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giovedì 12 aprile 2012

Una vecchia storia : Renato e Francesca a Napoli


L' eresia di Renato e Francesca comunisti soffocati dal PCI
Questo è un articolo di Erri De Luca comparso su Il Corriere della Sera nel 1995 e ripreso da Baldo nel suo blog Ramo di vento

"I suicidi implicano di rado dei mandanti, ma chiamano a correi i vivi.
Nel giro di due anni, tra il ' 59 e il ' 61, Renato Caccioppoli e Francesca Spada si sradicano di peso dal mondo con un colpo di pistola e con una scatola di sonniferi. Sono comunisti napoletani.

Con loro si chiude il dopoguerra che, se fu freddo nel mondo, fu assiderato a Napoli. 

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Ora lo sappiamo: la città fu ceduta agli americani per essere destinata a capitale militare dell' Alleanza atlantica nel Mediterraneo. Non fu una concessione, ma una confisca. Fosse caduta una sola bomba russa sull' Italia, sarebbe stata recapitata sul golfo. Qualcuno dirà : "Peccato", qualcuno si darà una grattatina, come è giusto che sia in una nazione che può misurare la propria unità ogni domenica sugli striscioni degli stadi. 

Ora sappiamo che il sindaco monarchico del dopoguerra, "ammiraglio" Achille Lauro, incarcerato perché fascista, fu scelto, liberato e arricchito dagli americani per garantire loro l' asservimento della città . 

E se il porto doveva essere al servizio della Sesta Flotta, allora bisognava trasferire altrove le linee di navigazione commerciale. Così l' ubbidiente Lauro spostò a Genova le sue navi, svuotando i moli e completando l' opera di desolazione. E pur diventando così un armatore ligure, fu sindaco di Napoli per quasi tutto il decennio Cinquanta. 

La città era così annichilita da concedergli la resa incondizionata di un voto a maggioranza assoluta. Napoli era stata sospesa dall' Italia e risarcita con l' aria affumicata d' olio delle raffinerie e con le elemosine procurate da un meridionalismo di questue alla Cassa manbassa del Mezzogiorno. Le persone di buona volontà , comunisti e non, presero il largo per non finire assiderate. 

Renato Caccioppoli e Francesca Spada tennero duro: e quando fu chiaro per loro che non restava più nessun presente e più nessun futuro chiusero la porta. 

I suicidi hanno la vocazione potente a essere gli ultimi. Il meridionalismo del Pci di quegli anni fece la sua brava cilecca, ma non avrebbe potuto granché contro i padroni del mondo. 
E questa è l' unica attenuante offerta dal lungo e commosso atto istruttorio scritto da Ermanno Rea ("Mistero napoletano", Einaudi, pp. 387, L. 28.000). 

Suo intento è rianimare e riabilitare la figura travolta e travolgente di Francesca Spada, comunista in Napoli dal '45 al ' 61. Concesse dunque le attenuanti generiche al Pci di allora, non prevalenti né uguali alle aggravanti, l' atto istruttorio di Rea dilaga in larghezza di dettagli e di testimonianze. 

Si scoperchia un partito pentola, chiuso e incupito di sospetti all' interno e ostile verso il popolo dei vicoli intorno, cui rimprovera il vendersi per un piatto di pasta, la sua natura di sottoclasse infida, cui va contrapposta l' esigua compagine degli operai. 

Rea racconta le dissidenze addomesticate con l' esercizio punitivo delle autocritiche, comunque mai sufficienti, oppure espulse. Lo stalinismo resiste a Napoli non solo alla morte del titolare, ma anche alla denuncia dei suoi crimini, nel ' 56. 

Il partito, in mano ad Amendola in città , si arrocca nella sconfitta e isola il dissenso. Sono anni disperati di critiche soffocate, di cui sono spariti i verbali dagli archivi, come può scoprire Rea. Con la morte del matematico Caccioppoli e della musicista Francesca Spada si consuma in sacrificio quanto di meglio era stato prodotto dalla intelligenza febbrile e dalla passione d' essere cittadini del mondo di una città assiderata. 
Erano quanto di meglio non solo per latitudine di talento e competenza, ma per l' affezione spasmodica al luogo. Non vollero né poterono partire, anche se ridotti dal partito all' inutilità .

C'è un' antica storia: un uomo grida e grida per la sua città a ogni passante di pentirsi, di ravvedersi, di risorgere. Nessuno lo ascolta, ma lui prosegue lo stesso. E a un bambino che gli dimostra l' inutilità del suo sforzo risponde che grida non per cambiare gli altri, ma perché gli altri non cambino lui. 

