lunedì 31 gennaio 2011

Onesto, disonesto




  • Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per adeguarlo alla realtà dei fatti.
  • Disonesto è colui che cambia la realtà dei fatti per adeguarla al proprio pensiero.
(Antico proverbio arabo)

domenica 30 gennaio 2011

Neve, tortore, donne

Oggi è l' ultima domenica di gennaio.
Nevica.

Da giorni sto notando con apprensione che le tortore sono sparite. Qui da me ci sono sempre state, quelle dal collare sacro. Almeno una coppia stava spesso su un ramo del tiglio, ma tante si appoggiavano ai pini marittimi al di là della strada.

Ogni tanto chiedo a mio marito o a qualche vicino  se ne sanno qualcosa.
Mio marito mi conosce, ma i vicini a cui chiedo, sicuramente pensano che io sia un po'... stramba.  Lo deduco da come ripetono la parola "tortore?" con lo sguardo pieno di stupore come se cercassero di ricordare di cosa si tratti.


Esiste una grande varietà di tradizioni e leggende sulla tortora, la maggior parte delle quali ruota intorno a simboli femminili e materni. 

Ho ascoltato il canto della tortora: è un canto triste che a volte agita emozioni.
Si dice che il suo canto ci inviti a piangere ciò che non è più, risvegliandoci però alle promesse del futuro.

Su internet si dice che  vicino a Faenza
c'è una moria di tortore.

A me viene l'associazione della tortora-simbolo femminile con la femminilità di cui si parla tanto di questi tempi.

Femmina non è essere donna, o, quanto meno non sempre coincide.   


 
Credo che tante donne, esattamente come me, siano sdegnate da come tante femmine siano disposte a vendersi, cedendo o esibendo il loro corpo ai maschi-puttanieri di turno.
Parlo delle veline, delle letterine, degli scandali di cui sono pieni tutti i giornali.
Abbiamo subito una forte sconfitta.


Chi, donna, ha creduto nei valori della femminilità, della maternità, della dolcezza, della capacità di farsi valere in onesti ambiti lavorativi, deve chinare il capo e prova vergogna.

C'è un mio post del 20 novembre 2008  (uno dei miei primi) dove ho riportato considerazioni sulla donna come madre.
E' questo "Mito e psicoanalisi"

giovedì 27 gennaio 2011

Fissità

Da me a quell'ombra in bilico tra fiume e mare 
solo una striscia di esistenza
in controluce dalla foce.
  

Quell'uomo.                                                                                             
                                                                                   
Rammenda reti, ritinteggia uno scafo. 
Cose che io non so fare. Nominarle appena.
Da me a lui nient'altro: una fissità.
Ogni eccedenza andata altrove. O spenta

Vittorio Sereni - "Fissità" -Tutte le poesie -        
Ed. Mondadori (collana I Meridiani) 1994

Bambini a Terezin


Tramonta il sole e il silenzio intorno regna; soltanto giù presso la garitta dei gendarmi si sentono passi pesanti.Così il gendarme sorveglia gli Ebrei suoi, che non fuggano dal Ghetto, e per non far venire qui da loro ariani lo zio o la zia.
Hanus Klauberg nato 24.1.1932,morto 9.10.1944 a Auschwitz
Arnost Hilovshy nato 31-7-1931 morta 23-10-1944 a Auschwitz
(Eva Schulz-ovà, Terezin nata nel 1931 morta nel 1941- 43)
La decima ora a un tratto è giunta, e le finestre della caserma dei Dresdesi si sono oscurate.Le donne si scambiano diverse dicerie, ricordano quando a casa avevano da mangiare.
Alcune litigano, altre alla calma invitano.
Finalmente una dopo l'altra tacciono, qui e là si gira finché ci si addormenta: quante sere così ancora proveremo?
Questo noi non sappiamo.


