E' un blog che nasce dal desiderio di descrivere la Natura nei suoi aspetti stagionali, anche con riferimento ai miti. Si è allargato poi a riflessioni sulla società e sull'individuo, passati e attuali. Non mancano poesie d\'autore e qualche pagina tratta da libri
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venerdì 4 luglio 2014
domenica 23 dicembre 2012
John Lennon - Happy Christmas War Is Over
Nell'attesa, questa bella canzone di John Lennon, sperando che sia gradita
Per motivi di tempo, per qualche giorno userò la moderazione dei commenti.
Ancora un abbraccio e un grande augurio di Pace e Amore almeno per questo Natale.
Natale è simbolo di Rinascita.
Dopo le tenebre, arriva gradualmente la Luce.
venerdì 23 novembre 2012
Associazioni in un pomeriggio di novembre
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| Ferrara |
- Ma sì, ma sì - esclamò - e nel senso che anch'io, come lei non disponevo di quel gusto istintivo delle cose che caratterizza la gente normale. Lo intuiva benissimo: per me, non meno che per lei, più del possesso delle cose contava la memoria di esse, la memoria di fronte alla quale ogni possesso, in sé, non può apparire che delusivo, banale, insufficiente.
Come mi capiva! La mia ansia che il presente diventasse subito passato, perché potessi amarlo e vagheggiarlo a mio agio, era anche sua, tale e quale.
Era il nostro vizio, questo: d'andare avanti con la testa voltata all'indietro. Non era così?
Era così - non potei fare a meno di riconoscere dentro me stesso -, era proprio così.
L'avevo abbracciata soltanto un'ora prima. E già, come sempre, tutto era tornato a essere irreale, favoloso: un evento da non crederci, o da averne paura.
Da Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani - Einaudi 1962 - pag. 224
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giovedì 22 novembre 2012
Passione e amori paralleli
Leggo un articolo di Fiammetta Scharf su WellMe, datato 19 novembre 2012.
Credo che contenga alcuni punti di riflessione giusti.
E così lo ripropongo qui.
Avere due relazioni, una ufficiale e una nascosta, due lavori, uno ufficiale e un hobby importante, migliaia di amici tra cui dividersi. Andare ad un concerto, poi ad un reading e infine a un aperitivo, tutto nella stessa serata.
Fare mille sport, frequentare gli ambienti più disparati e vari, avere perennemente qualcosa da fare. Essere con una persona e pensare a qualcun altro, fantasticare sull'uomo ideale - diverso da quello con cui stiamo -, sognare l'amore segreto durante il sesso.
Sono tutti modi, di variabile grado morale, di rifuggire da un impegno che viene vissuto come totalizzante. La pratica della fuga parziale - o dell'impegno dalla percentuale mutevole (50%?, 60%?, 72,5%? 81,3%?) è diffusa in molti campi, ma trova la sua espressione più cospicua nelle relazioni.
E' il modo frammentario e discontinuo di stare al mondo, che esige la dispersione e che obbliga alla fretta.
E' come se si volesse tenere costantemente aperto un percorso alternativo, un piano di riserva, che ci permetta di evitare una scelta radicale e completa.
Coloro che vivono in questo modo raccontano, prima di tutto a se stessi, di non essere convinti pienamente di ciò che stanno facendo ma di non potere, perché impossibilitati da misteriose forze interne quali il senso di colpa o la terribile bugia del non voler ferire gli altri, abbandonare una persona/storia/lavoro. Anche quando la non convincente relazione va avanti da dieci anni o quando la loro passione artistica, che tanto non potrà mai essere il sostentamento, sta iniziando a dare i propri frutti.
Vivere sempre a metà, avendo a disposizione una "seconda scelta", è dannoso per noi stessi e per gli altri. Ci impedisce di fare esperienze forti, perché mantenere una seconda storia, quella di riserva, ci preserva dal confronto con le conseguenze delle nostre azioni.
Si intraprende una relazione nuova ma si impongono mille distanze, evitando di entrare realmente nel rapporto e trattenendo sentimenti e dimostrazioni di affetto. Oppure, si coltiva un'altra relazione parallela, con un amante reale o anche solo immaginario. La parzialità è il modo migliore per far naufragare una relazione. Vuol dire impoverire ogni giorno il rapporto, togliendo il nutrimento che solo un'attenzione esclusiva può dare.