La storia di Francesca Spada grida contro un partito cui diede ogni risorsa e che diffidò sempre di lei. Perché Francesca era una irregolare, aveva avuto due figli da un uomo che glieli aveva tolti e le impedì per anni di vederli. Poi ne ebbe altri due con il comunista Renzo Lapiccirella, uomo di gran valore e di forte presa sui militanti napoletani. Fu emarginato per la sua libertà di pensiero, per avere difeso il diritto al dissenso dei giovani studiosi del "Gramsci", e attaccato sul piano personale per il legame con Francesca. 

Perfino un abito da sera indossato da lei a teatro divenne un capo 
d' accusa. Il partito del progresso e della libertà riproduceva in sé le riserve e le condanne che Francesca incontrava nella città del gelo.

Le migliori intelligenze vennero neutralizzate sprecando le risorse umane di un grandioso popolo di iscritti. Quel metodo ha forse compattato i ranghi, ma ha prodotto la diabolica selezione della mediocrità al vertice, guasto di allora e di oggi del principale partito di sinistra. Vizio politico fu diffidare di un popolo di disoccupati istigati dalle stesse autorità al contrabbando e alla clandestinità sociale. Era un popolo che d' inverno si sfoltiva di vecchi e di bambini, aggiungendo alle varie cause della mortalità anche il freddo, malattia grave per chi ha pure fame. 

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Quanto diversi sono stati i comunisti di cui ha fatto parte la mia generazione dalla fine degli anni Sessanta, che ficcarono le mani nelle trombe d' aria delle rivolte popolari, cercando un bandolo rosso da stringere fin dentro la sommossa di Reggio Calabria e poi trasferendosi in massa nel Sud. Vennero torinesi a Napoli, emiliani in Puglia, toscani in Sicilia e via rimescolando i meridiani e realizzando il primo vero contro scambio di risorse e di intelligenze tra Nord e Sud, primo risarcimento dell' emigrazione. Francesca e Renato non c' erano più ed era sbiadito anche il ricordo delle loro vite indocili e d' accusa. 

Ermanno Rea ha scritto una storia che spiega a quelli della mia età con un vasto esempio perché la mia generazione comunista non si è potuta servire del Pci. Personalmente devo a Rea una grande figura di donna che si è installata nel mio scarso album degli affetti e gli devo un ritratto finalmente soddisfacente di Renato Caccioppoli. 
Raffaele La Capria scrisse un gran libro di cui finora solo il titolo non mi convinceva: "Ferito a morte", che era per me eccessivo. Ora so che almeno due cittadini di quella Napoli hanno diritto a quella dedica. 
Alla città assiderata resta l' onore delle loro vite sacrificate a lei come un fumo d' incenso."
De Luca Erri
Pagina 31 
(30 settembre 1995) - Corriere della Sera



FONTE: http://ramodivento.blogspot.it/2012/04/ricordo-di-renato-e-francesca-comunisti.html

Immagini prese dal web



domenica 26 dicembre 2010

Tra Natale e l'Anno Nuovo

Dopo aver visto, durante tutto il 2010, amici, amiche, sconosciuti... nonché mio marito..con il loro Blackberry o  simili,  mi sono voluta guardare un po' intorno alla ricerca di agende per il nuovo anno, semplicemente cartacee.
Esistono ancora, eccome. Ne faccio un breve elenco molto riassunto.

Agende cartacee per il 2011:

Per prima elenco Il Diario delle Fate dei Fiori,con le splendidi illustrazioni ad acquerelli di Cicely Mary Barker - Ed. Fabbri


L'Agenda di Murphy 2011 affronta il tema del matrimonio "l'unica avventura aperta ai codardi" (Legge di Voltaire)
Un libro pubblicato da Longanesi, La piccola Gaja Scienza. 
Se c’è un campo in cui la geniale intuizione dell’ingegner Ed Murphy brilla con maggiore intensità, è quello del matrimonio, a partire dalla profondità del teorema di Wilde (“Bigamia significa una moglie di troppo. Monogamia anche”), 
per arrivare all’assoluta veridicità del Teorema di Goethe (“L’amore è una cosa ideale, il matrimonio una cosa reale; non si confonde impunemente l’ideale con il reale”) passando dal Credo della signorina Greatheart (“Non sono contraria al matrimonio, ma mette fine a un sacco di cose alle quali sono favorevole”).  
(Questa recensione è presa da Il Libraio - Natale 2010)
 


Minù Agenda dei gatti
Un'agenda per tutti gli appassionati amanti dei gatti. Maneggevole e riccamente illustrata, è ricca di notizie e di consigli relativi alla cura e al benessere del felino di casa.
A ogni giorno dell'anno corrispondono aneddoti, curiosità, informazioni di ordine pratico sul gatto, mentre ogni settimana si alternano le rubriche: "Storie vere di gatti" e "Parola di gatto", che mettono in luce le doti dell'animale domestico tra i più amati attraverso racconti e spigolature. (Edizioni Armenia)


ACQUA AGENDA 2011. Con i contributi di: Erri de Luca, Alex Zanotelli, Marco Paolini, Diego Parassole, Riccardo Piferi ed  altri del Forum italiano per l'acqua. E' l'Agenda Comitato Referendum acqua pubblica.

