoco:
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!

(Giovanni Pascoli)

venerdì 19 dicembre 2008

Rituali di Buon Augurio del periodo delle feste


Un peu de divertissement ......
Questi sono "suggerimenti" scovati in rete e su "Specchio magico" di Devon Scott :


L'Acchiappasole
Occorrono molta pazienza e un po' di abilità manuale. Procuratevi del filo di seta giallo oro, molto robusto, e infilatevi cristalli e perline di tutti i colori, creando una specie di reticolo, che appenderete poi ad una finestra della vostra casa, nella stanza che più vi piace, il giorno del Solstizio d’Inverno. Attirerà fortuna per tutto l'anno.

Il Filo argentato
Ricordatevi di appenderne almeno uno nella vostra casa o sull'albero di Natale. Secondo la leggenda, quando Maria e Giuseppe furono costretti a fuggire dal re Erode verso l'Egitto, si rifugiarono per riposare in una grotta. Subito comparve un ragno, che si mise a tessere a grande velocità una complicatissima tela a chiudere l'ingresso. Poco dopo arrivarono i soldati, lanciati sulle orme dei fuggitivi; videro l'ingresso della grotta, tutto coperto di ragnatele, ma non guardarono dentro, pensando che eventuali persone rifugiate nella grotta avrebbero certo rotto la ragnatela per entrare. Fu così che un ragno salvò Gesù ed un filo argentato commemora l'atto d'amore.

La Stella di Natale
Compratene una per voi e regalatene ai vostri cari. In Messico di chiama flor de la noche buena; la leggenda racconta che un bambino, troppo povero per portare un dono davanti a Gesù Bambino nel Presepe, si mise a piangere disperatamente: tutti portavano qualcosa tranne lui. Dalle sue lacrime nacquero questi meravigliosi fiori, che egli portò in chiesa davanti alla greppia. Non costano molto e ci ricordano che a Natale valgono più i regali fatti per amore che non le cose preziose.

La candela di Natale
La sera della vigilia di Natale, prima di andare a dormire, lasciate sul tavolo della cucina un bicchiere di latte, un dolce e una candela accesa: aiuteranno Babbo Natale a trovare la vostra casa e lo spuntino lo rifocillerà nella notte per lui più faticosa di tutto l'anno.

Il vecchio Calendario
La sera del 31 togliete tutti i vecchi calendari che avete in casa. Bruciateli tutti la mattina di Capodanno, dopo averli avvolti in lana rossa, dicendo:
"Anno vecchio brucia qua e la sfortuna se ne va".

Purificazione della casa
Per ripulire la vostra casa dalle negatività dell'anno che sta finendo, procuratevi un ramo o un pezzetto di legno di abete, 12 chiodi di garofano, 12 bacche di ginepro, una candela bianca e una nera.
Prima della mezzanotte del 31 dicembre stendete un telo per terra vicino alla vostra porta d'ingresso, poi accendete la candela nera, quella bianca e il legno d'abete con i chiodi di garofano e le bacche di ginepro (che avrete preparato già a pezzetti in un incensiere con relativo carboncino d'accensione). Lasciate consumare fino alla fine.

Addio alla negatività
Per allontanare la negatività accumulata durante l’anno, prendete una pietra della grandezza di un pugno. In una delle sere tra Natale e il 31 dicembre mettetevi in un posto tranquillo, dove sapete che non verrete disturbati. Accendete una candela nera e concentratevi sulla pietra. Ripercorrete l’anno che sta per finire e pensate a tutte le cose cattive che vi sono successe, immaginando che finiscano tutte dentro la pietra. Se vi può essere utile, scrivete tutte le cose negative sopra un foglio di carta. Lasciate consumare la candela. Poi prendete la pietra (avvolta dal foglio di carta se ne avete usato uno) e seppellitela in un prato lontano da casa vostra, oppure gettatela in acqua corrente con i resti della candela.


I tortini dell'amore
Pare che l'origine di questi tortini sia araba e che siano stati portati in Occidente dai Crociati. Sono citati in alcuni Grimori rinascimentali come cibo per l'amore, ma nel 1200 venivano fatti a forma di greppia e se ne mangiava uno ogni sera per ognuna delle dodici notti delle feste natalizie. Allora veniva usata carne di manzo mescolata a miele e spezie. Ve ne do una versione più moderna (del 1700), con ingredienti che in parte rispettano gli originali, in parte potranno lasciarvi perplessi per le insolite mescolanze.
Mescolate due etti di salsiccia (o di carne di manzo tritata) ben cotta con un pizzico di zenzero, due etti di cedro e arancia canditi, un uovo intero, una tazza da the di latte, due tazze di farina bianca, mezza tazza di zucchero bruno di canna, mezza tazza di caffè molto concentrato e cinquanta grammi di cioccolato fondente.
Formate circa 15 ciambelline, che cuocerete sulla placca del forno fino a quando saranno ben dorate. Mangiatene qualcuna, insieme al vostro partner, durante la cena del 31 dicembre: il vostro amore reciproco sarà ardente e fedele per tutto l'anno.

