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domenica 19 giugno 2011

Canto d'amore


Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.

Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?


Rainer Maria Rilke.
“I sonetti a Orfeo”
Milano – Garzanti 2000

mercoledì 22 dicembre 2010

Bambino


Felice giorno di Natale, quando i piccoli con le
gambine che si agitano per l'impazienza, e gli occhi accesi, spiano
davanti alle porte chiuse, dietro alle quali si preparano luminose e
fragranti meraviglie, e stanno a guardare coi visi intenti la mamma
che cuoce il pesce per la cena!
 

Con vecchie canzoni sulle
fresche labbra, trotterellano verso la nonna,
che sogna nell'alta poltrona
davanti al fuoco, per baciarle le mani piene di rughe. Poi arriva anche il
babbo.


Racconta di Gesù Bambino:
che gli è venuto incontro con i
capelli che sembrano d'oro e le mani piene di meravigliose cose
variopinte.
 

Fuori urla la bufera, una slitta si ode tintinnare lontano e
tutto ciò cosi pieno di mistero e cosi grande e cosi giocondo che
non lo si può mai dimenticare.


(Rainer Maria Rilke)


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