I bambini di Terezin furono 15.000. Quando il campo fu liberato dai sovietici, solo un centinaio erano ancora vivi. Gli altri erano stati o avvelenati o cremati. Oltre ai loro 4000 disegni, sono stati ritrovati diari, 66 poesie, libri di ricordi e periodici illegali, i cui autori furono gli stessi bambini. Il tutto oggi è custodito presso il Museo Ebraico di Praga.

http://www.homolaicus.com/storia/contemporanea/terezin/






mercoledì 26 gennaio 2011

Un'intervista


Intervista a Cornélius Castoriadis, di Olivier Morel
 
Ma in che modo una democrazia partecipativa potrebbe funzionare oggi? Quali potrebbero essere le molle sociali di una contestazione e di una critica efficaci? Come e grazie a chi potrà giungere ciò che Lei definisce "concepire altro, creare altro""?
  • Se c’è una risposta, è la grande maggioranza del popolo che dovrà fornirla. 
  • Da parte mia, io constato, da un lato, l’immensità dei compiti e la loro difficoltà, la diffusione dell’apatia e della privatizzazione nelle società contemporanee, l’intrico assurdo dei problemi che si pongono ai  paesi ricchi e ai paesi poveri. 

  • Ma, dall’altro, non si può dire che le società occidentali siano morte. Ancora non viviamo nella Roma o nella Costantinopoli del IV secolo in cui la nuova religione aveva congelato ogni movimento, e in cui tutto era nelle mani dell’imperatore, del papa e del patriarca. 
  • Ci sono segni di resistenza, qua e là. Non posso sapere se questo basterà a ribaltare la situazione. 
  • Ciò che è certo è che coloro che hanno coscienza della gravità di queste questioni devono fare tutto quello che è in loro potere affinché la gente si svegli dal letargo contemporaneo e cominci ad agire nel senso della libertà.

(Traduzione di Biancamaria Bruno)

Da qui:

lunedì 24 gennaio 2011

Vocalizzi



Ho avuto teatri immensi,
arene, popolari tendoni,
quando gestire il dramma aveva il senso
di una collettiva funzione.
La nuova era ha sommerso
di tele-rumori la civiltà;
un'ignava e matta bestialità
i fogli del Libro ha disperso.
E mi tenta, oggi, la cella appartata
in cui in pochi e per pochi
(o addirittura per l'età futura?)
dire l'epilogo di una morta avventura,
i suoni-traccia di una parola passata.
Perché il linguaggio resista,
sottrarre le schede al Medioevo che avanza;
serbare l'archetipo con monacale pazienza;
farsi - da istrione - archivista.

Vittorio Gassman - "Tramandare" - da Vocalizzi - Ed. Longanesi

sabato 22 gennaio 2011

Il fenomeno del fascismo

"La presenza del fascismo come forza dominante in Europa  può essere datato con esattezza." scrive H. R: Trevor-Roper nel libro sotto riportato.

" Iniziò nel 1922-23, con l'avvento del partito fascista italiano che Mussolini portò al potere con la famosa o leggendaria "Marcia su Roma" del 1922, cui fece seguito l'anno dopo il fallimento del putsch  hitleriano di Monaco.
Giunse alla maggiore età negli anni '30, quando i partiti fascisti si moltiplicarono in tutta l'Europa e conquistarono il potere, talora con la congiura, talora con la guerra civile, ma sempre sotto l'egida di Hitler e Mussolini, vincolati dal Patto d'Acciaio del 1936 a costituire una sola forza sulla scena politica europea.

Si concluse nel 1945 con la disfatta e la morte dei due dittatori, il crollo o la fuga precipitosa dei loro seguaci in Europa. 
........
La vittoria del 1918 non inaugurò una nuova era di  prosperità generale; i danni materiali provocati dalla guerra erano troppo ingenti, la ricostruzione era lenta e difficile. E nel frattempo, mentre l'occidente predicava le virtù salvatrici del liberalismo, dall'est altre voci offrivano un nuovo mezzo di salvezza alle affamate  classi lavoratrici dell'Europa centrale. 

Nel 1917 era scoppiata la rivoluzione russa, e dal 1917 al 1923 i comunisti russi non predicarono il socialismo in questo o in quel paese, bensì la rivoluzione mondiale.
........
Di fronte alla terribile minaccia del bolscevismo, il ceto medio  di tutta l'Europa, sino allora tanto fiducioso, fu colto dal panico; e si trovò così a ripiegare sulle stesse posizioni .........

Il fascismo, in quanto movimento efficace era infatti figlio della paura.



Poteva avere radici intellettuali indipendenti; la sua forma poteva anche essere il frutto di follie nazionali o individuali indipendenti; ma la sua forza e il suo dinamismo scaturivano dalla paura di un'altra rivoluzione, che questa volta sarebbe stata proletaria.

giovedì 20 gennaio 2011

Punti di riferimento

 Gioisci fiduciosa,

dissipa con sorrisi, mia bella, le paurose nubi

che oscurano la tua chiara fronte.