Una nuova agenda di Paulo Coelho dedicata nel 2011 alla Saggezza.  Editore Bompiani -
Aforismi, riflessioni, consigli, brevi pensieri per accompagnare, giorno per giorno, tutto il nuovo anno. Con le meravigliose illustrazioni a colori di Catalina Estrada.
Quando era bambina,
Catalina Estrada  si meravigliava davanti ai lussureggianti giardini e alla natura vibrante del suo paese natale, la Colombia. Ora che è divenuta una illustratrice internazionale e di successo e vive a Barcellona, Catalina non ha dimenticato le sue radici. La sua capacità di meravigliarsi come un bambino è ancora evidente nel suo lavoro, con esplosioni di colore ed eleganza in tutte le sue creazioni.


Non mancano le agende per pensare positivo, quelli degli Angeli, la sempre comoda Quo Vadis ...  ...
 

Insomma, per concludere, la agende cartacee esistono tuttora.

martedì 20 gennaio 2009

Il giorno prima della felicità

".... Prima di questo i racconti di Don Gaetano, la storia dell'ebreo nascosto in cantina e di come le persone possono tirare fuori il meglio e il peggio di sé in guerra, della rivolta di un popolo che ad un certo punto, senza una ragione apparente, decide: "Mo' basta"

Cominciavano i pensieri di una testa sola.
Le persone quando diventano popolo fanno impressione. Così arriva una mattina, una domenica di fine settembre, finalmente piove e sento in bocca a tutti la stessa parola, sputata dallo stesso pensiero. Mo' basta. Era vento, non veniva dal mare, ma da dentro la città, mo' basta, mo' basta. Se chiudevo le orecchie lo sentivo più forte. La città cacciava la testa fuori dal sacco".

I giorni della liberazione di Napoli sono raccontati attraverso gli occhi del popolo, come fosse un'unica voce.
Lo sguardo del ragazzo, al racconto dell'estasi collettiva di quei giorni, della felicità provata tanto intensamente quanto più grande era stata la paura di perderla, al racconto di tutti che si abbracciano per le strade, va alla finestra del terzo piano:

"Ancora non era arrivato per me il giorno prima della felicità. Lo volevo sapere. Non volevo che all'improvviso capitava e non me ne accorgevo il giorno prima. Loro sapevano che doveva succedere il giorno dopo".
Il suo giorno prima della felicità per lui sarà quando farà i conti con il fantasma di quel primo amore ...

Erri De Luca - "Il giorno prima della felicità" - ed. Feltrinelli

domenica 11 gennaio 2009

Non ora, non qui


"Mi torna alla mente il passato con parvenza di intero, per un bisogno di appartenenza a qualcosa, che stasera mi spinge verso di esso, verso una provenienza."

Questo breve ed intenso primo libro di Erri De Luca porta già impressi in ogni frase i segni di un vero scrittore: un tono di voce che appena si coglie diventa inconfondibile e la integrità di uno sguardo che sa mettere nel giusto fuoco i pensieri e i sentimenti.

Qui la memoria non è consolazione, ma è un dramma, e il tempo gioca un suo gioco crudele stabilendo distanze insormontabili tra chi narra e la materia del proprio racconto.

Una luce bianca e densa come quella che filtra da nuvole alte, bagna queste pagine.

E' la luce in cui il protagonista de "Il posto delle fragole" di Bergman vedeva i propri genitori ancor giovani a pescare con la canna sulle rive di un lago.

Leggendo questo libro, che rievoca i sentimenti di una infanzia trascorsa a Napoli e per sempre scomparsa, ho ripensato a quella immagine struggente che dice con assoluta e trasparente immediatezza il dolore per la vita che tutto cancella e ci rende estranei a noi stessi e al nostro passato.

(Raffaele La Capria)

Erri De Luca - Non ora non qui - Ed. Feltrinelli

sabato 22 novembre 2008

Erri de Luca

Erri de Luca recita Valore




http://it.youtube.com/watch?v=03k9su2y58E



Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

(Erri De Luca)

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