martedì 31 maggio 2011

Pesantezza o leggerezza?

Sarà che, senza sottovalutare il seguito, mi sento da ieri così leggera, che ho ricordato questo brano di Milan Kundera.


Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? 

Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. 

Ma nella poesia d'amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell'uomo. 

Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l'immagine del più intenso compimento vitale. 

Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. 

Al contrario, l'assenza assoluta di un fardello fa si che l'uomo diventi più leggero dell'aria, prenda il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall'essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza?

Milan Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere - Ed. Adelphi

lunedì 30 maggio 2011

Lunedì 30 maggio 2011


Se vuoi trovare l'arcobaleno, devi sopportare la pioggia. 
(Dolly Parton)



Ma quanto è piovuto, prima di arrivare all'arcobaleno!!!



Milano, Napoli, Trieste, Novara e le città dove non c'è stato bisogno del ballottaggio.


L'arcobaleno su Milano è stato davvero un grande segno.

Un abbraccio a tutti noi che aspettavamo.

Aforismi dell'ultimo lunedì di maggio



Questo è un lunedì particolare: aspettiamo con ansia i risultati del ballottaggio di Milano.      




  • Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un  cantante è cantare. L'unico dovere di un giornalista è  scrivere quello che vede. (Anna Politkovskaja)

  • La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. (Theodor W.Adorno)

  • Se vuoi trovare l'arcobaleno, devi sopportare la pioggia. (Dolly Parton)

domenica 29 maggio 2011

Istanti

I giorni sono fatti di istanti,                        
che meritano di essere esplorati.              

Molti tipi di istanti -
Nessuno che merita di essere ignorato.

Tutto ciò che abbiamo sono questi istanti ...

(Stephen Sondheim)


sabato 28 maggio 2011

Il mondo di Carmen: Beni culturali - la privatizzazione di un patrimonio

Procrastinazione

Procrastinare è un impulso umano basilare, analogo a quello che ci fa percepire una sorta di immortalità e di tempo infinito avanti a noi. 
Fa parte del complicato rapporto degli esseri umani con il tempo.

Molte persone sottostimano il tempo necessario a completare una certa attività, in parte perché non considerano quanto hanno impiegato a completare progetti analoghi in passato, e in parte perché si basano su scenari non problematici, in cui incidenti o imprevisti non si verificano mai.

 
Già nel sedicesimo secolo Samuel Johnson descriveva la procrastinazione come "una delle generali manchevolezze" che "colpiscono, in misura più o meno importante, ogni persona", lamentando anche in se stesso questa medesima tendenza: 


"Non potevo evitare di rimproverarmi per aver così a lungo trascurato ciò che doveva necessariamente esser fatto e la cui difficoltà aumentava per ogni momento in cui veniva rimandato"

A livello sociale la gravità del problema sembra aumentare con il passare del tempo.

La procrastinazione è una complessa combinazione tra debolezza, ambizione e conflitto interiore. 


Chi pianifica e chi non realizza i suoi piani non sono veramente la stessa persona, ma parti diverse di quello che Friedrich Schelling ha definito l‘io diviso. 

Schelling propone una concezione dell’io non come entità unica, ma come composto da esseri diversi, impegnati a scontrarsi e a mercanteggiare continuamente per assumere il controllo.

Al momento di prendere una decisione importante, la mente può essere considerata una sorta di parlamento, una camera di discussione. Fazioni diverse si scontrano, interessi a breve e a lungo termine si trincerano dietro l’avversione reciproca.

Non solo mozioni vengono proposte e rifiutate, ma alcune proposte addirittura vengono lanciate solo per nasconderne altre. ....

....
Se l’identità è un insieme di io in conflitto, cosa rappresenta ciascuno di essi?

La risposta semplice è che uno rappresenta i nostri interessi a breve termine (divertirsi, rimandare il lavoro e così via) e un altro gli obiettivi a lungo termine

L’idea di un io diviso, anche se sconcertante per alcuni, può essere liberatoria in termini pratici, perché porta a smettere di intendere la procrastinazione come qualcosa che si può sconfiggere semplicemente mettendosi d’impegno.

Dovremmo invece affidarci a tecniche e strumenti esterni per supportare quelle componenti del nostro io che vogliono mettersi al lavoro. 


Una rappresentazione classica della volontà estesa al lavoro è la decisione di Ulisse di farsi legare al pennone della sua nave. 

 Ulisse sa che, quando udrà le sirene, sarà troppo debole per resistere all’impulso di condurre la nave contro le rocce per cercare di raggiungerle: si fa quindi legare dall’equipaggio, forzandosi al rispetto dei propri obiettivi a lungo termine.

Ma prima di buttarci decisi sui vari modi per sconfiggere la procrastinazione, dovremmo fermarci a considerare se, in qualche caso, non sia un impulso al quale dare più importanza. 