Morte di Agrippina


"Ci siamo trovati come cacciatori che abbian perduto i punti di riferimento nel cielo e per i quali il sole sia rimasto nascosto a lungo per giorni." disse Occhio di Falco girando le spalle ai compagni; 
"ora cominciamo a conoscere ancora i segnali del nostro cammino e i sentieri sono sgombri dai rovi! 
Sedetevi nell'ombra che la luna getta da quei faggi - là è più fitta di quella dei pini - e aspettiamo ciò che vorrà il Signore inviarci. Conversate a bassa voce, benché sarebbe meglio, e forse tutto sommato più saggio, se ciascuno per un po' parlasse solo coi propri pensieri!"





Il tono dell'esploratore era molto solenne, sebbene non mostrasse alcun segno di apprensione non virile. Era evidente che la momentanea debolezza che lo aveva colto era svanita con la spiegazione del mistero che la sua esperienza non era riuscita a penetrare, e, benché ora valutasse l'attuale situazione in tutta la sua realtà, era però preparato ad affrontarla con l'energia della sua forte natura. 


Questo sentimento sembrava essere comune anche agli indigeni, i quali si misero in una posizione che permetteva loro di dominare con lo sguardo entrambe le rive pur mantenendo nascosta la loro persona

Da "L'ultimo dei Mohicani"  - James Fenimore Cooper- Ed. Garzani

mercoledì 19 gennaio 2011

Censura Legale a Report ai danni del giornalista Paolo barnard

Censura Legale a Report ai danni del giornalista Paolo barnard

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/19/le-reazioni/


Inoltre:

La farsa continua: la Regione Veneto invita le scuole a censurare gli autori della lista nera
Lo trovate qu
i  http://www.booksblog.it/
La farsa continua: la Regione Veneto invita le scuole a censurare gli autori della lista nera 
Dopo la querelle tra Speranzon e il mondo della cultura italiana, che tra scrittori, giornalisti e blogger si è mobilitato in massa contro la proposta fuori dal mondo dell’assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, oggi, dopo che lo stesso assessore aveva fatto un passo indietro, a rincarare la dose e ad aggravare la posizione di una certa classe politica, ci pensa l’assessore regionale all’Istruzione della Regione Veneto, ElenaDonazzan.

L’assessore dell’amministrazione Zaia, apparentemente con il beneplacito del presidente, ha infatti ribadito la volontà di impedire la diffusione dei libri degli oltre cinquanta autori della lista nera affermando che: «Nei prossimi giorni invierò a tutti gli istituti superiori del Veneto una lettera in cui esorterò insegnanti e bibliotecari a non diffondere tra i ragazzi i libri di questi autori. Sono diseducativi». Frasi che suonerebbero bene a Berlino negli anni Trenta, ma non certo a Venezia nel 2011.

Il problema si aggrava dunque, perché ormai non si tratta, come tutti speravamo, di una provocazione stupida e mal riuscita. Difatti, dalle parole dell’assessore regionale (che parla esplicitamente di “censura morale” e di “indirizzo politico”) si capisce come, una certa classe politica di questo paese, non solo non abbia rispetto per i valori democratici di base, bensì non riesca a capire, con una ingenuità che fa venire i brividi, che una battaglia di questo genere ha il gusto rancido del totalitarismo, vale a dire dell’ingerenza del potere sulla mente dei cittadini. O è il caso di chiamarli sudditi?

Via | Corriere Veneto http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/19-gennaio-2011/caso-battisti-regione-scrive-presidi-non-divulgate-libri-chi-l-ha-sostenuto-181285549223.shtml

Idea o Pregiudizio?

Molte persone credono di pensare ma in realtà stanno solo riorganizzando i loro pregiudizi.

(William James)

martedì 18 gennaio 2011

Com'è triste Venezia

Proseguo il post di ieri.
Qui ci sono altri aggiornamenti:

http://www.carmillaonline.com/archives/2011/01/003755.html

In particolare si dice:   


"Parliamo di quelli che dicono:


"Bah. Un iniziativa talmente stupida che è meglio non dargli 


troppo peso,meglio farla cadere nel silenzio", oppure: "una 


provocazione e che non va presa troppo sul serio. Protestare


rischia solo di dare troppa pubblicità alla provocazione".




