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domenica 17 giugno 2012

L'uccellino






Proprio ho sperato che volasse via, 
e non cantasse sempre davanti a casa mia;
gli ho battuto le mani dal limitare 
quando non l'ho potuto più sopportare.




Mio in parte il torto dev'essere stato.
L'uccelletto non era stonato.
E qualcosa non va, qualcosa manca 


in chi vuol far tacere uno che canta.

(Robert Frost)

sabato 25 giugno 2011

Mietitura


Non si sentiva oltre al bosco altro suono che uno,
la mia lunga falce che frusciava al suolo.
Che cosa sussurrava? Non lo sapevo io stesso;
era forse qualcosa sul calore del sole,
qualcosa, forse, sull'assenza di suono
Per questo sussurrava e non parlava

Non era sogno del dono d'ore vuote,
o facile oro profuso da fata o da elfo:
qualunque cosa in più della verità sarebbe apparsa
debole al fermo amore che ordinò il prato in solchi,
non senza delicate lanceole di fiori
(orchidee pallide), e un fulgido verde serpente fugò.
Il fatto è il sogno più dolce che la fatica conosca.
La mia lunga falce frusciava, lasciava il fieno ammucchiarsi.


Robert Frost -"Conoscenza della notte e altre poesie"- Mondadori

giovedì 26 maggio 2011

Scelte importanti

"… Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il gregge può dire: "Non è beeeene!".
 
Come ha detto Frost: “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta ed è per questo che sono diverso… "

 
 Dal film  "L’Attimo fuggente" - Peter Weir           

domenica 17 aprile 2011

Rabberciare un muro

Prima di costruire un muro dovrei 
cercare di sapere 
cosa chiudo dentro e cosa resta fuori,
e a chi potrei recare offesa.
C'è sempre qualcosa che non gradisce il muro, 
che lo vuole tirar giù.

Qualcosa c’è che non sopporta un muro,
E sotto vi incunea le zolle rigonfie di gelo,
E al sole fa cadere le pietre più alte,
E apre brecce per dove anche in due ci si passa.

 
Altra cosa i guasti dei cacciatori:
Ci sono stato attento e ho riparato
Là dove non avevano lasciato
Pietra su pietra; ma erano decisi
A stanare la lepre per dar soddisfazione
Ai cani che guaìvano. No, voglio dire le brecce
Che nessuno ha visto o udito fare,
Ma a primavera si trovano da riparare.

 
Avverto il mio vicino di là dal colle
E un giorno ci vediamo per percorrere
Il confine e fra noi rifare il muro.

 
Fra noi teniamo il muro mentre andiamo,
A ciascuno le pietre che sono cadute nel suo.

 
E alcune son come pani e alcune così tonde
Che per farle star su ripetiamo scongiuri:
"Rimani dove sei finché non ci voltiamo!"

 
A maneggiarle ci roviniamo le dita.
Oh, è solo un’altra specie di giuoco all’aria aperta,
Uno per parte. O ben poco di più:
Là dove è il muro un muro non ci serve:
Lui ha tutto a pineta, e io ho un frutteto di meli.


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