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mercoledì 17 ottobre 2012

L'italia è un paese meraviglioso

Avviso chi mi legge che tutte le vignette che seguiranno sono prese dal blog di Michele.
Non è un film di Frank Capra.












Hanno inventato un nuovo modo per dire:

nuove tasse, nuove stangate, aumenti vari, nuove 

fregature per i lavoratori

Queste parole non sono più di moda 

Troppo facili e questo non è bene, tra poco si va a 

votare

Ora si dice:  Legge di stabilità 

Le nuove fregature si chiamano così.




Mi auguro che Michele continuerà questa sua rubrica, che, con poche parole, e solo utilizzando vignette  di facile comprensione, ci fa un quadro amaramente veritiero di questo nostro paese, che un tempo è stato meraviglioso.


martedì 16 ottobre 2012

Gli onesti


Nella classifica dei paesi più corrotti UE siamo al quarto posto, dopo Bulgaria, Grecia e Romania. Ci rivorrebbe B. per salire sul podio.Trovato su Twitter

A questo aggiungo brani stralciati da un articolo di Rossella Guadagnini su Micromega


Italo Calvino

Mentre arriva in aula il ddl anti-corruzione e la società civile si mobilita per far sì che l’Italia si doti finalmente di una legge adeguata, ricordiamo l’apologo profetico di Calvino sul paese dei corrotti, scritto nel 1980.

Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti  di Italo Calvino*

C’era un paese che si reggeva sull'illecito  Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.
[……]
Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. 
In quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d’un regolamento di conti d’un centro di potere contro un altro centro di potere.
Cosicché era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle battaglie intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e d’interessi illeciti come tutti gli altri.
[…..]
Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile.

Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una contro società di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una contro società che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la contro società degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos'è. 

* da Repubblica, 15 marzo 1980 e in “Romanzi e racconti, volume terzo, Racconti e apologhi sparsi”, Meridiani, Mondadori

Fonte

domenica 16 settembre 2012

Regnava Berlusco



E' domenica, una bella domenica di settembre, ma - come un spirito maligno - anche i pensieri che mi hanno ossessionato per anni, ritornano...

Ho sfogliato un libro di Franco Cordero che porta come sottotitolo "Regnava Berlusco"


domenica di settembre
Domenica di settembre


Pagina IX

Breve ouverture a Regnabat Berlusco 


La storia comincia negli anni ottanta, quando l'impresario edile ingigantito da capitali oscuri irrompe nel selvatico etere televisivo e, comprando favori governativi, allunga le mani fino a diventare duo- polista, indi egemone. 

Questo libro racconta in sessantun quadri gli ultimi trentasette mesi: come un tre volte capo del governo, trionfante alle urne, dilapidi la fortuna politica (l'economica è nei forzieri)
[....]

Non s'era ancora visto l'eguale in frode, falso, plagio, estri d'astuto corruttore, e salta nel pantheon dei più ricchi al mondo soverchiando concorrenti meno disinibiti. 


Padroni e servi
Padroni e servi

Dagli affari alla politica, identica maniera. Cinque reti televisive su sette gli assicurano un dominio psichico capillare. A termine più o meno lungo, l'esito era prevedibile: seminano miseria gestioni piratesche della res publica, aperta al parassitismo famelico (P2, P4 ecc.); e nella crisi planetaria l'effetto risulta devastante perché l'organismo collettivo era minato dalla corruzione. 

Tisi economica. Dominus negava i sintomi del malessere organico, continuando imperterrito: da otto anni e mezzo tosa sessanta milioni d'anime perseguendo l'impunità; alla perdita dei consensi elettorali rimedia comprando qualche parlamentare.

Malgovernata così, l'Italia è malata contagiosa: l'Europa lo mette in mora e lui oppone furberie; mimica magliara, più che commedia dell'arte. Qualunque cosa dica, non gli credono: da Cannes, 3 novembre, torna come i debitori insolventi la cui parola vale zero; siamo paese infido, sorvegliato da due commissari. 

sabato 7 luglio 2012

Pugni chiusi e storie di un nostro passato vincente



Continuando ad aprire il proprio spazio alla produzione cinematografica autonoma ed offrendo supporto a quei film che si distinguono per la loro qualità artistica ed espressiva, il Valle Occupato  invita ad una altra serata del ciclo "Cinema Altro" con la proiezione straordinaria di "PUGNI CHIUSI".

