Sileno del blog Frammenti in un suo post del novembre scorso scrisse "poi arrivò la televisione".
Mi è capitato di leggere su un libro che poi citerò, ricordi abbastanza simili sul medesimo argomento. Li ripropongo pertanto, per chi non era ancora ancora nato o per chi voglia ricordare.
"Il nonno Berto faceva le ore piccole davanti allo schermo. Di giorno, non doveva andare nei campi e stava alzato finché non appariva il segnale di fine trasmissioni, con l'inno di Mameli in sottofondo.
(...)
Tutte le sante sere stava lì, gli occhi fissi al televisore, il busto ben eretto e le mani appoggiate sul pomello del bastone ... senza più rivolgere la parola a nessuno.
Siccome dovevano svegliarsi all'alba, i figli e le nuore andavano a dormire senza curarsi dei programmi televisi. Gli davano la buonanotte, ma lui di solito non rispondeva.
.........................
Era il suo modo per mostrare il gran piacere di rimanere lì da solo, a godersi le operette, le commedie di Gilberto Govi o anche soltanto la pubblicità della China Martini con Ernesto Calindri e Franco Volpi, oppure quelle delle caramelle Dufour, con la Marisa del Frate che gli piaceva tanto.
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| La caramella che mi piace tanto. |
Il giovedì sera e il sabato, però, si rimaneva alzati tutti. Da vedere, c'erano Lascia o Raddoppia? con Mike Buongiorno e la Edy Campagnoli, e Il Musichiere di Mario Riva con i suoi campioni, come Spartaco Ditri, e le vallette, per prima Marilù Tolo, la mia preferita, e Brunella Tocci, che anni dopo avrei rivisto cronista nelle sfilate di moda.
Si cenava un po' prima del solito perchè, a dieci minuti dall'inizio della trasmissione, la cucina si riempiva di vicini. Soprattutto di vicine. Per un lungo periodo di tempo, infatti, siamo stati la sola famiglia con la tivù nel raggio di qualche chilometro. E la nostra casa in mezzo ai campi, certe sere, sembrava il caffè sotto i portici della piazza di Montecchio. (...)
Fonte: Bellezze in bicicletta di Adele Grisendi - Ed. Sperling & Kuper economica.

Bellissimi ricordi che coinvolgono anche noi che, essendo io del '59, ebbi la TV nel '60, l'anno delle olimpiadi di Roma. Mio padre la comprò a rate, non volle perdersi quell'evento.
RispondiEliminaLa TV non era ancora il grande fratello, ma ancora il grande maestro. Si perchè forse, fino al decennio dopo, mai ci sentimmo così uniti come popolo italiano.
Tutti a vedere il maestro Manzi, padre Mariano, la tv dei ragazzi, carosello e TV7. Quando arrestarono il suo presentatore per appartenenza alle brigate rosse arrivò la tv a colori. Forse proprio da questi due eventi la TV iniziò ad essere fastidiosa e incolore.
Bel post, come sempre Lara.
Lorenzo
Ciao Lorenzo, hai citato TV7. Sono andata a cercare su wikipedia, perché non la conoscevo. Doveva essere davvero una trasmissione molto interessante, a parte la storia del presentatore.
EliminaMi piace molto la distinzione che hai fatto: non Grande fratello, ma ancora Grande Maestro.
Grazie infinite Lorenzo!
Ciao,
Lara
Io sono nata nel 62 e ho vissuto in pieno questo periodo, ricordo la casa piena di vicini, il rito sacro di guardare la tv con le luci spente per vedere maeglio RAI1 Rai2 e dopo capodistria. Dovevo andare a coricarmi dopo il carosello e le pubblicità che trasmettevano erano come favole della buonanotte.
RispondiEliminaCara Alessandra, era un rito quell'andare a letto dopo Carosello.
EliminaEd è davvero come scrivi: le pubblicità erano come favole della Buona notte.
Bei tempi!
Ciao cara e a presto!
Lara
Io sono nata nel 55, e la nostra televisione fu la prima della grande casa dove abitavamo , divisa in appartamenti , la sera arrivavano tutte le donne con le seggioline e si guardava tutti insieme . C'erano tanti commenti, perché le emozioni attraverso la televisione arrivavano intense , forzando i ritmi più lenti della vita .
RispondiEliminaCara Vitamina, hai scritto, come sempre, parole esatte.
Elimina" C'erano tanti commenti, perché le emozioni attraverso la televisione arrivavano intense , forzando i ritmi più lenti della vita."
Che differenza con la TV di adesso!
Un abbraccio e grazie,
Lara
Ricordo da bambino , mio padre mi portava in parrocchia per vedere la televisione , il sacrestano con una chiave sbloccava una piccola "assetta" che copriva le 2 manopole ed accendeva , poi finito carosello mi portava a casa !!