E ancora




 "Riportiamo, sempre da Lipperatura, il commento di una 

certa Lucia:

«Sono una bibliotecaria, lavoro in provincia di Treviso e ho 
già ricevuto un suggerimento “informale”, qualche 
 settimana fa, a togliere Saviano dagli scaffali.
       Io mi sono rifiutata ma le mie colleghe no… Non ho parole ma


       comincio ad avere paura.»

lunedì 17 gennaio 2011

ATTENZIONE: Chiedo a tutti di leggere questo post.

Daniele Pennac fuori legge a Venezia

Chiedo a tutti i lettori di questo blog, molti dei quali, miei cari amici, di leggere attentamente quanto riportato al link sottoscritto, cercando ulteriori notizie eventualmente per avere un quadro completo.

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/17/pennac-fuorilegge-a-venezia/

e qui

http://www.wumingfoundation.com/giap/

Tabacaria

Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.


Da  TABACARIA DE ALVARO DE CAMPOS    FERNANDO PESSOA
    Ed. Guerra & Paz, 2006

domenica 16 gennaio 2011

Lanterna magica

"L'estate in cui compii sedici anni fui mandato in Germania come Austauschkind: Questo significava che per sei settimane sarei rimasto in una famiglia tedesca insieme a un ragazzo della mia età. Quando le sue vacanze fossero iniziate, lui mi avrebbe accompagnato in Svezia e sarebbe stato mio ospite per un periodo equivalente.

Capitai nella famiglia di un prete, in Turingia, in un paesino di nome Haina, a mezza strada tra Weimar ed Eisenach. Il paese sorgeva in una valle allungata, al centro di una regione ricca. Tra le case serpeggiava un piccolo fiume, indolente e torbido. Nel paese c'erano una chiesa gigantesca, una piazza con il monumento ai caduti e una fermata dell'autobus.

La famiglia era numerosa: sei figli e tre figlie, il pastore, sua moglie e un'anziana parente... Qest'ultima aveva i baffi, sudava abbondantemente e dirigeva la casa con un pugno di ferro. Il capofamiglia era un uomo esile, con una barbetta da capra, dolci occhi azzurri, batuffoli di cotone nelle orecchie e un basco nero calato giù sulla fronte. Era colto e amante della musica, suonava diversi strumenti e cantava con una morbida voce tenorile.

Il mio amico, Hannes, sembrava ritagliato da un giornale di propaganda nazionalsocialista: biondo, alto, occhi azzurri, un sorriso franco, orecchie piccolissime e una peluria che sarebbe divenuta barba .
.......................

Poi Hammes mi propose di accompagnarlo a scuola e ascoltare le lezioni..
Fui accolto con esaltata cordialità e fui fatto sedere accanto ad Hannes.
L'aula era ampia, mal tenuta, umida e fredda nonostante fosse estate al di là delle finestre.
Era l'ora di religione, ma sui banchi era posato il Mein Kampf di Hitler.
.......................
La domenica la famiglia andò alla messa. La predica del pastore fu sorprendente. Il suo punto di partenza non furono i vangeli ma il  Mein Kampf.
Dopo la funzione prendemmo il caffè nella casa parrocchiale. Molti ospiti erano in uniforme e io ebbi parecchie occasioni per syendere la mano e dire Heil Hitler.

sabato 15 gennaio 2011

Leggere

Il meme, a cui ho risposto ieri, mi ha fatto riflettere su cosa sia "leggere"
In quel grande discorso con i morti viventi che noi chiamiamo lettura, la nostra non è una parte passiva. Quando è più di un semplice fantasticare o di un appetito indifferente germinato dalla noia, la lettura è una forma di azione.

Noi impegniamo il presente, la voce del libro. Gli consentiamo l'accesso, anche se sorvegliato, nell'intimo di noi stessi.
Una grande poesia, un romanzo classico premono contro di noi; assalgono e occupano le roccaforti della nostra coscienza.
Esercitano sulla nostra coscienza e i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri sogni più segreti, un dominio strano e schiacciante.

Gli uomini che bruciano i libri sanno quello che fanno.
L'artista è la forza incontrollabile: nessun occhio, dopo Van Gogh, guarda un cipresso senza cogliere in esso il guizzo della fiamma.

