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venerdì 1 febbraio 2013

Primo giorno di febbraio e la Candelora

E' iniziato febbraio.
Oggi qui è grigio e di fiorito rimane nel mio giardino soltanto il calicanto.
Ma nei giardini dei dintorni sono sbucati altri fiori.
Decido di rimettere qui un vecchio post del 2011 dove scrivo della Candelora e del suo significato.

bucaneve



Febbraio: Imbolc o Candelora

 

Febbraio deriva il suo nome da "februare" (purificare) o anche dalle cerimonie romane di espiazione, le "Februa" che si celebravano nella seconda metà del mese..


Il 2 febbraio - per noi il giorno della Candelora - si colloca a metà tra la notte più lunga dell'anno del Solstizio d' Inverno il 21 dicembre, e  L'Equinozio di Primavera il 21 marzo quando la notte è lunga quanto il giorno.


Il significato profondo di questo giorno (Candelora o Imbolc o Candlemas) è quello di una mistica rinascita.

 

Per questo Imbolc o la Candelora è definito,  fin dai tempi più antichi,  la Fonte della Giovinezza, per evidenziarne le sue virtù catartiche e rinnovatrici che si esplicano sia nello spirito che nel corpo...



Imbolc è una Fonte che sgorga dalle profondità del nostro spirito, per purificare, ringiovanire, dare inizio alla nuova vita nella luce che comincia sensibilmente ad aumentare.


Il simbolo più puro di questa purificazione è l'Unicorno, di cui ho scritto in un  post del 2009...


Le immagini sono prese in rete 


mercoledì 2 gennaio 2013

Il Vecchio e il Bambino (re-post)

Guardo fuori, è buio e pioviggina ancora. E' sera e quando penso alla parola "sera"  è quasi scontato che il mio cervello riacchiappi qualche poesia.

 
Non mancano poesie sulla sera, tutt'altro.
Non essendo solo sera, ma anche l'inizio di un nuovo anno, vado a ripescare sul mio blog, dove nel 2008 riportavo questo testo della canzone di Guccini...
 
Sera di gennaio
 

Il Vecchio e il Bambino

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"


(Francesco Guccini)

Immagine presa dal web
 

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