venerdì 21 novembre 2008

Gli uomini che si voltano

Probabilmente non sei più chi sei stata ed é giusto che così sia.
Hai raschiato a dovere la carta a vetro e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto sui fogli della nostra vita.
Metterli controluce é ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema che ti abbagliava.

Non apparirai più dal portello dell'aliscafo o da fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide per dare un senso al nulla.
Scenderai sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera, tu la sola vivente,
e non ti chiederai se fu inganno, fu scelta,
fu comunicazione
e chi di noi fosse il centro
a cui si tira con l'arco dal baraccone.
Non me lo chiedo neanch'io.
Sono colui che ha veduto un istante e
tanto basta a chi cammina incolonnato
come ora avviene a noi se siamo
ancora in vita o era un inganno crederlo.
Si slitta.

(Eugenio Montale da Satura; Satura II)

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