E se la procrastinazione derivasse dalla sensazione che ci sia troppo da fare, e di conseguenza che niente valga la pena di essere fatto?

Dietro questa forma alquanto bizzarra di azione-come-inazione c’è la domanda, molto più sconvolgente, se qualunque cosa valga la pena di essere fatta. 


In questo senso, può essere utile soffermarsi su due tipi di procrastinazione: quello autenticamente acratico e quello che comunica la sensazione che ciò che dovremmo fare, sotto sotto, è privo di senso.
....
... le difficoltà che l’uomo incontra e che non può vincere o superare, se non acquistando quella forza interiore che gli permetta di lottare vittoriosamente."

Estrapolato da un brano di -R. Resini  da Google Reader pubblico

giovedì 26 maggio 2011

Scelte importanti

"… Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il gregge può dire: "Non è beeeene!".
 
Come ha detto Frost: “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta ed è per questo che sono diverso… "

 
 Dal film  "L’Attimo fuggente" - Peter Weir           

mercoledì 25 maggio 2011

Torno domani

Il blog funziona per ora.  Ringrazio di cuore tutti gli amici che mi hanno scritto.

Riporto un utile consiglio di Angie del blog  http://toglietevilescarpe.blogspot.com/ 
per chi avesse ancora problemi nel commentare:

 "   forse, se ci sono problemi di riconoscimento, bisognerebbe provare a riconfermare la password (nel senso di andare proprio nelle impostazioni dell'account, come se volessimo cambiarla, ma dando poi conferma della stessa così, se si sono persi il dato, si rimemorizza
   n.b.: intendevo l'account Google (non quello del proprio indirizzo mail) a questa pagina https://www.google.com/accounts/recovery?hl=it



Per oggi mi godo ancora questa giornata di sole, praticamente estiva. 

Saluto tutti di cuore.

martedì 24 maggio 2011

Chiedo scusa ...

Non credo stia succedendo solo a questo blog, ma a me è impossibile scrivere nei commenti, sia qui che in altri blog.
Spero che il tutto si aggiusti.

Nel frattempo, mi spiace, ma non posso lasciare risposte o simili.



Bologna

Leggo su Il Fatto quotidiano il seguente articolo:


Guerra alla vita notturna
Denunciate 28 persone

Segnalati all'autorità giudiziaria alcuni dei partecipanti all'iniziativa Brain Runner, una tre giorni di arte, cultura e "riapproprazione degli spazi"

 
Continua la guerra alla vita notturna in città: sono 28 le persone denunciate per l’iniziativa Brain runner, una tre giorni di musica e incontri organizzata dal Collettivo Universitario Autonomo di Bologna, che si è tenuta dal 17 al 19 maggio in zona universitaria. Le denunce si riferiscono in particolare alle prime due serate, in piazza Scaravilli e in via Zamboni.

L’evento era stato organizzato dal Cua per portare arte e cultura nella zona universitaria, riappropriandosi degli spazi in maniera autonoma, con un programma di musica e reading e incontri su temi di attualità come la riforma Gelmini e le recenti rivolte nel mondo arabo, ma anche su questioni locali come il futuro di piazza Verdi.
Ma già dalla prima sera sono arrivate molte lamentele da parte dei residenti, che hanno segnalato alla polizia il volume della musica ritenuto troppo elevato. Tra i reati contestati ci sono manifestazione non preavvisata e disturbo della quiete pubblica.

Le 28 persone denunciate dovranno rispondere anche di sanzioni amministrative legate all’occupazione di suolo pubblico, al rumore e alla vendita di bevande. La Digos trasmetterà le carte alle autorità competenti.

La risposta del Collettivo non si è fatta attendere: "Apprendiamo che la questura ha emesso ben 28 denunce per Brain Runner, la tre giorni di arte, cultura e riappropriazione di spazi organizzata dal Cua. Questa mossa della questura si inscrive nel clima di impaurimento e azzittimento del dissenso verso il regime Berlusconi, praticato da lungo tempo in città", hanno denunciato dalle pagine di Zic.

"Inoltre queste ultime denunce arrivano a pochi giorni dalle elezioni amministrative, che vedono una Bologna sempre più chiusa e gravata da ordinanze liberticide e opprimenti", continua il comunicato.


"La tre giorni Brain Runner, con i suoi 5000 e più partecipanti, ha mostrato alla città come esista una parte di Bologna che esprime una socialità ed un utilizzo dello spazio pubblico che non vuole essere ulteriormente compresso".

Il conflitto che vede su fronti opposti gli studenti e i giovani, che rivendicano il diritto a vivere la città anche in orari notturni, e i residenti, che chiedono sonni tranquilli, sembra così continuare ad acuirsi. Un problema che arriverà dritto sulla scrivania del nuovo sindaco Merola e dell’amministrazione che sta per insediarsi a governare la città


Immagine presa dal web
Il neretto è mio.

lunedì 23 maggio 2011

Questo si che e' amore......