Qui il Trailer: 



Aggiungo uno scritto di Ettore Zocaro.


A proposito del Teatro Valle

La sua è una storia che dovrebbe essere diffusa nelle scuole in quanto indicativa del valore dell’arte drammaturgica e delle sue infinite possibilità.

La nascita risale al secolo dei Lumi, precedendo, tra l’altro, di pochi anni la nascita dell’Argentina di Roma, del San Carlo di Napoli, della Scala di Milano e della Fenice di Venezia.
…
Roma nel Settecento viveva una vita teatrale molto intensa. Era il tempo di un autore come Metastasio, da cui non si poteva prescindere, era inoltre il tempo di Carlo Goldoni e Vittorio Alfieri.


Questo per dire che il teatro romano era nato sotto una buona stella, peraltro per appagare i desideri culturali dei viaggiatori stranieri che a quel tempo affollavano l’Urbe, a cominciare dal più illustre di tutti – Wolfgang Goethe.


Da quel momento fiorirono numerosi  luoghi scenici che si ponevano al fianco dei teatri privati dei nobili.


Il Valle concepito in un primo momento in legno, e soltanto successivamente edificato  come si presenta oggi, è il frutto di questo raffinato clima che segnò l’avvento del teatro italiano moderno.
…
Le prime scelte furono soprattutto opere musicali dei grandi compositori quali Cimarosa, Galluppi, Paisiello e Rossini.
La stagione della grande musica si ebbe tra gli ultimi anni del Settecento e i primi dell’Ottocento, dopodiché il Teatro si dedicò completamente alla prosa…

Teatro Valle

Straordinari i beniamini che entusiasmavano il pubblico, da Giacinta Pezzana a Tommaso Salvini, da Gustavo Modena a Ermete Novelli, da Sarah Berhnard a Eleonora Duse, da Ermete Zacconi a Gualtiero Tumiati.


Sarah-Bernhardt.


Una galleria di grosse prestazioni…


Eleonora Duse

Erano gli anni in cui si registrava molta gente a fare la fila al botteghino, in considerazione anche del fatto che la televisione non esisteva ancora.
...
Data storica per il Valle fu il 1921, con il debutto di “Sei Personaggi in cerca d’Autore” di Luigi Pirandello. 
Si trattò di una data storica in quanto diede una svolta al teatro italiano e mondiale.
…
Ricordando altri interpreti, ci si imbatte in un gruppo fornitissimo di attori impareggiabili in cui sono compresi fra gli altri, Tatiana Pavlova, Emma Gramatica, Elsa Merlini, Sergio Tofano, Paola Borboni e il prezioso Ettore Petrolini.


Si aggiunga la straordinaria rappresentazione dell’Old Vic di Londra con l’Amleto, protagonista Alec Guiness.


L’andamento generale di anno in anno è stato sempre a pieno ritmo, non tradendo mai le attese.


Da uno scritto di Ettore Zocaro su “Teatro contemporaneo e Cinema” – Anno IV n. 11- Gennaio 2012 - Pagine

domenica 26 febbraio 2012

PRESCRITTO...

PRESCRITTO... - Cadoinpiedi:

Il tribunale di Milano ha prosciolto "per prescrizione" Silvio Berlusconi imputato con l'accusa di corruzione in atti giudiziari al processo Mills. Ecco la cronologia del caso Mills ...

Segue cliccando sul link sopra di Cadoinpiedi.
Da qui invece un articolo di Domenico Gallo

Berlusconi si e' prescritto con le sue maniLa sentenza che ha dichiarato non doversi procedere per essere prescritto il reato di corruzione dell' avv.Mills, testimone chiave in altri processi, Silvio Berlusconi se l'è proprio meritata.  


Si può dire che l'ha scritta lui con le sue mani, com'è già avvenuto il 30 gennaio 2008 con il proscioglimento per il reato di falso in bilancio, che Berlusconi in modo lungimirante aveva fatto sostanzialmente depenalizzare nel 2002. 


Anche questo proscioglimento è frutto delle sue fatiche e del lavoro indefesso dei suoi sarti in Parlamento. 


In verità molti serventi in Parlamento si sono attivati per salvare il cavaliere dall'onta di dover rendere conto alla giustizia di quei fatti che il codice penale, per la generalità dei cittadini, considera reati. 