Spesso, coloro che sono coinvolti in amori paralleli riferiscono di non poter fare una scelta, perché rinunciare a una delle due situazioni li priverebbe di qualcosa di importante. Ma coltivare due relazioni è già una scelta precisa ed è una dimostrazione della mancanza di amore, per se stessi e per gli altri.
Vuol dire decidere deliberatamente di non dare fiducia e una possibilità concreta a nessuno dei due partner, così da proteggersi da eventuali ferite. Molte volte, infatti, a spingere al duplice rapporto è la paura di restare da soli o di soffrire per amore.
Ma anche stare in un'unica relazione, vivendola in modo da non farsi coinvolgere mai completamente, è quanto di più umiliante e mortifero si possa propinare ad un altro essere umano. La persona che dovrebbe amarci ci toglie ogni giorno sicurezza e fiducia, con i suoi dubbi e i rifiuti che ogni cuore innamorato percepisce con chiarezza. La continua sottrazione porta al logoramento e alla rottura, che magari avviene dopo anni sprecati ad inseguire ciò che non c'è mai stato.
Proteggersi dalle ferite dell'abbandono sembra la soluzione migliore, specialmente per le anime sensibili. Così, si finisce per allontanarsi dai propri sentimenti, in modo da non rischiare più quel dolore così intenso e difficile da sopportare. Si chiude il proprio cuore, si vive a metà o in modo tiepido, si rifugge dalla passione che arriva a scaldarci la vita e a sconvolgerci il quotidiano.
In questo modo, però, ci si lascia guidare dalla paura e si finisce per evitare di vivere l'unica esperienza in grado di scaldarci il cuore: l'amore. Che quando è vissuto con pienezza e senza timori può dar vita alle più grandi opere, può salvare esistenze in bilico e far ritornare alla luce ciò che era sepolto e privo di gioia.
Fonte: WellMe.it
Immagine dalla rete
lunedì 29 ottobre 2012
Ultimo lunedì di questo ottobre
Per cambiare un po', almeno per oggi, decido di citare, al posto dei tanti aforismi, ormai rituali, un brano del Dalai Lama
"Di norma, la compassione e l'amore danno vita a un sentimento molto intimo, che è però essenzialmente attaccamento.
Finché l'altra persona ti appare bella e buona, l'amore perdura, ma non appena ti appare meno bella o meno buona, esso si trasforma completamente.
Anche se il tuo caro amico è sempre la stessa persona, ti sembra piuttosto un nemico e, invece dell'amore, provi ora ostilità.
Con il vero amore e la vera compassione, l'aspetto o il comportamento di un'altra persona non hanno conseguenze sul tuo atteggiamento.
La compassione reale deriva dal vedere le sofferenze di un altro: avverti un senso di responsabilità e vuoi fare qualcosa per lui."
Da: La via della tranquillità - 1998 - Dalai Lama - ed. Rizzoli (2000)
Immagine dal web
giovedì 18 ottobre 2012
Tienimi per mano
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l'oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle...
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto...
Tienimi per mano... portami dove il tempo non esiste...
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano... nei giorni in cui mi sento disorientata...
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate...
Tienimi la mano, e stringila forte prima che l'insolente fato possa portarmi via da te...
Tienimi per mano e non lasciarmi andare... mai...
Hermann Hesse
mercoledì 5 settembre 2012
As Time Goes By
Voglio riportare qui, qualche parola di un articolo di Eugenio Scalfari che ho letto il mese scorso Su La Repubblica.
Il link è riportato in fondo.
"… Il pensiero è un'immensa architettura mentale e ogni mente ha la propria perché non c'è mente che somigli ad un'altra come non c'è foglia dello stesso albero che sia identica alle foglie che le sono spuntate a fianco. Di più: la stessa foglia cambia man mano che il tempo passa.