Un uomo con due biglietti di tribuna centrale numerata per la finalissima di Coppa del Mondo entra allo stadio e si accomoda sulla poltrona assegnatagli lasciando libero il posto a fianco.
Un altro uomo seduto la fila appena sopra, nota il posto vuoto e, tanto per fare due chiacchiere a pochi minuti dall'inizio della partita, esordisce così:
- Il posto a fianco a lei, è occupato?
- No, è libero! - risponde l'individuo.
- E' incredibile! Chi è che ha un posto come questo, per l'appuntamento più importante del
mondo e non lo usa?
L'uomo si gira e guardandolo risponde:
- Beh, effettivamente il posto è mio. L'ho comperato un anno fa, dovevo venire con mia moglie, ma... casi della vita... è venuta a mancare!
 Questo è il primo mondiale che non vediamo insieme da quando ci siamo sposati... nel 1980.
Sorpreso il suo vicino risponde:
- Mi dispiace molto, è terribile! Ma non aveva un'altra persona che poteva accompagnarlo? Che so,
un amico, un parente, un vicino di casa...
E l'uomo facendo di no con la testa:
- Macché, son voluti andare tutti al funerale...




Il marito entra con molta cautela nel letto e sussurra appassionatamente all'orecchio di sua moglie
"Tesoro, sono senza mutande ..."
E la moglie gli risponde: "Domani te ne lavo un paio".

Gli aforismi del lunedì

Gli italiani generosissimi in tutto non sono generosi quando si tratta di pensare. (Carlo Emilio Gadda)

Se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo.  (Edward Hopper)

Per essere un rivoluzionario devi prima essere un essere umano. Devi avere a cuore la gente debole. 
(Jane Fonda)

domenica 22 maggio 2011

Una storia della lettura


Scrive Alberto Manguel,  su "Una storia della lettura", Feltrinelli, Milano, 2009:




  • In qualsiasi maniera i lettori si approprino dei libri, il risultato finale è che libro e lettore diventano una cosa sola. Il mondo che è un libro viene divorato da un lettore che è una lettera nel testo del mondo; metafora circolare che rende infinita la lettura. Noi siamo ciò che leggiamo.


  • Ogni biblioteca accoglie e rifiuta. Ogni biblioteca è per definizione il risultato di una scelta, ed è necessariamente limitata nel suo ambito. Ed ogni scelta ne esclude un'altra, quella non fatta. L'atto della lettura corre sempre parallelo a quello della censura. 



  • Citare è un continuo conversare con il passato per dare un contesto al presente. Citare è attingere alla Biblioteca di Babele; citare è riflettere su quanto è già stato detto, e se non lo facciamo, parliamo in un vuoto dove non v'è voce umana che possa risuonare.
 Alberto Manguel è scrittore vivente.
Qui, notizie su di lui.  













sabato 21 maggio 2011

Più non andremo vagando

Più non andremo vagando
tardi nella notte,
anche se il cuore è amante 
e la luna luminosa.

Perché la spada consuma il fodero,
e l'anima il petto
e il cuore deve acquietarsi per riprendere forza,
e lo stesso amore ha bisogno di riposo

anche se la notte fu fatta per amare,
e il giorno torna troppo presto
più non andremo vagando
alla luce della luna.

(George Byron)

Immagine presa dal web

venerdì 20 maggio 2011

REFERENDUM 12-13 giugno 2011

VOTIAMO 4 SI
per rivendicare tre beni comuni fondamentali:
ACQUA, ENERGIA in sicurezza, Parità di doveri
2 SI al voto referendario perché l’acqua sia pubblica, sottratta al profitto e ai privati che speculano su un bene primario e vitale, negandola a chi non ce l’ha o facendola pagare cara, fregandosene degli inquinanti, quali: arsenico, cloro, piombo, nitrati, che danneggiano la salute.
1SI al referendum per respingere il piano nucleare. Per cancellarlo definitivamente. Il governo non rispetta i risultati del referendum dell’87, che impose la chiusura delle centrali nucleari.  
La tragedia del Giappone dimostra che fu una scelta giusta. Quelle ingenti risorse vanno invece destinate al risparmio energetico, allo sviluppo delle energie rinnovabili e PULITE, ecocompatibili con le esigenze del territorio.
Respingiamo la cosiddetta moratoria di 1 anno. Né ora né fra 1 anno.
1 SI per abolire la legge che prevede il “legittimo impedimento” per Presidente del Consiglio e Ministri a comparire nei Tribunali come imputati. Perché la legge torni ad essere uguale per tutti, senza leggi ad personam.

