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domenica 7 novembre 2010

E' tempo, amico

Certo per me, amico, è tempo
di appendere la cetra
in contemplazione
e silenzio.


Il cielo è troppo alto
e vasto
perché risuoni di questi
solitari sospiri.


Tempo è di unire le voci,
di fonderle insieme
e lasciare che la grazia canti
e ci salvi la Bellezza.


Come un tempo cantavano le foreste
tra salmo e salmo
dai maestosi cori
e il brillio delle vetrate
e le absidi in fiamme.


E i fiumi battevano le mani
al Suo apparire dalle cupole
lungo i raggi obliqui della sera;
e angeli volavano sulle case
e per le campagne e i deserti
riprendevano a fiorire.


Oppure si udiva fra le pause
scricchiolare la luce nell'orto, quando
pareva che un usignolo cantasse
"Filii et Filiae", a Pasqua.


(David Maria Turoldo)

mercoledì 17 dicembre 2008

Non è la bellezza ...


Non è la bellezza ciò da cui si dovrebbe necessariamente partire?

E' un giacinto azzurro che attira col suo profumo Persefone nei regni sotteranei della conoscenza e del destino.
Si può senza dubbio chiamare "esorcismo" questo attrarre, per mezzo di figure, lo spirito, che di certe cose ha sempre una grande paura.

Questo fanno i miti.
Questo dovrebbe fare la poesia.

Se il lettore non cade nel precipizio di Persefone ma si limita a guardare il giacinto di lontano, vuol dire che lo scrittore non ha scritto abbastanza bene (o che i regni sotterranei non gradiscono qull'ospite).


Cristina Campo

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