Confesso qui che una delle canzoni che mi piace spesso riascoltare si chiama "As Time Goes By". Quel titolo traduce in note musicali una realtà, forse la sola sulla cui interpretazione c'è un accordo pressoché unanime. L'alternativa a quella realtà è l'eternità. Infatti l'abbiamo attribuita a Dio. Dio è eterno, gli dei sono eterni. Ma Odisseo, al quale prima Circe e poi Calipso offrirono l'eternità, la rifiutò. Voleva continuare il suo viaggio e l'eternità glielo avrebbe impedito perché l'eterno è sempre identico a se stesso.
Anche Eros è eterno, ma non è un Dio. È un'immensa forza primigenia che nasce nel momento in cui la luce si separa dalle tenebre. Infatti, stando alla mitologia, Eros è figlio della notte.
Non è un Dio, ma molto di più. Infonde il desiderio negli dei e negli uomini. La nostra infatti è una specie desiderante. Che cosa desidera? Desidera desiderare.
Perfino Hegel lo scrisse anche se non pensava a Eros.
Eros è il nome che la mitologia dette all'amore. E l'amore è il pilastro che sorregge la nostra esistenza, alimenta i nostri desideri, scatena il furore delle passioni e nutre la dolce tenerezza degli affetti. Si tinge - l'amore - di tutti i colori dell'iride.
Eros ama e infonde amore. Narciso è una sua creatura e anche Afrodite e anche Lucifero lo è perché quasi sempre l'amore desidera il potere e il potere esprime una tensione erotica. L'essere ha una curvatura erotica perché l'istinto di sopravvivere non è altro che amore per sé, amore per gli altri e amore per l'altro.
E dunque il senso. Che cosa è mai il senso? Mi pongo da molti anni questa domanda e alla fine sono arrivato ad una conclusione: il senso è anch'esso una forma di amore, uno specchio in cui guardarti, un'anima che ti conforti e che tu conforti, un corpo che vuoi possedere ed anche l'amore per il comando, il fascino della seduzione, la malinconia dell'abbandono. E l'addio alla vita.
Quello è l'estremo atto d'amore, quando Eros ti chiude gli occhi e ti abbandona insieme al tuo ultimo respiro.
Da: L'estremo atto d'amore
quando Eros ti abbandona di EUGENIO SCALFARI
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| Scena dal film Casablanca |
Devi ricordarti questo
Un bacio è ancora un bacio
Un sospiro è ancora (solo) un sospiro
Le cose fondamentali rimangono
As time goes by – Con il passare del tempo
E quando due amanti si corteggiano
Ancora dicono: Ti Amo
Su questo puoi fare affidamento
Non importa cosa porti il futuro
As time goes by – Con il passare del tempo
Luce della Luna e canzoni d’amore, non scadono mai
Cuori pieni di passione, gelosia e odio
La donna ha bisogno dell’uomo, e l’uomo deve avere la sua compagna
Questo nessuno può negarlo
E’ ancora la stessa vecchia storia
Una lotta per l’amore e la gloria
Una questione di “agisci o muori”
Il mondo darà sempre il benvenuto agli amanti
As time goes by – Con il passare del tempo
mercoledì 20 giugno 2012
Sragionare a causa del caldo?
Certo, può essere il caldo, comunque un'esigenza pressante mi ha portato a riaprire un libro, letto tempo fa:
"Amare Tradire" di Aldo Carotenuto e, senza scegliere, ho aperto a caso.
Così leggo:
"Una relazione autentica non esclude dal suo scenario la dimensione del dolore.
Perché in una relazione autentica i due partner non nascondono l'un l'altro il continuo mutamento della vita, l'oscillare costante, la precarietà che ci fa sentire un giorno pieni, un giorno svuotati, un giorno ostili e offesi.
Non volere tener conto della sofferenza significa anestetizzare almeno metà dell'esperienza di essere vivi, e quando a questo progetto di rimozione si lavora in due, il matrimonio si trasforma diabolicamente in una complicità nevrotica.
Il matrimonio d'anima, invece, diviene possibile solo come unione di due solitudini.
Scrive il poeta e saggista messicano Octavio Paz in Il labirinto della solitudine (1959, p. 250):
"L'amore è uno degli esempi più evidenti di quel duplice istinto che ci induce a scavare e ad affondare in noi stessi e, contemporaneamente, ad uscire da noi e realizzarci nell'altro: morte e ricreazione, solitudine e comunione."