Il merito principale spetta alla legge ex Cirielli del 2005, con la quale la durata della prescrizione dei reati è stata ridotta per le persone per bene ed allungata per le persone per male. Però il testimone giudiziario, avv. Mills, è stato condannato in primo grado ed in appello per essersi fatto corrompere dai soldi di Berlusconi e la Cassazione, pur dichiarando la prescrizione, ha confermato la condanna del corrotto al risarcimento dei danni, in tal modo risultando definitivamente accertato che la corruzione era avvenuta.


Pertanto la prescrizione breve non bastava per salvare Berlusconi, coimputato con l'avv. Mills nel medesimo processo. Sono state necessarie ulteriori fatiche. Dopo che la Corte Costituzionale ha cassato, nel 2004, il c.d. lodo Schifani, che assicurava l'immunità del Presidente del Consiglio più amato dagli italiani, è stato necessario far confezionare al sarto Alfano un altro abito di impunità per il Presidente (il lodo Alfano), che è stato realizzato a tempo di record ed è entrato in vigore nell'agosto del 2008, giusto in tempo per ottenere lo stralcio della posizione di Berlusconi dal processo a carico dell'avv. Mills che si stava avviando alla conclusione dinanzi al Tribunale di Milano. 


Quando anche il secondo abito è stato stracciato da una Corte Costituzionale impenitente, nell'ottobre del 2009, Berlusconi ha perso le staffe di fronte a tanta mala creanza ed ha ordinato ai suoi sarti di correre ai ripari. Poiché i vestiti non si potevano più confezionare, sono state inventate delle braghe di tela, chiamate legittimo impedimento che impedivano ai magistrati di andare avanti con i processi per non far perdere tempo al Presidente del Consiglio, impegnato - sappiamo come - nella conduzione degli affari di Stato.


Quando, infine, con perseveranza diabolica, la Corte Costituzionale, nel gennaio 2011, ha neutralizzato anche il legittimo impedimento, allora non c'è stato più niente da fare, e Berlusconi è stato costretto ad andare in Tribunale, ma ormai era troppo tardi. Non era mai capitato nella storia d'Italia che un imputato faticasse tanto per sottrarsi alle grinfie della legge, fino al punto da dover cambiare ripetutamente le leggi penali e la procedura penale in sintonia con le sue esigenze processuali di impunità. E' stata una fatica di Sisifo, però ne è valsa la pena. Oggi Berlusconi ben può dire di averla scritta, questa sentenza, con le sue mani. 

martedì 14 febbraio 2012

Legno e... follia




Fonte: Il Cambiamento 

Ho letto sul link postato sopra un articolo di di Laura Pavesi che mi ha lasciato davvero perplessa.
Ne cito alcune parti:


"Incredibile, ma vero: il legno proveniente da potature o sfalci di aree verdi urbane, quali giardini e parchi pubblici, aiuole e cimiteri, non può essere utilizzato né per le stufe a legna, né per gli impianti a biomasse, ma deve essere conferito alla discarica, come se fosse un rifiuto qualsiasi.


Ciò significa che, proprio in questi giorni nei quali mezza Italia è paralizzata dal maltempo e si rischia l’emergenza gas, i rami che si sono spezzati a causa del peso della neve e sono caduti per terra, non possono essere raccolti e bruciati nella stufa a legna o nel caminetto di casa.




Per la legislazione italiana, utilizzarli è un reato penale, punibile con la reclusione da tre mesi a un anno. Nonostante questo legno sia uguale a quello delle foreste e dei campi, per il nostro legislatore non è una “fonte energetica”, ma un “rifiuto urbano” che va raccolto e smaltito da chi di dovere, pena l’arresto.


Questa follia tutta italiana è stata resa nota in una conferenza stampa tenutasi la scorsa settimana a Firenze e organizzata da Amici della Terra, FIPER (Federazione Italiana di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) e Quadrifoglio S.p.A. (società che raccoglie e smaltisce i rifiuti dell’area fiorentina).


I relatori hanno rimarcato il fatto che il legno non è un rifiuto come gli altri, e che - da che mondo è mondo - non lo è mai stato. Ma lo stato italiano la pensa diversamente: il legno proveniente dagli alberi di parchi, giardini pubblici e cimiteri è considerato rifiuto, ai sensi dell’Art 256. del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (“Attività di gestione di rifiuti non autorizzata”).
............... 