L'incantesimo della seduzione
Se siete stanchi di essere soli, eccovi un infallibile richiamo amoroso.
Prendete un foglio di carta del vostro colore preferito e al centro mettete il vostro nome e cognome, subito sotto la vostra data di nascita. Se invece volete attirare qualcuno che conoscete già, ma vi ignora, scrivete sotto il vostro nome e cognome anche il nome e cognome della persona amata, sotto ancora la sua data di nascita e di seguito, sulla stessa riga, la vostra.
Tutto intorno, a contenete le scritte, disegnate il classico cuore.
Poi riscrivete sulle righe le stesse cose per altre tre volte: alla fine non si capiranno più le parole, che saranno dei ghirigori. a questo punto piegate il foglio fino a dove è possibile, poi bruciate alla fiamma di una candela rossa il blocchettino di carta, facendo attenzione a non bruciarvi anche le dita. Mentre brucia dite per nove volte:
"Viva è la fiamma, ardente il fuoco, rosso è il colore del desiderio". Spegnete la candela con due dita bagnate e ripetete il rito per nove giorni di seguito, sempre alla stessa ora, iniziando dal 21 dicembre.

lunedì 15 dicembre 2008

fiabe e fiocchi di neve


Si dice che, quando dal cielo scende un leggero nevischio, quando le festività natalizie accendono la città di lucine colorate e quando si appendono ai camini le calzette a righe, sia molto più divertente leggere e ascoltare le fiabe.

In realtà ci sono libri che raccontano storie così ricche di calore che si potrebbero cominciare a Natale e continuare fino a quello successivo, ed anche oltre ...

La fame di storie è connaturata all'uomo.

Tutti avvertiamo questo bisogno, ma ci sono tanti modi per soddisfarlo, oltre alla narrativa.

Ci sono il cinema, il teatro, i pettegolezzi della vicina, le conversazioni familiari in cui uno racconta qualcosa a qualcun altro, ecc...

sabato 13 dicembre 2008

Un abete quasi vero


La mamma aveva molti ricordi della sua infanzia. Era stata un'infanzia molto povera.
La vigilia di Natale - racconta la mamma - aspettavamo che in piazza finisse la vendita degli abeti.

Prima che arrivassero gli spazzini a ripulire tutto, i miei fratelli ed io raccoglievamo i rami di abete gettati via dai venditori.

Poi correvamo a casa e con del filo di ferro, stringendo e legando i rami, mettevamo insieme un all'albero quasi vero.
Gli ornamenti per l'albero erano già pronti.
Li avevano preparati nelle sere precedenti la mamma e i suoi fratelli.
Con il cartone colorato avevano ritagliato stelle, campane e angeli; con le cartine luccicanti di stagnola avevano costruito porta-candele e festoni.
E la sera della vigilia addobbavano l' abete appendendo anche mandarini, caramelle e torroncini.
Era un albero meraviglioso! - dice la mamma.

Racconto di N. Vicini

Un Natale in Norvegia


Liv Ullmann nasce a Tokyo nel 1939 da genitori norvegesi. Ha ricevuto la propria formazione d’arte drammatica a Londra, grazie alla madre che acconsentì ad assecondare la vocazione della figlia.

La sua prima apparizione sul palcoscenico fu al Rogaland theatre di Stavanger in Norvegia, quando interpretò “Il diario di Anna Frank”, nel ruolo di protagonista.

Il suo debutto cinematografico risale al 1959, in “The wayward girl” di Edith Carlmar, al quale seguirono altre apparizioni in film svedesi e norvegesi.

Ma a segnare l’inizio di una folgorante carriera fu il suo incontro con Ingmar Bergman nel 1966, anno in cui, insieme a Bibi Anderson, interpretò uno dei capolavori del regista svedese, ovvero “Persona”. In quell’occasione non nacque solo una collaborazione artistica ma una relazione dalla quale nacque una figlia.

Alla figlia - Linn - Liv Ullman dedicò un suo libro : "Cambiare " edito in Italia da Arnoldo Mondadori S.p.A. anno 1977.

..... Il Natale è uno dei miei ricordi migliori. Seduta nella cattedrale con le note dell'organo che penetrano in tutti gli angoli del grande edificio. Al ritorno percorrevamo tutte intirizzite la Munkegaten, che allora era ancora acciottolata. C'erano altre famiglie al nostro fianco animate dalla stessa felicità che provavamo noi.

Poi a casa. E l'odore del maiale arrosto e dei crauti. L'attesa nella stanza buia - dove mia sorella e io sedevamo per terra trepidanti perché sapevamo che nel salotto stavano dando gli ultimi tocchi all'albero per la festa. Il fruscio della carta e passi rapidi che annunciavano chissà quali segreti.

E quando, finalmente, la porta si apriva e noi, le bambine, vedevamo l'albero di Natale per la prima volta, in mezzo alla stanza, tutto luccicante di candeline quasi svenivamo dalla gioia.

La mamma sedeva al piano: Lei che era molto più giovane di quanto non capissi. Piena di desideri che soltanto oggi riconosco, quando è troppo tardi per poterli condividere.

Favole raccontate sulla sponda del letto. Cioccolata calda, pane e burro con le banane e la gelatina di mele. Una donna seduta, china su un libro, la testa di corti capelli castani voltata un poco dall'altra parte. Ogni tanto la alza e mi sorride.

Quella era felicità.

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