L'uomo, sostiene Paz, è al tempo stesso nostalgia e ricerca di comunione.
Nel momento in cui egli sente se stesso, si sente anche come mancante dell'altro e, dunque, come in solitudine.
(...)"
Poi penso che da stamattina, continua a suonarmi nella testa, una vecchia canzone di Alain Barriere, Vivrò
E mi rendo conto che sono a un passo da un colpo di sole....
Ah, giusto, l'immagine è presa dal web, anche questa in maniera casuale.
"Amare Tradire" di Aldo Carotenuto e, senza scegliere, ho aperto a caso.
Così leggo:
"Una relazione autentica non esclude dal suo scenario la dimensione del dolore.
Perché in una relazione autentica i due partner non nascondono l'un l'altro il continuo mutamento della vita, l'oscillare costante, la precarietà che ci fa sentire un giorno pieni, un giorno svuotati, un giorno ostili e offesi.
Non volere tener conto della sofferenza significa anestetizzare almeno metà dell'esperienza di essere vivi, e quando a questo progetto di rimozione si lavora in due, il matrimonio si trasforma diabolicamente in una complicità nevrotica.
Il matrimonio d'anima, invece, diviene possibile solo come unione di due solitudini.
Scrive il poeta e saggista messicano Octavio Paz in Il labirinto della solitudine (1959, p. 250):
"L'amore è uno degli esempi più evidenti di quel duplice istinto che ci induce a scavare e ad affondare in noi stessi e, contemporaneamente, ad uscire da noi e realizzarci nell'altro: morte e ricreazione, solitudine e comunione."
L'uomo, sostiene Paz, è al tempo stesso nostalgia e ricerca di comunione.
Nel momento in cui egli sente se stesso, si sente anche come mancante dell'altro e, dunque, come in solitudine.
(...)"
Poi penso che da stamattina, continua a suonarmi nella testa, una vecchia canzone di Alain Barriere, Vivrò
Ormai
so che sempreeee e cosiiiiiii'.
Vorrei
che finisse
con te.
Ma pooooi
tutto continuerà.
Vivrò
anche senza di te...
Ah, giusto, l'immagine è presa dal web, anche questa in maniera casuale.
mercoledì 29 febbraio 2012
Sai cosa sarò io per te?
Sai cosa sarò io per te? Sarò sempre quel piccolissimo particolare che ogni tanto scorgerai nell’aria, nelle cose che guardi, nella loro bellezza, quel dettaglio emotivo che ti viene incontro.
L’attimo che ti innamora l’anima per l’inquadratura di un tramonto, unico, imprevisto, che torna in mente all'improvviso. Il diversivo, il tempo di un sorriso quasi inatteso che ti confonde i respiri, il dejà vu, la sponda di un sogno.
Le storie finiscono mentre quel piccolo particolare, quel quasi niente, mi farà restare con te... per sempre.
(Massimo Bisotti - Il quadro mai dipinto)
sabato 11 febbraio 2012
Ancora da Il Giardino dei Finzi Contini
Scrivo ora il post che avrei voluto mettere domani, domenica.
Poi ho pensato alla neve, alla schermata blu e decido pertanto di scriverlo ora.
Nel breve brano sotto riportato è il protagonista Giorgio che parla di Micol e del loro rapporto mancato, benché lui fosse innamorato di lei.
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| Il giardino dei Finzi Contini dal film omonimo |
"Lo intuiva benissimo: per me, non meno che per lei, più del possesso delle cose contava la memoria di esse, la memoria di fronte alla quale ogni possesso, in sé, non può apparire che delusivo, banale, insufficiente".
Giorgio Bassani, Il Giardino dei Finzi Contini - Ed.Mondatori, Milano 1991
Altri link di questo blog che riportano a Il giardino dei Finzi Contini:
http://estateincantata.blogspot.com/2009/02/il-giardino-dei-finzi-contini.html
http://estateincantata.blogspot.com/2009/02/un-padre.html
http://estateincantata.blogspot.com/2011/04/bologna-una-volta.html
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martedì 31 gennaio 2012
Influenza, amore, poesia
Non so se è il raffreddore o quel po' di febbre che mi è arrivata addosso, tanto per essere alla moda, ma ho trovata perfetta per queste giornate un po' "malconcie" questa poesia di Pedro Salinas.