Il problema, quindi, è nazionale dal momento che, in tutti i comuni italiani, la potatura degli alberi delle strade e dei parchi urbani costituisce un enorme quantitativo di biomassa che nel 2012, è facile prevederlo, aumenterà notevolmente a causa dell’emergenza neve. Eppure, questo legname deve essere smaltito in discarica, costringendo la collettività a pagare elevati costi economici e ambientali e rinunciando, al tempo stesso, ad un’importante risorsa energetica."




Mi fermo qui, tutto l'articolo è leggibile sul giornale online citato.
Non so voi, ma a me sembra proprio una follia.....

domenica 8 gennaio 2012

Nel magico mondo della caste italiane

Freedom Libertà di Parola: Nel magico mondo della caste italiane



Dal blog di Beppe Grillo




L'italiano è facile da governare, basta dargli in pasto una categoria sociale al giorno e la sua fame si sazia. E' la strategia della disattenzione. Gli gridi "Guarda un asino che vola!" e lui punta il naso verso il cielo. Monti ha, giustamente, detto che "Le mani in tasca agli italiani le mettono gli evasori". Non ha spiegato però chi ha generato il debito pubblico di 1.900 miliardi di euro e a cosa sono serviti quei denari. Ce lo dica Monti! Ci dica chi e come ha messo le mani sulla ricchezza dell'Italia per mantenere la partitocrazia e le lobby e ci spieghi anche dov'era lui in questi lunghi vent'anni di silenzio. Ci vuole un pubblico processo per questa gentaglia che ha rovinato l'Italia. Rigor Montis non ha ritenuto di ricordare i 98 miliardi di euro di presunto danno erariale da parte delle concessionarie di slot machine. E neppure perché i contribuenti hanno sul groppone un miliardo di euro dato come finanziamento ai partiti nonostante un referendum, e non ha menzionato gli evasori totali condonati con lo Scudo Fiscale con un 5%. Chi sono questi signori? I contribuenti onesti vorrebbero saperlo, hanno il diritto di saperlo. FUORI I NOMI!


Le grandi manovre sulle piste da sci e nei bar di Cortina sono l'asino che vola. Come se non fosse sufficiente, ad esempio, incrociare i dati dei contribuenti con quelli della proprietà di un Suv al computer senza trasformare i finanzieri in uomini delle nevi. Ma chi volete prendere per il culo? Il gioco è palese. Mettere le categorie sociali una contro l'altra. I ricchi contro i poveri, i giovani contro i pensionati, i disoccupati contro i dipendenti statali. E mentre gli italiani guardano le nuvole, gli imprenditori e gli operai si suicidano in silenzio. A cosa sono serviti i soldi versati all'INPS? Dove sono finiti i versamenti degli italiani che in pensione non ci andranno mai? A coprire le perdite della Fiat attraverso la cassa integrazione? Il boccalone italiano si deve dimenticare dei politici, dei partiti, delle loro ruberie (ricordo che i condannati in via definitiva sono ANCORA in Parlamento a percepire un grosso stipendio), della corruzione, delle mafie che controllano metà del Paese, del pesce che puzza dalla testa. E di banche non parla nessuno, sono gigli di campo, non hanno responsabilità dello sfascio, di decine di migliaia di investitori sul lastrico. Meglio accanirsi sull'albergatore e sul barista. I concessionari di beni pubblici, come Benetton per le autostrade, vengono invece lodati e ingrassati con gli aumenti di Capodanno a spese di chi lavora. Le concessioni statali, tutte le concessioni, devono tornare a essere gestite dallo Stato, a produrre utili per i cittadini italiani che le hanno strapagate in decenni di tasse, non vanno regalate ai privati. Ma Monti, questo, come Alice, non lo sa.


Ehi! "Guardate l'asino che vola", non disturbate il manovratore. E conservate lo scontrino all'uscita del bar e il pagamento del bollo dell'auto di dieci anni fa, con le mani bene in tasca, mi raccomando!
Dai mancati ricavi delle concessioni alle slot machine,ai finanziamenti a pioggia salva banche,senza dimenticare i soldi per la cassa integrazione alla Fiat,la quale è scappata col bottino in Usa e lascia una landa deserta nella produzione auto in Italia.


Fino a quando il popolo sovrano non si renderà conto che il M5S è un movimento diverso dai mangia pane a tradimento, che fanno finta di litigare o darsele come negli incontri di catch o wrestlyng,e nel frattempo si mangiano le nostre tasse,con portaborse,auto blu con autista incorporato,e con il sistema degli appalti, intascandosi il pizzo.