Il Governo, per cercare di impedire ai 4 referendum di raggiungere il quorum, cioè almeno la metà più 1 degli elettori, ne ha ostacolato l’informazione sulle reti televisive.  
VOTIAMO TUTTI PER I NOSTRI DIRITTI!

P.S.  Chiunque voglia prelevare il link a questo post, è libero di farlo. Un passaparola è buono...

giovedì 19 maggio 2011

A proposito della Parabola (non satellitare)

"La parabola - scrive perfettamente Francesco Zaffuto - non è apparenza, è una forma di narrazione della verità per farla meglio comprendere."

Voglio ritornare al post precedente a questo,  Il Maggid di Dubno perché ho l'impressione, soprattutto leggendo il commento di Paolo, che la parabola venga considerata una maschera o non so cosa.
Comunque vorrei chiarire meglio.

La parabola, dal greco parabolé = paragone, è un racconto finalizzato a trasmettere un qualche tipo di insegnamento morale o spirituale. 
Secondo alcuni studiosi (v. p.es. l'italiano Vittorio Fusco) caratteristica precipua della parabola, che la differenza dalla similitudine o allegoria, è l' "effetto sorpresa": la parabola produce nell'ascoltatore un certo giudizio-emozione, che viene poi traslato alla sfera morale o spirituale. Da qui

Per comunicare il suo insegnamento anche Gesù si è servito delle parabole che troviamo riportate nei Vangeli.

Un dottore della legge, per mettere alla prova Gesù, gli chiese cosa fosse necessario per ottenere la vita eterna. Gesù, in risposta, chiese al dottore cosa dicesse la legge di Mosè a tale proposito. Quando il dottore, correttamente, citò la Bibbia dicendo: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze" (Dt 6,5) e amerai il tuo prossimo come te stesso" (Lev 19,18), Gesù disse che aveva risposto correttamente e lo invitò a comportarsi di conseguenza.

A questo punto il dottore chiese a Gesù di spiegargli chi fosse il suo prossimo e Gesù gli rispose con la parabola che credo tutti noi conosciamo, quella del Buon Samaritano.

Il testo di Luca 10,25-37
 
 " Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte.

Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.

Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.

Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo:  "Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno."

Al termine di questa parabola, il Maestro chiese al dottore della legge chi dei tre fosse stato prossimo dell'uomo derubato. Il dottore non rispose: "il samaritano", ma: "chi ha avuto compassione di lui". Gesù concluse: "Va e anche tu fa lo stesso". 


Altri esempi potrebbero arrivarci dalla maieutica di Socrate che aiutava i suoi allievi a partorire le idee con la loro mente, ma per ora mi fermo qui.

Il Maggid di Dubno

La nuda Verità andava in giro per strada, spoglia e disadorna. La gente la ignorava, oppure si voltava dall'altra parte disgustata da quella vista.
Poi, un giorno che si sentiva particolarmente  reietta, si imbatté nella sua amica Parabola, che indossava abiti eleganti ed era circondata da ammiratori.


La Verità si lamentò: "Come mai tu ricevi tante attenzioni mentre io, che sono la Verità, non ne ho affatto?"

La Parabola rispose: "Perché vai in giro così spoglia. A nessuno piace trovarsi a faccia a faccia con la nuda Verità. Lascia che ti aiuti"


La Parabola rivestì la Verità con alcuni dei suoi abiti più belli. E, come per incanto, ovunque la Verità si presentasse in queste sue nuove vesti, la gente la faceva oggetto di grandi attenzioni.


La Verità rimane sempre la stessa, con o senza ornamenti, ma la maggior parte degli uomini non sopporta di affrontarla a faccia a faccia quando è nuda.
Perciò molto spesso riesce a entrare nel cuore degli uomini soltanto travestita da Parabola.


(Le parabole del predicatore di Dubno e altri saggi.)






mercoledì 18 maggio 2011

Jorge Luis Borges: Il Sur


Da uno dei tuoi cortili aver guardato
le antiche stelle,
dalla panchina dell'ombra aver guardato
quelle luci disperse
che la mia ignoranza non ha imparato a nominare
né a ordinare in costellazioni,
aver sentito il cerchio dell'acqua
nella segreta cisterna,
l'odore del gelsomino e della madreselva,
il silenzio dell'uccello addormentato,
l'arco dell'androne, l'umidità
- queste cose, forse, sono la poesia.

 (Jorge Luis Borges)

lunedì 16 maggio 2011

Gli aforismi del lunedì

Chiunque è un bambino che ha subito abusi, se si pensa a ciò che il governo fa. (Tim Roth)

La politica e il fato dell'umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza.Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica.  (Albert Camus)

È raro che gli uomini che nutrono il massimo rispetto per le donne, godano di popolarità fra loro. (Joseph Addison)
 
Recessione è quando il tuo vicino perde il posto; depressione è quando lo perdi tu. (Harry Truman)

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