La voce a te dovuta (2)
Che allegria, vivere
e sentirsi vissuto.
Arrendersi
alla grande certezza, oscuramente,
che un altro essere, fuori di me, molto lontano
mi sta vivendo.
Che quando gli specchi, le spie,
mercurio, anime brevi, confermano
che sono qui, io, immobile,
serrati gli occhi e le labbra,
chiuso all'amore
della luce, del fiore e dei nomi,
la verità transvisibile è che cammino
senza i miei passi, con altri,
là lontano, e lì
sto baciando fiori, luci, parlo.
Che esiste un altro essere con cui io guardo il mondo
perchè sta amandomi con i suoi occhi.
Che esiste un'altra voce con cui io dico cose
non sospettate dal mio gran silenzio;
ed è che anche mi ama con la sua voce.
La via - che slancio ora! -, ignoranza
degli atti miei, che lei compie,
in cui lei vive, duplice, sua e mia.
E quando lei mi parlerà
di un cielo scuro, di un paesaggio bianco,
ricorderò
stelle che non ho visto, che lei guardava,
e neve che nevicava nel suo cielo.
Con la strana delizia di ricordare
di aver toccato ciò che non toccai
se non con quelle mani
che non raggiungo con le mie, tanto distanti.
E spogliato di sé potrà il mio corpo
riposare, tranquillo, morto ormai. Morire
nell'alta certezza
che questo viver mio non era solo
il mio vivere: era il nostro. E che mi vive
un altro essere di là della non morte.
(Pedro Salinas - La voce a te dovuta, 1933 - Einaudi
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mercoledì 4 maggio 2011
Mario Quintana: Quem Ama Inventa
Non ho mai conosciuto Mario Quintana prima di qualche giorno fa e attraverso la rete/web. Anzi per l'esattezza ne ho letto su Google buzz dove ne era stata riportata una citazione da Novalis del blog Appunti Novalis
Incuriosita, ho fatto ricerche sempre attraverso internet. Le notizie che riguardano questo poeta sono poche, ma questa poesia, che riporterò ora, a me piace moltissimo.
Incuriosita, ho fatto ricerche sempre attraverso internet. Le notizie che riguardano questo poeta sono poche, ma questa poesia, che riporterò ora, a me piace moltissimo.
Forse sei giunta quando io ti sognavo.
E improvvisamente s’è accesa la fiamma!
Era la brace sopita che si svegliava…
Un nuovo volo sopra le macerie,
Nell’aria sorpresa rintoccavano campane,
Suonate da quegli angeli speciali
che hanno il dono di far resurrezioni…
Un ritmo divino? Oh! semplicemente
Il palpitare dei nostri cuori
Che battevano uniti e a festa,
O solitari, con un ritmo triste…
Oh! Mio povero, mio grande amor lontano,
Nemmeno sai tu quanto bene fa alla gente
Aver sognato… e aver vissuto il sogno!
Mario Quintana - Poesia - Liberodiscrivere® edizioni - Genova
ISBN ISBN 978–88–7388–196–4
traduzione di Pierino Bonifazio
Qui il sito della casa editrice
martedì 3 maggio 2011
Margini di Francis Brooks
I primi palpiti dell'amore sono i migliori,
quando è ancora un ospite nuovo e discreto;
il primo fugace contatto fra le dita,
la prima tenera pressione sule labbra.
Troppo spesso, nel bel mezzo del suo pieno
possesso
ha inizio un rapido regresso. Brooks Francesco, Margini; Collected Poems (Chicago: Searle & Gorton, 1896)
martedì 19 aprile 2011
La Manifestazione dell'Amore
Tomas si diceva:
Fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte.
L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormirci insieme (desiderio che si applica ad un'unica donna).
(Milan Kundera - L'Insostenibile leggerezza dell'esssere - Ed. Adelphi)
Fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte.
L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormirci insieme (desiderio che si applica ad un'unica donna).
