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lunedì 28 maggio 2012

Mono-aforismi


Follia



  • La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione.

  • Quando qualcuno è folle ed entra in un manicomio, smette di essere folle per trasformarsi in malato. Diventa razionale in quanto malato.

  • Per poter veramente affrontare la "malattia", dovremmo poterla incontrare fuori dalle istituzioni, intendendo con ciò non soltanto fuori dall'istituzione psichiatrica, ma fuori da ogni altra istituzione la cui funzione è quella di etichettare, codificare e fissare in ruoli congelati coloro che vi appartengono. Ma esiste veramente un fuori sul quale e dal quale si possa agire prima che le istituzioni ci distruggano?


Franco Basaglia

Immagine presa in rete

martedì 14 febbraio 2012

Legno e... follia




Fonte: Il Cambiamento 

Ho letto sul link postato sopra un articolo di di Laura Pavesi che mi ha lasciato davvero perplessa.
Ne cito alcune parti:


"Incredibile, ma vero: il legno proveniente da potature o sfalci di aree verdi urbane, quali giardini e parchi pubblici, aiuole e cimiteri, non può essere utilizzato né per le stufe a legna, né per gli impianti a biomasse, ma deve essere conferito alla discarica, come se fosse un rifiuto qualsiasi.


Ciò significa che, proprio in questi giorni nei quali mezza Italia è paralizzata dal maltempo e si rischia l’emergenza gas, i rami che si sono spezzati a causa del peso della neve e sono caduti per terra, non possono essere raccolti e bruciati nella stufa a legna o nel caminetto di casa.




Per la legislazione italiana, utilizzarli è un reato penale, punibile con la reclusione da tre mesi a un anno. Nonostante questo legno sia uguale a quello delle foreste e dei campi, per il nostro legislatore non è una “fonte energetica”, ma un “rifiuto urbano” che va raccolto e smaltito da chi di dovere, pena l’arresto.


Questa follia tutta italiana è stata resa nota in una conferenza stampa tenutasi la scorsa settimana a Firenze e organizzata da Amici della Terra, FIPER (Federazione Italiana di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) e Quadrifoglio S.p.A. (società che raccoglie e smaltisce i rifiuti dell’area fiorentina).


I relatori hanno rimarcato il fatto che il legno non è un rifiuto come gli altri, e che - da che mondo è mondo - non lo è mai stato. Ma lo stato italiano la pensa diversamente: il legno proveniente dagli alberi di parchi, giardini pubblici e cimiteri è considerato rifiuto, ai sensi dell’Art 256. del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (“Attività di gestione di rifiuti non autorizzata”).
............... 


Il problema, quindi, è nazionale dal momento che, in tutti i comuni italiani, la potatura degli alberi delle strade e dei parchi urbani costituisce un enorme quantitativo di biomassa che nel 2012, è facile prevederlo, aumenterà notevolmente a causa dell’emergenza neve. Eppure, questo legname deve essere smaltito in discarica, costringendo la collettività a pagare elevati costi economici e ambientali e rinunciando, al tempo stesso, ad un’importante risorsa energetica."




Mi fermo qui, tutto l'articolo è leggibile sul giornale online citato.
Non so voi, ma a me sembra proprio una follia.....

venerdì 15 luglio 2011

Follia

Nel giardino di una casa di campagna, visibile dal marciapiede esterno, un grosso signore con tanto di barba striscia accoccolato per il prato tracciando degli otto, mentre continua a guardarsi indietro e a fare ininterrottamente ‘qua qua qua …’. 

E’ la descrizione che l’etologo Konrand Lorenz ci dà del proprio comportamento durante uno dei suoi memorabili esperimenti con gli anatroccoli (nella fattispecie, si era sostituito alla loro madre). 

"Ero molto compiaciuto", scrive, "dei piccoli che ubbidienti e precisi seguivano trotterellando il mio 'qua qua', quando a un certo momento alzai gli occhi e vidi una fila di volti allibiti affacciata sopra la siepe del giardino: una intera comitiva di turisti mi guardava stupefatta".
 

L’erba alta nascondeva gli anatroccoli e quello che vedevano i turisti era qualcosa del tutto inspiegabile, un comportamento veramente folle.

(KONRAD LORENZ , da “L’anello di re Salomone”)

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