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mercoledì 11 gennaio 2012

Diffondiamo e firmiamo per favore


Per gli immigrati "servono i forni".
Ne è convinto Mauro Aicardi, il consigliere comunale leghista di Albenga (Savona), che ha condiviso il pensiero-choc all'interno di un gruppo su Facebook.
Oltre che una gravissima offesa per noi Immigrati liguri che studiamo e lavoriamo onestamente in Liguria e in Italia contribuendo così ad una cultura multietnica ed europea e di reciproco Rispetto, questa frase del Consigliere comunale leghista di Albenga esprime un esplicito e profondo disprezzo e l'istigazione razziale nei nostri confronti, per questo motivo chiediamo le immediate dimmisioni di Mauro Aicardi dal Comune di Albenga.
Obiettivo: Dopo una raccolta firme di almeno 1.000 firme si chiederanno le dimissioni del consigliere comunale leghista di Albenga Mauro Aicardi altrimenti si farà una denuncia per la discriminazione verso gli Immigrati. Intanto chiediamo le dimissioni.
Se La Sindaco Rosalia Guarnieri, lei altrettanto delLa Lega nord, non lo dimette chiederemo anche le dimissioni delLa Sindaco. E se no si scriverà al Presidente delLa Repubblica Giorgio Napolitano per un suo eventuale intervento.

Aleksandra Matikj

Genova,
8 gennaio 2012
Chiedo a tutti di andare a questo sito 
leggere e firmare.

Non ho avuto il tempo di eseguire molti controlli, anche perché, la fonte di provenienza la racconta da sola.
Comunque, chi è iscritto a Facebook, è in grado di verificare se esiste davvero un gruppo.

Facciamo il possibile e l'impossibile per fermare questo odio razziale!!!

mercoledì 14 dicembre 2011

Agli occhi degli altri

Rifletto sui nostri tempi, questi giorni in cui tra episodi di razzismo, di odio fra esseri umani, di crisi economica..., è sempre in agguato la paura, paura per i nostri figli soprattutto. Figli a cui, non si sa come e perché, non siamo riusciti ad assicurare un futuro decente.

Mi rivolgo allora ad Hannah Arendt, una donna che non solo è stata una grande pensatrice, ma che soprattutto ha vissuto sulla sua pelle, l'angosciante esperienza di essere considerata "diversa" e che tante volte per avere salva la vita, ha dovuto fuggire, ricominciare daccapo.


"Agendo e parlando gli uomini mostrano chi sono, rivelano attivamente l'unicità della loro identità personale, e fanno così la loro apparizione nel mondo umano, mentre le loro identità fisiche appaiono senza alcuna attività da parte loro nella forma unica del corpo e nel suono della voce. 

Questo rivelarsi del "chi" qualcuno in contrasto con il "che cosa" - le sue qualità e capacità, i suoi talenti, i suoi difetti, che può esporre o tenere nascosti - è implicito in qualunque cosa egli dica o faccia. 



Si può nascondere "chi si è" solo nel completo silenzio e nella perfetta passività, ma la rivelazione dell'identità quasi mai è realizzata da un proposito intenzionale, come se si possedesse questo "chi" e si potesse disporne allo stesso modo in cui si possiedono le sue qualità e si può disporne. 

Al contrario è più che probabile che il "chi", che appare in modo così chiaro e inconfondibile agli occhi degli altri, rimanga nascosto alla persona stessa, come il daimōn della religione greca che accompagna ogni uomo per tutta la sua vita, sempre presente dietro le sue spalle e quindi visibile a quelli con cui egli ha dei rapporti."

(Hannah Arendt, Vita Activa - La condizione umana, Bompiani, Bergamo 2009)

Foto dal web

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