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sabato 23 aprile 2011

Importanza rituale del Venerdì Santo e il Sabato Santo

Su un testo scritto da H. Durville - curato dalle Edizioni Rebis, trovo  scritta l'importanza rituale del Venerdì Santo.

"Vi fu un tempo in cui l'anno liturgico non esisteva: i cristiani, appena costituiti in Chiesa, conservavano ancora, in maggior parte, i costumi dello giudaismo, cui appartenevano quasi tutti.
La Cena Eucaristica fu il primo centro, il primo nocciolo liturgico cristiano.

..Natale e Pasqua furono come i due poli dell'anno liturgico intorno a cui gravitarono le altre feste.
 
Importanza rituale del Venerdì Santo..


"Per dare al Venerdì Santo l' importanza che gli conviene, bisogna leggere un giornale di viaggio, redatto verso l'anno 380, da una Occidentale che andò, in quell'epoca a visitare l'Egitto ed i Luoghi Santi di Palestina alfine di scoprire i ricordi biblici.
Il nome di questa viaggiatrice è Egeria, la sua patria è la Galizia.

Ciò che interessa ne suo racconto è l'importanza che attribuisce agli uffici del Venerdì Santo celebrati nei luoghi stessi dove si svolse la Passione di Gesù.

"... Siamo nel Venerdì Santo, il giorno per eccellenza della Passione del Salvatore. Sarà pieno di servizi liturgici".

Seguono i dettagli di una cerimonia minuziosamente regolata dove figuravano l'adorazione della Croce e la venerazione di altre reliquie: una era l'anello di Salomone, l'altra la fiala contenente l'olio con cui i re d'Israele erano unti.
 
I Luoghi Santi di Gerusalemme e le cerimonie che vi si celebravano in gran pompa, - la Natività, la tomba di Cristo, il Cenacolo, - e gli altri luoghi crerono altrettante feste il cui insieme costituì il ciclo liturgico.


Da:  Preghiere e Segreti di Alta Magia - H. Durville - A. Julio. Ed. Rebis


Il Sabato Santo

Il Sabato Santo invece si trova tra due giorni  carichi di eventi come il venerdì santo e la domenica di Pasqua, ed è un giorno di passaggio: l’antica tradizione della Chiesa, sulla base di alcuni passi della Scrittura contempla in questo giorno la discesa di Cristo agli inferi. 

Risorgendo, infatti egli non passa direttamente dalla croce al cielo, ma  deposto dalla croce nel sepolcro, e di lì discese ancora, agli inferi, luogo della morte, del peccato, della sofferenza, luogo in cui l’uomo è umiliato e annientato. È in questo luogo che, secondo la tradizione patristica, Cristo scende prima di risorgere.

martedì 9 dicembre 2008

Le fate


"Nella dimensione dei sogni e delle chimere -scrive H. Durville - sotto varie forme poetiche e affascinanti, le fate arricchiscono di mistero la vita ...

Ai giorni nostri la voce carezzevole delle foreste, la calma di un lago, sembrano far rivivere il profumo delicato delle antiche leggende che immortalano questi esseri amati e prestigiosi, le fate."


In Francia, la fata Avril vegliava sulle praterie, era amica di giumente, greggi, fanciulli e pastori, dei quali era considerata una sorta di beniamina.

In Provenza, le donne che non riuscivano ad avere figli si rivolgevano alla fata Esterelle.

Il popolo credeva inoltre all'esistenza di una fata singolare, una donna serpente chiamata Vouivre, caratterizzata da una preziosa gemma luminosissima incastonata nella fronte.

Nei Vosgi si tramanda l'antico ricordo di misteriose Dame Verdi,una specie di fate-sirene assai temute per il loro potere ammaliatore e particolarmente note presso il lago di Longemer.

La loro specialità consisteva nell'attirare con voce incantatrice chiunque si avventurasse di notte nelle loro vicinanze e una volta ghermito, l'incauto prescelto era posto al centro delle loro danze e diveniva oggetto degli scherzi e dei divertimenti più sfrenati, fino a quando, stanche del loro stesso gioco, scomparivano ridendo nelle profondità cupe del lago ...

Le fate si trovano presso tutti i popoli del Nord ed era antica opinione che la grandine e le tempeste non guastassero per niente i frutti della terra nei luoghi da esse abitati.

Le fate venivano la sera, al lume della luna e si trasportavano da un luogo all'altro con la velocità del pensiero, a cavallo di un grifone, di un gatto di Spagna o sopra una nuvola.

Si pensava che per un capriccio del loro destino, le fate erano cieche in casa loro, mentre disponevano di cento occhi in ogni altro luogo.

In Svezia - poi- si dice che se ne vedessero moltissime.

"Esse dimorano in oscure grotte e nelle parti più remote delle foreste, mostrandosi talvolta, parlando a coloro che vanno a consultarle e scomparendo in un baleno".

Le Fate, sempre secondo l'ermetista francese H. Douville, sono esseri fantastici nei quali sembrano perpetuarsi antichissimi ricordi di carattere magico e mitologico: dèe-madri, ninfe, druidesse, streghe.

Tutti questi appellativi con i quali furono designate in passato, sono un curioso monumento dell'antica divinizzazione degli oggetti fisici che ispirarono all'uomo la meraviglia oil terrore.

La credenza nelle fate, al di là delle successive metamorfosi, fu originariamente, e ancora rimane, una delle espressioni più gentili, naturali della nostra poesia.

Tra il buono e il malvagio, l'angelo e il demone, la leggenda scopre un altro essere: la Fata.

Tra il cielo e l'inferno, la leggenda crea un mondo - abitato dalle fate.

Tra la luce e le tenebre, la leggenda dà vita al crepuscolo, l'atmosfera fatata.

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