Cortina è lo specchio per le allodole, ne hanno parlato tutti, la valvola di sfogo è stata necessaria, da domani chi evade continuerà a farlo, e dire che basterebbe una leggina semplice,semplice,ovvero mettere in galera chi non paga le tasse dovute,dopo qualche arresto e qualche sentenza,se la farebbero addosso e pagherebbero tutti.


Grazie Ivo! Questo testo è preso dal blog di Freedom Libertà di parola

mercoledì 4 gennaio 2012

I treni della notte




L’ultima trovata dell’inamovibile a.d. del Gruppo Fs, ingegner Moretti, è l’eliminazione dei treni notte. La rottura dell’asse Nord-Sud. La cancellazione di un migliaio di posti di lavoro e il disinteresse per quel milione e mezzo di con-cittadini che viaggiavano su quei treni, il cui servizio è stato nel corso degli anni deliberatamente boicottato dal management dell’azienda, per poi dimostrare che ormai la causa era persa. Le sovvenzioni pubbliche, ossia soldi nostri, concessi a Trenitalia sono stati dirottati sulle famose “alte velocità”, a scapito delle altre linee, quelle “normali”: La divisione di classe è ormai nettissima anche nelle ferrovie, nella sanità, come nella scuola, nell’università, e così via.


Servizi di di pregio, scuole d’élite, supertreni per gli abbienti, il cui tempo vale, la cui salute conta, il cui denaro – tanto, troppo – pesa ben più di quello, poco e ormai destinato alla pura sopravvivenza, quando basta, degli sfigati. Cancellare quei treni è stato un preciso messaggio in questa direzione. E, nel contempo, ha significato affermare, nella dura evidenza di un atto brutale, che il ministero della Coesione territoriale è una vuota espressione.


Come si fa a non capire che si spezza il Paese? Che non si può pretendere che tutti abbiano i mezzi finanziari per compiere il tragitto da Torino a Reggio Calabria in aereo (costo verificato Torino-Lamezia Terme, in data 22 dicembre, 400 euro!), o con le famose Frecce ferroviarie, ammesso che coprano tali destinazioni: e così, tra l’altro, non è. E che dire del fatto che il servizio sia stato interrotto, anzi ucciso, in data 8 dicembre? Non è forse un’aggravante, farlo nel ponte dell’Immacolata? E nell’imminenza delle festività di fine anno, quando milioni di meridionali “tornano al Paese”, per condividere con i parenti gioie a amarezze, le paure del futuro e ricordare i tempi belli del passato, ammesso ve ne siano davvero stati. 


Non è forse stato canagliesco? Un’aggravante imperdonabile. E perché i partiti tacciono? Perché solo i sindacati di categoria si stanno muovendo? Perché l’encomiabile movimento "No Tav", non considera il ripristino di queste linee e dei treni notte un obiettivo da accogliere come proprio e sostenerlo? Se nella loro Valle si tratta di dire no, qui, nell’Italia tutta, occorre ribadire un "sì": quei treni servono. E dove sono i "no Ponte", "no Dal Molin", e quant’altro? Dove sono i giovani delle università?


Dove, i lavoratori precari e in nero di ogni settore? E perché le alte gerarchie ecclesiastiche, pronte ad alzare la voce quando si tratti di "difese della vita fin dal suo concepimento" o altre occasioni relative a temi "eticamente sensibili", non si rendono conto che quelle famiglie, che in questi giorni stanno impiegando 48 ore per raggiungere Palermo da Milano, o Messina da Torino, sono offese innanzi tutto nella loro dignità? Che quegli uomini donne e ragazzi che vagano da un binario all’altro trascinando pesanti bagagli, pronti ad attese di ore e ore in gelide sale d’attesa sporche e buie, sono altrettanti (poveri) Cristi, da difendere, proprio nei giorni in cui si accetta da parte di tutta la Chiesa che venga onorato il "santo Bambino" con una grottesca corsa al superfluo? 


Dobbiamo renderci conto che come si è fatto per i referendum di giugno 2010 anche questa è una battaglia – mi si lasci dire, sacrosanta – per i "beni comuni". E che dietro la specifica questione si affaccia un problema generale: dobbiamo far capire in ogni modo a "lorsignori" che non possono decidere sulle nostre teste, dobbiamo incalzarli, e, quando necessario, contribuire a scalzarli dal potere. 


