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lunedì 7 gennaio 2013

I primi aforismi del 2013




  • Chi si consegna alla natura non ha bisogno dell'inconoscibile, del soprannaturale, per poter provar rispetto; c'è soltanto un miracolo per lui, ed è che tutto su questa terra, incluse le massime fioriture della vita, si sia semplicemente formato senza miracoli nel senso convenzionale della parola.
Konrad Lorenz


  • Così scoprì la virtù paradossale della lettura, che è quella di astrarci dal mondo per trovargli un senso.
Daniel Pennac


  • Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé.
Francesco Bacone


lunedì 17 gennaio 2011

ATTENZIONE: Chiedo a tutti di leggere questo post.

Daniele Pennac fuori legge a Venezia

Chiedo a tutti i lettori di questo blog, molti dei quali, miei cari amici, di leggere attentamente quanto riportato al link sottoscritto, cercando ulteriori notizie eventualmente per avere un quadro completo.

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/17/pennac-fuorilegge-a-venezia/

e qui

http://www.wumingfoundation.com/giap/

lunedì 26 gennaio 2009

Diario di scuola

La scuola è la protagonista del libro di Daniele Pennac "Diario di scuola" – edito da Feltrinelli- Scuola – vista da un’angolazione insolita, quella dell’alunno “somaro”

Il libro mescola ricordi autobiografici a riflessioni pedagogiche sulle disfunzioni della scuola, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sul ruolo dei media contemporanei.

Pennac riflette criticamente sull'universo "sofferto" del somaro: se uno studente non riesce ad imparare sente un vero dolore: sottolinea pertanto quanto sia necessaria la passione degli insegnanti per il proprio lavoro e per la propria materia per poterla trasmettere a qualcun altro e quanto sia indispensabile, per gli alunni, non aver paura.

Il segreto della pedagogia è far passare la paura. Paura di rispondere alle domande, di sbagliare, di incontrare lo sguardo accusatorio degli adulti.

Afferma Pennac che erano davvero pochi i professori che riuscivano a coinvolgere i propri studenti durante le lezioni, la maggior parte era troppo occupata a "incutere terrore" e abusare del proprio potere invece di insegnare qualcosa.

L'unica salvezza per i "somari" è l'amore di quei pochi professori straordinari che fanno di tutto per far appassionare i ragazzi alle materie che più detestano.

" Compito di un buon insegnante" prosegue Pennac "è attenuare il dolore provocato da questa violenza che è l'insegnamento".

Un buon insegnante va a letto presto e ha tre passioni: la sua materia, i suoi studenti e la trasmissione del sapere. Con una buona dose di umorismo e la giusta capacità di parlare a studenti e insegnanti senza alimentare quello stereotipo degli adulti che addossano la colpa dell'indifferenza giovanile alla società consumistica, Pennac sostiene che i veri responsabili siano i genitori:

"Siamo noi a scegliere per i nostri figli, a metterli davanti alla tv per ore o comprar loro un cellulare. Li trattiamo come clienti. Sono questi gli esempi che diamo loro. Inutile affannarsi a cercare le colpe fuori, quando i veri responsabili siamo proprio noi".

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