Ricordo Enrico Berlinguer, quell'uomo che tante volte , credo, ci torna in mente in questi giorni di sconfitta.
Si raccomandava di Leggere, e leggere e poi ancora leggere, affinché nessuno potesse "prenderci" a causa di una nostra mancanza di consapevolezza. E leggere aiuta, è, diventare consapevoli.

venerdì 14 gennaio 2011

Meme


Questo gioco mi è stato passato da Lily de Lo Scrigno di Calliope che ringrazio di cuore, perché leggere per me è indispensabile.

Un MEME è un questionario a cui si risponde sotto invito e che poi va lasciato ad  altri  5 blogger.
Inizio:

QUANTI LIBRI HAI LETTO NEL 2010?
Sinceramente non so  un numero esatto, penso circa una cinquantina.

QUANTI ERANO FINCTION E QUANTI NO?
Quasi tutti romanzi, almeno 5 no.

QUANTI SCRITTORI E QUANTI SCRITTRICI?
Scrittori 7

IL MIGLIOR LIBRO LETTO?
Un romanzo di Iselin C. Hermann "Per lettera" - ed. Mondadori

E IL PIU' BRUTTO?
"Una stagione selvaggia" di Joe R. Lansdale - ed. Einaudi

IL LIBRO PIU' VECCHIO CHE HAI LETTO?
"Istitutioni harmoniche" di Zarlino

E IL PIU' RECENTE?
"L'ultima risposta di Einstein" di Alex Rovira e Francesco Miralles - Ed. Newton Compton

QUALE LIBRO COL TITOLO PIÙ' LUNGO?
"Un vagabondo suona in  sordina" di Knut Hamsun - Ed. Iperborea

E QUELLO CON IL TITOLO PIÙ CORTO?
"Malinconia" di Eugenio Borgna - Ed. Feltrinelli

QUANTI LIBRI HAI RILETTO?
Quasi tutti quelli che ho di Rosamunde Pilcher

E QUALI VORRESTI RILEGGERE?
"Alabama Song"  di Gilles Leroy - Ed. Baldini Castoldi Dalai

I LIBRI PIU' LETTI DELLO STESSO AUTORE QUEST'ANNO?
Quelli di Charlotte Link

QUANTI LIBRI SCRITTI DA AUTORE ITALIANI?
Quattro

E QUANTI LIBRI SONO STATI PRESI IN BIBLIOTECA?
Una quindicina.

DEI LIBRI LETTI, QUANTI ERANO E-BOOK?
Nessuno

Invito a proseguire questo Meme Mariolino di Orizzonti padani

mercoledì 12 gennaio 2011

L'Altro

Trai filosofi di cui ho letto qualcosa, ce n'è qualcuno che amo in modo particolare.
Uno di questi è Emmanuel Levinas.

Il suo pensiero  sembra  un  marcato tentativo di convertire il pensiero all'ascolto dell'alterità. 
Ma non solo. Ciò che in Levinas è essenziale è che la relazione con l'altro trova la sua origine nel primato del Bene.
Propongo alcune sue parole:

"Il povero, lo straniero si presenta come eguale. La sua uguaglianza in questa povertà essenziale consiste nel riferirsi al terzo, così presente all'incontro e che, nella sua miseria, è già servito da Altri.
Egli si unisce a me. 
Ogni relazione sociale, al pari di una derivata, risale alla presentazione dell'Altro al Medesimo, senza nessuna mediazione di immagini o di segni, ma grazie alla sola espressione del volto."

Emmanuel Lévinas

martedì 11 gennaio 2011

Bologna (2)

Leggendo questo blog di Sari, aprendo il link sotto riportato, avremo ancora un quadro "bolognese", quindi vicino alla situazione che, per questo triste caso, riguarda la mia città  di origine

http://vocedivento.blogspot.com/2011/01/non-ci-sto-fare-di-tutta-lerba-un.html

Grazie a Sari per avermelo concesso.

A Bologna



 Questo rettangolino qui sopra ritorta un link al sito di Marista Urru .
Tanti blogger hanno scritto di questo dramma.
Leggiamo anche questo, per favore.

Più tardi, se mi viene consentito, ne proporrò un altro da un altro blog.
Credo che dobbiamo vedere sempre da varie angolazioni, anche se probabilmente parliamo la stessa lingua.

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