La dirigenza FS e Trenitalia, ormai, è un centro di potere che a dispetto della debordante pubblicità (milioni di euro investiti che quanto sarebbero più necessari nella manutenzione delle carrozze o delle stazioni, ormai involgarite da assordanti pubblicità televisive, che stanno ora anche aggredendo i viaggiatori nei vagoni), prescinde completamente dagli interessi della maggioranza della popolazione di questo Paese. Gliela vogliamo dar vinta?


Angelo D’Orsi – da il Fatto Quotidiano - Micromega
(28 dicembre 2011)

Immagine dal web

giovedì 8 dicembre 2011

Il decreto Petrolini

Il decreto Petrolini (di Massimo Gramellini) | ParmaOggi.it



Massimo Gramellini, nella sua consueta rubrica “Buongiorno” sul quotidiano La Stampa, scrive: 
“La manovracadabra dei bocconiani stimola alcuni punti interrogativi poco sobri, di cui mi scuso anticipatamente”.
 .
di Massimo Gramellini

La manovracadabra dei bocconiani stimola alcuni punti interrogativi poco sobri, di cui mi scuso anticipatamente.

Quante lauree in originalità economica bisogna prendere per avere l’ideona di tappare i buchi dello Stato aumentando la benzina?

Perché in tutto il mondo i diritti televisivi costano miliardi, mentre in Italia le frequenze sono come i biglietti dei vip: omaggio?

A quale titolo il bar di un oratorio continua a non pagare l’Ici? Forse distribuisce cocacola santa?

Come mai neppure i bocconiani ci permetteranno di scaricare la fattura dell’idraulico, affinché noi ci si senta finalmente motivati a pretenderla?

La vecchina che va nella sede più vicina del sindacato a lamentarsi che le hanno congelato la pensione e raddoppiato l’imposta sulla casa, è al corrente che per quella sede il sindacato non paga un euro d’Ici?

L’Europa ci ha chiesto di alzare l’età pensionabile e noi lo abbiamo fatto. Però l’Europa ci ha anche chiesto di ridurre i privilegi di tutte le caste: perché non lo abbiamo fatto?

Un tetto di 5000 euro alle pensioni d’oro di politici e alti funzionari pubblici quante pensioni di piombo avrebbe permesso di salvare?

Com’è che diceva il padre di tutti i fiorelli, Ettore Petrolini?
Ecco, qui almeno ho la risposta: "Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti".




mercoledì 7 dicembre 2011

Verità e politica



Nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l'una con l'altra e nessuno, che io sappia, ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche. 

Le menzogne sono sempre state considerate dei necessari e legittimi strumenti non solo del mestiere del politico o del demagogo, ma anche di quello dello statista.

(Hannah Arendt - Verità e politica - Ed. Bollati Boringhieri)

lunedì 5 dicembre 2011

Manovra Monti



Articoli di Daniel Tarozzi su Il Cambiamento


Manovra Monti e decreto Salva-Italia: quale futuro per il paese?

EDITORIALE La manovra appena approvata dal 'Governo Monti' può essere analizzata da una duplice prospettiva: quella del paradigma culturale vigente (incentrato sulla crescita del Pil) e quello del rifiuto del paradigma stesso. In entrambi i casi è bene ricordare che la verità non è assoluta e le certezze sono fatte per essere smentite. E che comunque vada, il futuro ora più che mai dipende da noi. 5/12/11


Prosegue qui: 

http://www.ilcambiamento.it/editoriale/manovra_monti_decreto_salva_italia.html

lunedì 28 novembre 2011

Pino Amoruso Blog: Firma anche tu!!!

Pino Amoruso Blog: Firma anche tu!!!

Il Consigliere comunale di Pioltello Roberto Biolchini, eletto con i voti di Italia dei Valori, avrebbe dovuto dimettersi immediatamente subito dopo le elezioni comunali, sapendo benissimo che il suo partito non avrebbe consentito il doppio incarico, essendo già Consigliere Provinciale. Invece di mantenere fede a quanto concordato con Italia dei Valori, ha preferito cambiare partito, tenendosi così la poltrona. Questo è un atteggiamento inqualificabile e che non può passare sotto silenzio.