(Milan Kundera - L'Insostenibile leggerezza dell'esssere - Ed. Adelphi)
lunedì 14 febbraio 2011
Valentine Day e i Lupercali
Prima del vescovo Valentino, a cui, chissà perché, vengono attribuite tante leggende su questo giorno, esistevano i Lupercali, una rielaborazione di una festa ancora più antica.
Due fanciulli, di nobile estrazione, venivano condotti in una grotta nel bosco di Pan.
Due fanciulli, di nobile estrazione, venivano condotti in una grotta nel bosco di Pan.
Questo era un rito piuttosto violento, per cui non ne scrivo volentieri.
Importante invece sapere che il 14 febbraio o nei giorni limitrofi, si riteneva un tempo che gli uccelli iniziassero a nidificare segnando il risveglio della natura e dunque dell’amore.
Aggiungo alcuni versi di un grande Poeta, Mario Luzi per ricordare l'amore che non appartiene comunque ad un giorno solo. L'Amore, quando esiste è ... dovunque e dura più di un giorno.
Sei tu, l’attesa non è stata vana.
Sei venuta fin qui dove la pioggia
affumica le piante e s’allontana.....
(Mario Luzi) Quaderno gotico - VIII, 9-11
mercoledì 17 novembre 2010
L'Amore
"Era dentro le case che si produceva quel che conta nella vita - il calore e la pace di un luogo dove sentirsi al sicuro, cibo per i nostri corpi, nutrimento per le nostre anime.
E' lì che abbiamo imparato a stare al mondo con dignità, con integrità; è lì che abbiamo imparato ad avere fede. A renderci possibile questa vita, facendoci da guide e da maestre, sono state le donne nere. "
E ancora:
"Tutti affermano che l'amore è importante, eppure siamo bombardati da ogni parte dall'evidenza del suo fallimento." (da Tutto sull'amore)
bell hooks, filosofa afroamericana
E' lì che abbiamo imparato a stare al mondo con dignità, con integrità; è lì che abbiamo imparato ad avere fede. A renderci possibile questa vita, facendoci da guide e da maestre, sono state le donne nere. "
E ancora:
"Tutti affermano che l'amore è importante, eppure siamo bombardati da ogni parte dall'evidenza del suo fallimento." (da Tutto sull'amore)
bell hooks, filosofa afroamericana
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lunedì 15 novembre 2010
Modi di essere ricchi
" Dovreste conoscere ciò che vuole dire povertà, forse la nostra gente ha molti beni materiali, forse ha tutto, ma credo che se guardiamo nelle nostre case, vediamo quanto è difficile trovare un sorriso e il sorriso è il principio dell'amore."
Queste parole sono attribuite a Madre Maria Teresa.
Queste parole sono attribuite a Madre Maria Teresa.
mercoledì 20 maggio 2009
Due giorni di maggio in giardino
Questa è stata la mia "postazione" ieri e oggi.
Libri, silenzio intercalato a trilli di uccelli.
Dimentico: oltre ai libri, le forbici, per tagliare i fiori appassiti o qualche rametto che punta ai miei occhi...
La notizia più bella per me è che il tiglio sta mettendo i fiori.
Quando, anni fa, non abitavo qui e non avevo tigli in giardino, ma alberi di altro tipo, certe sere mi colpiva l'odore dei tigli portato dal vento.
Il tiglio parla di amore, parla di estate, di mare, di vacanze. Infatti era uno struggimento, camminare per le strade della città con gli amici, annusando questo odore.
Se sentivo dentro di me un vuoto, una mancanza, era chiaro che la persona con cui passeggiavo non era l'Amore da me desiderato.
Una specie di test psicologico...
Fino a che il tiglio o il vento o entrambi mi hanno "indicato" la persona giusta.
Comunque, finalmente è arrivata l'estate e finalmente non indosso più maglioni, ma belle magliette colorate.
Nota disturbante: nonostante il mio eremo, mi sono arrivate ugualmente notizie di Berluskoni e le zanzare-tigre mi hanno punto quasi a sangue.
sabato 28 marzo 2009
Il mandolino del capitano Corelli
"L'amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa.
E quando accade, bisogna prendere una decisione. Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione.
Perché questo è l'amore.
Non è l'ardore, l'eccitazione, le imperiture promesse d'eterna passione, il desiderio di accoppiarsi ogni minuto del giorno.
