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venerdì 10 giugno 2011

Per l'acqua di Mauro Corona



Fermi! Giù le mani dal mio passo argentato.

Non sono mica vostra! Non sono affatto vostra!

Non voglio essere di qualcuno.

Sono di tutti, ricchi e poveri, belli e brutti, sani e malati.

Sono torrenti, fiumi, ruscelli, sorgenti, rigagnoli.

Sono gocce, pioggia, neve, grandine. Nuvole.

Nessuno mi può comprare, dirmi roba sua.

Non sono un oggetto che si può rubare.

Sono l'acqua, l'acqua non ha padroni, non li vuole.




Ma loro vorrebbero me. Io sono libera, corro via, regalo momenti: disseto, lavo, rinfresco, ristoro.

Sono vita. La vita non si vende né si compra. La si può togliere.

Un tempo lavoravo. Facevo girare mulini e segherie, alzavo magli, muovevo ingranaggi. Davo una mano all'uomo e
nessuno mi voleva soltanto per sé. Ero per tutti e tale voglio restare.

Aiuto! I furbetti mi vogliono comprare, privatizzare! Privatizzare?

Gente perbene indignatevi! Alzate un grido, alzate la testa, alzate i bastoni, se necessario.

Difendetemi dai furbastri. Vorrebbero privatizzare anche il fiato!

Io sono di tutti! Nemmeno le tegole mi trattengono.

Passo veloce alla grondaia, al ruscello, al torrente, al fiume, al mare.

 Vado dove mi pare. Vorrei andare dove mi pare.

Sono fuggitiva, corro, scappo, scantono, non fatemi imprigionare da chi vuol fare di me mucchi di soldi.

Patrimonio di tutti siamo rimasti in pochi: l'ossigeno, le nuvole e io.

Privatizzare me, è comprare le nuvole. Poi vi faranno pagare il respiro. Buoni, stiano buoni.

Voglio bagnare il viso di un bambino senza chiedere permesso a nessuno.

Tocca a voi, gente perbene, aiutarmi  a farlo ancora.

                                                                                                    
Mauro Corona a favore dell'acqua bene comune

(04 giugno 2011)         

Dal Blog:  Frammenti di Sileno
http://sileno45.blogspot.com/2011/06/mauro-corona-per-lacqua-bene-comune-e.html

giovedì 24 febbraio 2011

Citazione

Nei suoi romanzi e nei suoi racconti Mauro Corona ci porta a contatto con un mondo quasi del tutto scomparso: quello della vita e delle tradizioni nei paesi della Valle del Vajont, un ecosistema che subì violenti sconvolgimenti a seguito della tragedia. Personaggi ed echi del passato riaffiorano tra le righe di Corona, che affronta con uno sguardo appassionato e un po' malinconico tematiche come il rapporto dell'uomo con la natura, con le proprie radici  e con l'incombente progresso economico e tecnologico. Da qui

La citazione che segue l'ho trovata su google buzz, dove un certo Nat riporta un brano di Mauro Corona, senza citarne la fonte. E così la propongo io.

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