RispondiEliminache ricordi mi hai fatto venire in mente con questo tuo post !!!
ciao buona giornata
Caro Valerio, sono ricordi che riscaldano il cuore.
EliminaLi abbiamo vissuti un po' tutti quei momenti, una piccola parte della nostra infanzia.
Mi auguro che i bambini di adesso possano avere nel loro futuro qualche punto di riferimento "buono", come succede a noi:)
Grazie Valerio, a presto.
Lara
Ho un ricordo un po’ diverso, te lo passo.
RispondiEliminaLa mia infanzia è legata al ricordo di una figura molto particolare: una vecchina dal nome Giovannina, abitava al piano di sotto, di solito passavo i lunghi pomeriggi seduto dinanzi a lei che era solita prodigarsi in racconti che stimolavano la mia meraviglia, era una grande artista nel raccontare, ricordo ancora racconti che non ho mai ritrovato in nessuna letteratura, era lei che li forgiava o faceva leva su una memoria antica. Quando arrivo la televisione in casa mia scendevo per i suoi racconti sempre più raramente; poi anche lei si dotò di una TV e ammutolì. Dopo alcuni mesi morì, il motivo era certamente la vecchiaia; ma a me (che avevo 10 anni) rimase la sensazione che a farla morire fosse stato l’arrivo della TV.
Rimango colpita da questo tuo ricordo, caro Francesco e anche dal modo che hai usato per condividerlo. Un ritratto molto bello di Giovannina che faceva leva su una memoria antica...per i suoi racconti.
Elimina"Poi ammutolì." Certo da narratrice attiva, divenne spettatrice passiva.
La tua sensazione, o meglio, quella del bambino che eri, a 10 ani, era di sicuro molto acuta e a me fa pensare, ora. Chissà se esiste un collegamento, per quanto sottile.
Grazie Francesco, un ricordo il tuo, che affascina e turba al contempo.
Ciao!
Lara
Buon fine settimana cara Lara, come vedi dopo il mio malanno ritorno a passare per il mio saluto.
RispondiEliminaTomaso
Tomaso, sono contenta davvero che tu ti sia ripreso.
EliminaGrazie per il saluto molto gradito.
Ciao,
Lara
Come tutto scappa di mano.
RispondiEliminaAll'inizio la TV è stata cultura e insegnamento, con qualche ingenua trasmissione di varietà.
Ora è diventata il contenitore dell'immondizia.
Cristiana
Proprio così, cara Cristiana!
EliminaCiao e a presto,
Lara
Grazie per la citazione e buon fine settimana.
RispondiEliminaGrazie a te, Sileno!
EliminaBuon inizio settimana per domani:)
Ciao,
Lara
Quando avevo sette...otto anni mio papà ci trascinava quasi ogni sera in parrocchia (mia mamma e me, riluttanti)attratto dalla luce azzurrina di quella scatoletta. A casa è arrivata molto dopo, nel 1962.
RispondiEliminaSì, cara Sandra, rispondendo ai commenti, mi sono ricordata che anch'io per un piccolo periodo, andavo a vedere la TV in parrocchia con i miei genitori.
EliminaPoi in casa di amici e infine a casa nostra.
Grazie di cuore!
Ciao,
Lara
Arrivò tardi anche da noi a Napoli, ma la vedeva a casa di R.mi sembrava magica, adesso fa compagnia a tante persone, per me un libro...
RispondiEliminaCara Riri, noi due siamo fortunate; abbiamo visto il meglio della televisione, poi siamo passate ai libri. Cosa può esserci di meglio?
EliminaUn grande abbraccio e grazie,
Lara
Avevo già commentato da Sileno che tanti ricordi - specifico ora, di storia sociale - mi suscitava il suo post. Sottolineo qui l'importanza di quella visione in "collettivo", in case amiche, della tv degli esordi ...
RispondiEliminaOttima annotazione la tua, Adriano. L'importanza di vedere la TV in "collettivo".
EliminaApprezzo molto questo tuo sguardo.
Grazie!!!
Lara
Ciao Lara, ahinoi tasto dolente ai giorni nostri.Grandi assenti dagli schermi tv attuali: cultura, musica,arte, varietà che abbia un minimo di decenza e qualche professionista in più... al posto dei?!?...reality e simili abiette mostruosità, ma si sa bisogna coprire gli spazi...fare contenti gli sponsor..della qualità di ciò che viene trasmesso non interessa niente a nessuno...'''?!!???. Un carosello di allora vale molto di più ad esempio di tutta la programmazione pomeridiana attuale...
RispondiEliminaCiao Emmebyrock, condivido completamente.
EliminaLa qualità è sparita e sì, sono convinta che un carosello di allora valesse molto di più di tante trasmissioni di oggi.
Grazie e a presto!
Lara