Firma qui per chiedere le

DIMISSIONI IMMEDIATE!

venerdì 11 novembre 2011

Luc Besson

"Il cinema è l'opposto della politica: si sa che è finzione ma si può lo stesso raccontare la verità a partire da una storia che tutti sanno essere finta. 


La politica al contrario pretende di dire la verità, ma poi alla fine è tutto cinema"


(Luc Besson)

venerdì 4 novembre 2011

La caduta degli dei



In questi giorni, come un ritornelllo, mi si affaccia alla mente il titolo di un film di Luchino Visconti:
"La caduta degli dei" 


E mi rifaccio a un post trovato per caso stamattina cccp.myblog.it
che riporta quanto segue:


"Se il governo cadrà, come molti commentatori danno quasi
per certo, non sarà per merito dell'opposizione parlamentare;
se il governo cadrà, perché siamo giunto alla fine dell'impero,
non sarà per merito dell'opposizione delle piazze; se il
governo cadrà, nonostante la cocciuta ed interessata
opposizione dello stradentiera ridens, sarà solamente a
causa di dissidi interni alla sua maggioranza.


Se il governo cadrà sarà anche a causa della squallida
immagine che il nostro Paese ha dato - e continua a dare - al
mondo intero: l'immagine di un Paese del quarto mondo,
abitato da un popolo da quarto mondo.


La lite tra lo stradentiera ed il suo ministro dell'economia, quel
comunista di Julis Tremari, è stata non è stata la sola "goccia
che ha farà traboccare il vaso": altre gocce sono state i primi
timidi distinguo di alcuni suoi parlamentari, i quali - come topi
che hanno capito il prossimo naufragio della nave - hanno
pensato bene di mettersi in salvo!


Teniamoli ben presenti questi topi perché nel caso di elezioni
politiche anticipate correremmo il rischio di vederceli candidati
in altre liste elettorali.


A tal scopo mi propongo di fare un elenco di tutti costoro in
modo da portare a conoscenza - quando sarà il momento - ai
più sprovveduti tutti i nomi di questi "onorevoli".


Sono stati gli onorevoli voltagabbana che col loro voto di
fiducia del 14 dicembre 2010 hanno permesso al governo di
vivacchiare ancora un anno, producendo danni spaventevoli al
Paese, che col loro voto hanno tentato, talvolta riuscendovi,
di fare carriera politica, di ottenere posti ed incarichi di governo.


Ma se il governo cadrà non dovremmo essere molto severi
verso noi stessi per le azioni che non abbiamo compiuto, per
i movimenti di piazza che non abbiamo saputo realizzare, ma
ci basti il risultato: stradentiera ridens a casa!
Una cosa più delle altre dovrebbe rammaricarci: che - se il
governo cadrà - a togliere le castagne dal fuoco sarà un altro
governo invece di quello di stradentiera, responsabile del
disastro italiano!


Il neretto è mio

martedì 8 febbraio 2011

Manipolazione mediatica

In questi giorni di forte instabilità politica si riaccendono i toni e si rimescolano i temi che hanno animato il calderone mediatico degli ultimi 15 anni: sicurezza, giustizia, economia, tradimento, sesso. 

Nel nostro Paese succede che molti ingenui continuino ad esempio a meravigliarsi delle boutade del presidente del Consiglio, limitandosi a bollare barzellette e proclami del premier brianzolo come uscite inammissibili, senza considerare quanta macchinazione logica stia dietro ad ogni singola affermazione. Un meccanismo ben oliato a cui fanno ricorso non solo uomini politici, ma esperti di marketing e uomini di potere in genere. 

Un noto studioso di linguistica come Noam Chomsky ha stilato una lista di 10 regole, che vengono utilizzate per drogare le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria.

Noam Chomsky (1928-) è linguista statunitense,  fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, che ha avuto profonde ripercussioni non solo nella linguistica, ma anche nella psicologia e nella metodologia della scienza. 
Chomsky si è affermato anche come intellettuale anarchico e socialista libertario. La costante e acuta critica nei confronti della politica estera di diversi paesi e, in particolar modo, degli Stati Uniti, così come l'analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale americana e mondiale.
 Un articolo di Chomsky riportato su tanti siti e altrettanti blog è:
"Ecco come drogano le nostre menti"


Ne riporto solo una parte, essendo, per chi fosse interessato, per l'appunto, reperibile tutto su internet.

 1-La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. 

“Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. 
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile.

Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.


“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.


8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità


Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…



Dal sito dell'editore Di Renzo

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