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giovedì 12 febbraio 2015

http://www.worldpressphoto.org/awards/2015/contemporary-issues/mads-nissen

http://www.worldpressphoto.org/awards/2015/contemporary-issues/mads-nissen

E' il primo premio fotografia su Worldpressphoto.

Molto cupo lo sfondo, senza speranza l'insieme. Non capivo il soggetto, fino a che non ho letto che cosa ritrae.
Donne lesbiche in Russia... non sento personalmente il soggetto, ma capisco quanto sia assurdo e tragico volere eliminare un amore.

lunedì 7 luglio 2014

Fotografia e Alice

E' fuori discussione che mi sia accostata alle foto d'autore, per via di Alice.
Preparava un esame universitario e io l'ascoltavo ripetere. Doveva saper riconoscere centinaia di fotografi, attraverso le loro foto. Per me fu sconvolgente vedere come le riconosceva tutti.
Infatti prese poi 30 con lode.

Robert Doisneau - Musicista sotto la pioggia

Robert Doisneau

"Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove                  
mi sarei sentito bene, dove avrei trovato la tenerezza
che speravo di ricevere.
Le mie foto erano come una prova che questo mondo
può esistere"
(Robert Doisneau. 1912-1994)
                                                            



domenica 6 luglio 2014

Ritratto in seppia

La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. E’ una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà.
                                                     Isabel Allende, Ritratto in seppia, 2001

sabato 5 luglio 2014

Realtà fotografata


Ultimamente, adoro soffermarmi su alcune fotografie, a caso, prese dal web....
Trovo spesso, nostalgia, desiderio, rimpianto e, soprattutto immediatezza di sensazioni.
Aggiungo di essere una dilettante, nel caso, improbabile, mi leggesse mia figlia.

lunedì 20 agosto 2012

Agosto e i totalitarismi




Londra, 19 ago- La condanna di Pussy Riot a Mosca e' un esempio di ''unita' nell'oppressione'', ha detto Julian Assange dal balcone dell'ambasciata ecuadoriana a Londra. 
''C'è unità nell'oppressione. Ci deve essere determinazione e unità nella risposta'', ha detto Assange ricordando le tre giovani punk condannate a due anni di carcere in Russia per aver cantato una canzone anti-Putin nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca.


Matteo Tassinari, nel suo blog Notti Notturne, descrive particolarmente bene questa storia dei nostri giorni.

Leggetela qui!

http://mattax-mattax.blogspot.it/2012/08/pussy-riot-da-cristo.html

Un altro agosto, all'insegna del totalitarismo, fu quello del 1968 a Praga.

Praga - Agosto 1968

Scrive Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere: 

"Tutti i precedenti crimini dell’Impero russo sono stati compiuti al riparo di un’ombra discreta. La deportazione di mezzo milione di lituani, l’assassinio di centinaia di migliaia di polacchi, la liquidazione dei tatari di Crimea, tutto ciò è rimasto nella memoria senza documenti fotografici e quindi, in fondo, come qualcosa di indimostrabile che, prima o poi, sarà fatto passare per una mistificazione. Invece l’invasione della Cecoslovacchia del 1968 è stata fotografata e filmata e depositata negli archivi di tutto il mondo. 
I fotografi e gli operatori cechi capirono che proprio loro potevano fare l’unica cosa che si potesse ancora fare: conservare per un lontano futuro l’immagine di una violenza. […] I russi non sapevano che fare. Avevano ricevuto precise istruzioni su come comportarsi se qualcuno avesse sparato contro di loro o gettato delle pietre, ma nessuno aveva dato ordini su come reagire se qualcuno avesse puntato su di loro l’obiettivo di una macchina fotografica".

Il futuro lontano prefigurato da Kundera è il nostro presente, che offre purtroppo drammatiche analogie con gli avvenimenti praghesi. La storia sembra tragicamente ripetersi con macabra monotonia, a ricordarci che il male dell’uomo è sempre presente. 
Fonte



sabato 3 dicembre 2011

Catturare la Luna

Le prime immagini fotografiche, o dagherrotipi, venivano sviluppate con vapori di mercurio, elemento alchemico per eccellenza, e stabilizzate con acqua salata calda.
Si ricavava in quel modo una superficie argentea in corrispondenza delle zone scure del soggetto e più opaca in quelle chiare; osservando la lastra in penombra, compariva un'immagine positiva con i lati invertiti, simile anche in questo particolare al riflesso degli specchi.



Queste prime emulsioni fotografiche avevano però una sensibilità molto bassa, perciò i pionieri degli "specchi congelanti" dapprincipio rivolsero i loro congegni verso il cielo, dove risplendono gli oggetti più brillanti, il Sole e la Luna.


Nel 1840 Daguerre, avventuroso pittore, scenografo ed inventore di trucchi ottici teatrali, ottenne il primo dagherrotipo della Luna.


Fare prigioniera la Luna con i vapori di mercurio, immobilizzarla in una superficie argentea, è stato il primo passo.


Esistevano già, a quei tempi, i mille teatri catottrici, le "lanterne magiche" che provocavano soprassalti di meraviglia fra il popolino come fra le dame più raffinate, il caravanserraglio di specchi in grado di sparare la luce su schermi giganteschi evocando coboldi, morgane e perfino le anime dei defunti, gli straordinari spettacoli di luci e colore, le "fantasmagorie", che giravano già nel Secolo dei Lumi per le piazze e le regge (incrociandosi a volte con altre meraviglie specchianti come l'anatra di ottone e il suonatore di flauto di Vaucanson, o il "Turco" scacchista del barone von Kempelen, esseri artificiali, duplicati della vita e dunque anch'essi parenti stretti degli specchi...).


In principio furono le lanterne magiche che già nel 1621 il gesuita Athanasius Kircher sembra avesse concepito...


Quando la fotografia si incontrò con i proiettori nacque il pre-cinema. Mille intelletti si diedero da fare con congegni meccanici sempre più vicini al loro sogno: dare movimento alle immagini. O meglio: congelare il movimento senza "bloccarlo".


Nasceva la magia più strabiliante: il cinema!


Da "Piccolo Inventario degli Specchi" di Alfonso Lentini - Stampa Alternativa.

domenica 6 febbraio 2011

Più del reale (more than real)

Oggi ho avuto modo di osservare un calendario del 2010.
Il calendario dei 12 passi. 
E',  più esattamente un libro-calendario, frutto di lavoro interamente donato: autori dei testi, critici, fotografi...
hanno collaborato a questa realizzazione senza chiedere né ricevere alcun compenso.

Ho trovato tra le prime pagine questo testo di Valerio Dehò

"La fotografia è un territorio senza ritorno.
Ma in senso positivo.
Il tempo vi scorre lentamente anche se non si ferma mai del tutto.
Sono i privilegi della "seconda vista" che rende ciò che è vero anche reale.
Il contrario è più improbabile.
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Problema dell'oltre ma anche dell'origine della magia di osservare qualcosa che non ci appartiene, ma lentamente entra nella nostra mente e nel nostro sangue.

La fotografia è così sempre provvisoria, meno eterna dell'arte, ma più varia e necessaria.
Una parte del nostro desiderio di appartenere interamente alla vita."



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