Non è restare sveglia la notte e immaginare che lui ti baci ogni angoletto del tuo corpo.
No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità.
Questo è semplicemente essere innamorati, una cosa che sa fare qualunque sciocco.
L'amore è ciò che resta quando l' innamoramento si è bruciato, ed è sia un'arte, sia un caso fortunato.
Tua madre ed io avevamo questa fortuna, avevamo radici che si protendevano sottoterra l'una verso l'altra, e quando tutti i bei fiori caddero dai rami, scoprimmo che eravamo un albero solo, non due.
Ma, a volte, i petali cadono senza che le radici si siano intrecciate."
(Il mandolino del capitano Corelli - Louis De Bernieres)
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venerdì 20 marzo 2009
L'Equinozio e le dee dell'amore
Il mese di Marzo, come dice lo stesso nome, era dedicato a Marte e per buona parte del mese si tenevano feste in suo onore.
Il Marte dell'Equinozio non è però il dio bellicoso delle battaglie, ma piuttosto il principio maschile che deve congiungersi a Venere.
Diceva Majer nell'Arcana arcanissima
"Se congiungi questo Marte con la Venere dei Filosofi e li leghi con una catena invisibile, si concepirà una soavissima fanciulla, il cui nome è Armonia."
Armonia, nata dalla fusione dei contrari, era la protettrice della concordia e dell'ordine morale e sociale, ossia rappresentava l'equilibrio tra l'egoità e la necessità della vita sociale.
Marzo è detto il mese delle dee dell'amore, perché per proseguire il cammino, le forze maschili devono congiungersi a quelle femminili.
In Marzo e in Primavera in genere si ha proprio la stagione degli amori, sia per le piante, che per gli animali, che per l'uomo.
Per questo in molte parti del mondo, oltre che a Marte, il mese era dedicato anche a Venere o alle sue corrispondenti nelle diverse mitologie: Afrodite, Astharte, Isthar, Cibele, Iside, e ... Anna Perenna simbolo di tutte le dee dell'amore.
La festa di Anna Perenna era una delle più giocose e gioiose di tutto l'Anno, interamente dedicata all'amore, ai giochi fra amanti e fidanzati, ai corteggiamenti e alla libagione con conseguente rallentamento delle inibizioni.
Si svolgeva nel bosco di Anna Perenna e chi vi partecipava, poteva incontrare l'amore o rinsaldare fortemente quello che già aveva; inoltre si assicurava di trascorrere un anno felice e abbondante.
Dunque l'Equinozio è la grande Festa dell'Amore.
Il Marte dell'Equinozio non è però il dio bellicoso delle battaglie, ma piuttosto il principio maschile che deve congiungersi a Venere.
Diceva Majer nell'Arcana arcanissima
"Se congiungi questo Marte con la Venere dei Filosofi e li leghi con una catena invisibile, si concepirà una soavissima fanciulla, il cui nome è Armonia."
Armonia, nata dalla fusione dei contrari, era la protettrice della concordia e dell'ordine morale e sociale, ossia rappresentava l'equilibrio tra l'egoità e la necessità della vita sociale.
Marzo è detto il mese delle dee dell'amore, perché per proseguire il cammino, le forze maschili devono congiungersi a quelle femminili.
In Marzo e in Primavera in genere si ha proprio la stagione degli amori, sia per le piante, che per gli animali, che per l'uomo.
Per questo in molte parti del mondo, oltre che a Marte, il mese era dedicato anche a Venere o alle sue corrispondenti nelle diverse mitologie: Afrodite, Astharte, Isthar, Cibele, Iside, e ... Anna Perenna simbolo di tutte le dee dell'amore.
La festa di Anna Perenna era una delle più giocose e gioiose di tutto l'Anno, interamente dedicata all'amore, ai giochi fra amanti e fidanzati, ai corteggiamenti e alla libagione con conseguente rallentamento delle inibizioni.
Si svolgeva nel bosco di Anna Perenna e chi vi partecipava, poteva incontrare l'amore o rinsaldare fortemente quello che già aveva; inoltre si assicurava di trascorrere un anno felice e abbondante.
Dunque l'Equinozio è la grande Festa dell'Amore.
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